Libri da leggere a giugno

Quasi senza accorgercene, siamo approdati a giugno. Un mese che si presenta già rovente, con temperature ben oltre le medie stagionali, checché ne dicano gli irriducibili negazionisti dei mutamenti climatici, l’ex “presidente pazzo” Trump in testa.

Ma, caldo a parte, l’inizio del mese reca con sé anche la consueta rubrica dei libri consigliati, non meno sfiziosa dei mesi precedenti.

Se, oltre alle noiosissime zanzare, vi punge la più innocua curiosità, potete consultare la lista in questione qui, sul blog magazine Libri e parole.

È uscito Sfasamenti

Concedetemi una segnalazione spudoratamente autoreferenziale, cari amici. È appena uscito, nella collana Innsmouth di Delos Digital diretta da Luigi Pachìqui spiega di che si tratta – un mio racconto, Sfasamenti.

Ascrivibile al genere weird – avete presente i mitici telefilm Ai confini della realtà? – esula da certi tipici scenari horror o noir di miei precedenti lavori. Per certi versi lo si potrebbe anzi considerare una storia d’amore, sia pure tormentata. Ma non voglio aggiungere altro, per non fare dell’odioso e soprattutto autolesionista spoiler.

La trama in breve:

Anna ha quarant’anni e lavora in un’importante clinica della capitale. Divorziata, è madre di due figli adolescenti. Da qualche tempo si sente molto agitata ed è affetta da strani disturbi: a tratti ha l’impressione di vedere luoghi e ambienti sovrapposti a quelli reali. Inoltre le accade sempre più spesso di sognare il nonno e l’ex fidanzato, entrambi scomparsi da decenni.

Non riesce a trovare rimedi alla situazione, finché una notte riceve un’assurda telefonata da qualcuno che si spaccia per il compagno morto. Ma è veramente lui, un fantasma o… un’altra versione del ragazzo che amava?

L’ebook è acquistabile, a prezzo poco più che simbolico, sulle principali piattaforme on line, oppure direttamente dal sito dell’editore:

https://www.delosstore.it/ebook/54385/sfasamenti/

Libri da leggere a maggio

Primo maggio, festa dei Lavoratori… anche se il lavoro scarseggia ed è spesso malpagato. Ma tant’è. Speriamo che la situazione migliori, anche se c’è poco da stare allegri, vista anche la barbarica ostinazione con la quale la Russia di Vladimir Putin continua a massacrare il paese ucraino.

Ma la data segna anche la pubblicazione sul blog magazine Libri e Parole della consueta rubrica dei libri consigliati. Anche questo mese non mancano proposte a mio avviso interessanti, come il saggio Pellegrini dell’universo, pubblicato in concomitanza con l’anniversario dell’ultima missione lunare, datata 1972.

Nella lista compaiono però anche una vera chicca, Popism di Andy Wharol, e, per restare nell’ambito dello spettacolo, il libro Tutto il cinema è addio, già segnalato proprio su queste pagine.

Che dire, se non augurarvi/ci buona lettura, confidando magari in tempi migliori?

Tutto il cinema è addio

Segnalo la recente uscita, lo scorso marzo, di un saggio interessante per chi ama il cinema: Tutto il cinema è addio, scritto da Michele Montorfano e pubblicato da Graphe.it.

La scheda del libro:

C’è il tempo nel suo svolgersi e ripetersi, e c’è il cinema, che si lascia aprire come un vaso di Pandora per farci guardare nel nostro ieri. C’è la vita, il ritmo naturale, e c’è il cinema: un’altra vita che rimane segreta fintanto che è ancora da vedere, colma di ogni cosa, dall’orrore fino all’amore. Mondi divisi che si forzano continuamente l’uno verso l’altro, oltrepassando la propria soglia e tornando indietro dopo aver rubato qualcosa. Nel mezzo e sul confine nasce questo libro, che si incammina sulla strada dell’estetica e della fenomenologia del cinema scandagliandone il legame con il tema dell’Addio, «luogo in cui l’immagine si deposita nella sua contemporaneità assoluta». Da Drive a 8 ½ l’autore percorre le pieghe della settima arte attraversando le sue fughe, le sue angosce, le sue ambiguità. Perché il cinema è qualcosa che «non finisce mai continuando a finire» e dal cuore della propria solitudine «getta la maschera del tempo per indossare quella del destino».

Il ritorno dei Pink Floyd per l’Ucraina

Un inaspettato e quanto mai gradito ritorno, quello dei Pink Floyd con un brano inedito dal titolo Hey Hey Rise Up in supporto al popolo ucraino. Da notare che lo scorso 12 marzo la band aveva disposto il ritiro del proprio catalogo musicale da tutte le piattaforme russe e bielorusse per protesta contro l’invasione russa dell’Ucraina.

Nel brano figurano David Gilmour ovviamente alla chitarra e l’immancabile Nick Mason alla batteria, Guy Pratt al basso, Nitin Sawhney alle tastiere, e alla voce Andriy Khlyvnyul, della band ucraina BoomBox. Quest’ultimo ha interrotto la tournee in America e Canada per tornare in Ucraina a difendere la sua patria martoriata.

Libri da leggere ad aprile

Come ogni mese ho stilato la consueta lista dei libri da leggere ad aprile. Il periodo è quello che è, dominato dallo sgomento e dalla generale riprovazione per la recente invasione russa dell’Ucraina.

Per nostra fortuna tra i pregi della lettura, oltre al potere di regalarci una salutare dose di evasione, vi è anche quello di consentirci di approfondire certi argomenti. Non a caso l’elenco comprende un saggio di Anna Politkovskaja, La Russia di Putin, che mostra con grande evidenza il vero volto della Russia del cosiddetto nuovo Zar russo.

A esorcizzare la paura ci pensa invece Julian Barnes con Niente paura, e per altri versi lo fa anche l’immancabile Amélie Nothomb, con il romanzo appena uscito Primo sangue.

Ma c’è dell’altro, naturalmente, come scoprirete leggendo come di consueto la nuova puntata della rubrica sulle pagine del blog magazine Libri e parole.

Leggere Il sosia nell’era della “cancel culture”

La sciagurata invasione russa dell’Ucraina ha provocato, tra i tanti, tragici effetti collaterali, anche una sorta di ostracismo nei confronti della cultura russa, benché suoni a dir poco paradossale il riferimento alla cosiddetta cancel culture fatto da Putin pochi giorni fa.

Vero è che le recenti polemiche che hanno riguardato la risibile cancellazione da parte della Bicocca di un corso su Fedor Dostoevskij hanno fatto giustamente gridare allo scandalo, a una specie di maccartismo di ritorno.

Censure demenziali a parte, è invece quanto mai opportuno (ri)leggere oggi le opere del grande scrittore russo. E se volete cominciare ad esempio da una delle sue opere più celebri, anche se forse non la più riuscita almeno sul piano della forma, potreste leggere Il Sosia.

Romanzo di grande modernità per quanto attiene al tema affrontato, ossia lo sganciamento dalla realtà dell’uomo qualunque, schiacciato da un sistema di valori e da una società che lo annichiliscono, è stato recensito dal sottoscritto giorni fa sul blog magazine Libri e Parole.

Il racconto perfetto

Nei giorni scorsi mi sono occupato, sulle pagine del blog magazine Libri e Parole, di quello che da più parti è considerato il racconto perfetto, To Build a Fire, (1902/1908) del grande Jack London.

Jack London

Conosciuto, a seconda delle edizioni, sotto vari titoli, come Preparare un fuoco, Allestire un fuoco o, più semplicemente, Accendere un fuoco, rappresenta per certi versi la quintessenza della visione della vita dello scrittore, dominata da un vitalismo esasperato, in perenne lotta con una Natura spietata ma infinitamente più saggia dell’uomo.

La forma è scintillante, affilata come un rasoio. I periodi, tipici di London, sono fulminanti. La storia narrata è un concentrato d’azione e psicologia, serrata come un thriller e mai banale o noiosa.

Segnalo peraltro che ne esistono alcune efficaci trasposizioni per immagini; tra queste merita senz’altro di essere ricordata quella realizzata a fine anni ’60 da David Cobham, che si pregia della voce narrante di Orson Welles.

Qui trovate la recensione completa del racconto

Max Schreck, l’attore vampiro

Max Schreck, l’attore vampiro

Il 4 marzo 1922 fu proiettato per la prima volta a Berlino Nosferatu, eine Symphonie des Grauens, film muto diretto da Friedrich Wilhelm Murnau, considerato all’unanimità un capolavoro del cinema horror.

Impersonava il vampiro, chiamato conte Orlok per non violare i diritti d’autore del Dracula di Bram Stoker, il misterioso attore tedesco Max Schreck, del quale si hanno poche e frammentarie informazioni.

Tra realtà e leggenda, mito e finzione creata ad arte, il saggio appena uscito di Eleonora Della Gatta (editing e progetto grafico a cura di Alessandro Balestra) cerca di svelare i segreti di questo sinistro ma suggestivo personaggio.

La pagina web dell’editore

Delitto e castigo

Ci sono dei libri che a volte esitiamo a leggere, o anche solo a prendere in considerazione. E non mi riferisco al ciarpame commerciale da autogrill o supermercato — che pure ha tutto il diritto di esistere e vendere, beninteso — quanto ai grandi classici della letteratura.

Penso ad esempio alla letteratura russa. Molti la evitano come la peste temendo che si tratti di opere pesanti, inattuali o irrimediabilmente noiose. Ma dobbiamo farcene una ragione: il più delle volte abbiamo torto marcio, e i nostri sono solo pregiudizi, viziati come siamo magari da letture veloci o di più facile presa.

Al contrario, se osassimo accostarci a quelle che sono autentiche pietre miliari della narrativa di tutti i tempi, potremmo rimanere stupiti dalla qualità e dall’attualità di capolavori che davvero sono senza tempo.

È il caso di Delitto e castigo, di Fëdor Dostoevskij, un romanzo che peraltro possiamo ascrivere senza problemi al genere giallo – poliziesco, e che affronta il tema del crimine e della sua espiazione con sorprendente acume e profondità.

Certo, il libro è imponente, anche in senso letterale, vista la mole delle pagine, oltre le 700. Ma vi assicuro che vale la pena di leggerle. Non vi annoierete, credetemi.

Del romanzo sono state realizzate nel corso degli anni diversi adattamenti cinematografici e televisivi. Vi segnalo al riguardo un’eccellente miniserie televisiva del 1983, curata da Mario Missiroli su sceneggiatura di Tullio Kezich, interpretata da più che valenti interpreti. Potete guardarla su RaiPlay.

Se volete approfondire l’argomento, non dovete fare altro che leggere la recensione del romanzo sul blog magazine Libri e Parole.

Delitto e castigo, miniserie televisiva di Mario Missiroli (1983), © Rai