Io sono Nefertiti

E’ questa la ferma convinzione di una donna inglese cinquantenne che da oltre 20 anni ha intrapreso un lungo e costoso processo di trasformazione del proprio viso per rassomigliare il più possibile alla celebre regina egiziana, Nefertiti.

200.000 sterline, 51 operazioni chirurgiche: questo il bilancio in numeri della bizzarra impresa tentata da Nileen Namita.

Vi ricordo che è da poco uscito un romanzo dedicato a Nefertiti: Nefertiti. L’amore di una regina eretica nell’antico Egitto. Ne è autrice Jasmina Tesanovic, la scrittrice, giornalista, regista e blogger originaria di Belgrado.

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L’eresia di Nefertiti

Da l’inkontro.info:

Nefertiti, libroE’ uscito, per le edizioni Stampa Alternativa, il nuovo libro di Jasmina Tesanovic, la scrittrice, giornalista, regista e blogger originaria di Belgrado nota tra le altre cose per aver pubblicato on line in tempo reale durante la guerra del Kosovo e il bombardamento della Serbia il suo Diary of a Political Idiot, in seguito tradotto ed edito in tutto il mondo. Questo suo nuovo lavoro dal titolo “Nefertiti. L’amore di una regina eretica nell’antico Egitto” (visiona il booktrailer) è un romanzo storico molto originale, che narra, in ottica ben moderna, la vita della regina egiziana Nefertiti, in una chiave che potremmo definire femminista-esistenzialista.

Nuova recensione di “Processo agli Scorpioni”

Processo agli Scorpioni

Un breve estratto della bella recensione di Processo agli Scorpioni di Jasmina Tesanovic – appena intervistata, tra l’altro, su BabelMed da Vesna Scepanovic – a cura di Roberto Nicoletti per Arcilettore:

La lettura del libro, che mette in evidenza il coraggio della giudice e di molti personaggi che costituiscono la storia di questo processo, è profondamente angosciante e solo la scrittura giornalistica e narrativa dell’autrice rende scorrevole. Può darsi che qualcuno sia più sensibile di altri, ma mi sono reso conto che la scelta pacifista, intesa non solo come posizione contro la guerra ma anche contro ogni nazionalismo, contro ogni fascismo, sia la sola che possa salvarci da quell’orrore.

Meno che umani

Ratko MladicLa settimana scorsa la televisione bosniaca ha trasmesso una serie di video amatoriali del criminale di guerra più ricercato al mondo, il serbo-bosniaco Ratko Mladic. Jasmina Tesanovic ha inviato dalla Serbia una toccante testimonianza, oggi pubblicata da PeaceLink. Un estratto:

Ci sono coloro che credono ai loro occhi più che i loro funzionari, che credono in fatti più che in ideologia, che credono che la pace può venire solo attraverso la giustizia. E quando dico noi pochi, mi riferisco agli attivisti, i diritti umani, gli avvocati, le famiglie di Mladic di vittime, e coloro che, senza volerlo, in un modo o nell’altro, attraversato il cammino di nascosto nascosto generale.

Giovedì 30 aprile 2009: presentazione del libro PROCESSO AGLI SCORPIONI di Jasmina Tesanovic

processo

Giovedì 30 aprile 2009: presentazione del libro Processo agli Scorpioni di Jasmina Tesanovic

a TORINO – Circolo dei Lettori
Palazzo Graneri della Roccia
via Bogino, 9
Giovedì 30 aprile 2009 ore 18,30

Sarà presente l’autrice Jasmina Tesanovic (scrittrice, giornalista, traduttrice, autrice teatrale e regista, membro dell’associazione femminista Donne in Nero e attivista politica)

Relatrice: Vesna Scepanovic (giornalista, interprete e traduttrice, attrice)

Processo agli Scorpioni, di Jasmina Tesanovic
(Stampa Alternativa 2009)

Il libro non è un resoconto giudiziario, ma la cronaca appassionata del processo agli Skorpion, gruppo paramilitare che si è macchiato di crimini di guerra nel conflitto balcanico. A questa formazione viene contestato un eccidio, avvenuto nel luglio 1995 in una delle zone che avrebbe dovuto essere protetta dalle Nazioni Unite, messa invece a ferro e fuoco dalle milizie serbo-bosniache. Le udienze, le deposizioni, le reazioni dei familiari delle vittime, i commenti di corridoio sono raccolti con scrupolo dallʼautrice, che presenta un ritratto feroce e umano di un mondo diviso da contese etniche, ma soprattutto dall’insensata brutalità della guerra.

L’autrice
Jasmina Tesanovic è scrittrice, giornalista, traduttrice, autrice teatrale e regista, fa parte dell’associazione femminista Donne in Nero ed è un attivista digitale: su Internet, infatti, è stato inizialmente pubblicato il suo celebre Diary of a Political Idiot, scritto durante il conflitto del 1999 nei Balcani e i bombardamenti su Belgrado. Il testo, tradotto e pubblicato in tutto il mondo, ha fatto di Jasmina Tesanovic una delle blogger più apprezzate a livello internazionale.

Jasmina Tesanovic
Processo agli Scorpioni
Balcani e crimini di guerra: paramilitari alla sbarra per il massacro di Srebrenica
Stampa Alternativa
Collana: Eretica
Prezzo: Euro 10,00
pp. 128
ISBN: 978-88-6222-063-7

8 Marzo 2009: la Festa della Donna secondo Jasmina Tesanovic

jasmina_tesanovicIn occasione della Festa della Donna pubblico volentieri questo contributo inviatomi da Jasmina Tesanovic, il cui ultimo libro, Processo agli Scorpioni (Stampa Alternativa 2009), è da poco uscito nel nostro Paese.

Un capitale di rabbia

The global economic crisis has stirred all kind of troubles. Women thrive in troubles and make an income out of it.  In all dark historical times, in all wars and economic crisis women have been the caryatids of survival. The invisible grey economy of mothers, sisters and daughters becomes the only structure after the fall of patriarchy. Oh yes, women are rich even when they are poor.

In the third millennium of the third wave of feminism we don’t have a  feminist movement, but a global network. It is standing on the shoulders of the last century feminisms, but it has no continuity. The global crisis has made women aware of the mainstream ghettoization of feminism.  Thrust in the strong arms of laws, biological quotas, cultural, class and race identities, ngo’s: the issues of power have been marginalized. Through the pulverized power issues, the misbalance of power has remained the same.  Women human’s rights have been put behind the emergency of war, security issues and economic crisis. The emergence of new fundamentalisms, dividing and demonizing the Other have pulverized the global feminist issues. There are no more women’s issues, all issues are also women’s and women can now, through a feminist reading give their own answers: from reproductive rights to war crimes and women’s tribunals.

Women bodies have become territories of criminal deeds. From rapes used in wars as weapon of ethnic cleansing to quotas in democratic parliaments where personalities of women leaders have been thus annihilated.

One topic has always been the litmus test: the freedom of reproductive choice. Today in the era of raging fundamentalisms; christian, muslim and other, womens bodies have been treated as war machines.  On the territory of former Yugoslavia, rapes were used by all sides in order to change the ethnic structure of a territory.  In San Salvador where abortion is 100 percent prohibited even in case of the certain death of the mother, the vagina is treated as a crime scene. In US until Obama s victory, all health programs  and other social ones were conditioned by pro life politics.

The heroine of the third millennium is not an empress, a mermaid, a witch, a bitch, a singer, a dancer, a philosopher, a writer, a martyr… she can be all of that but those are only words and roles from an old and  dying language: so contagiously sick that it is  choking civilization, capitalism, socialism, dictatorships, rich and poor into one melting pot called the crisis.

The crisis of capitals, values, institutions, opinions, the crisis of knowledge and survival.

Anna Politkovskaya, the war reporter, the assassinated Russian journalist,  used to say:

The whole world is afraid of nuclear proliferation while instead I am afraid of hate: nobody can predict the paths revenge will take.  The children from the camps will never forgive the children who grew up in cosy homes.  The refugees need understanding and solidarity, not gifts of cash or the hypocrisy of those who fast to “share the suffering” and yet secretly nibble cheese in the closet.

“I live my life and I write what I see:” anywhere on the planet, we can retrace Anna’s steps.  We owe her that.