Reading teatrale: A.A.A. Autori & Attori Cercasi

A.A.A. Autori & Attori Cercasi
un progetto a cura di artekreativa

venerdì 6 maggio
alle 21,30
c/o Arcobaleno – circolo arci 8 marzo
via pullino 1

Serena Damiani e Marco Tullio Dentale di artekreativa leggeranno brani di vari autori, tra i quali Luigi Milani, che ha realizzato per l’occasione uno speciale adattamento dal Prologo del suo ultimo romanzo, Nessun Futuro (Casini Editore 2011).

Info: http://www.artekreativa.com

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Giulio Cavalli a Gela con Rosario Crocetta

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Lunedì 11 maggio alle ore 18.00 Giulio Cavalli sarà sul palco di piazza Umberto I a Gela per testimoniare la propria vicinanza al sindaco Rosario Crocetta. Alla luce della recente notizia sullo sventato attentato ai danni di Rosario, Giulio Cavalli ha ritenuto importante ribadire il proprio appoggio in una lotta che “artisticamente” è iniziata proprio a Gela due anni fa:

continueremo la nostra battaglia con i mezzi che ci sono propri, sempre in prima linea, contro la vergogna di un’illegalità pavida e  unta che anela ad ingrassarsi sulla pelle di una società civile che ha il dovere di fare “resistenza”. Vi aspettiamo.

Qui l’articolo di Giulio Cavalli scritto per Rosario nel suo blog.

Baricco: aboliamo i finanziamenti al teatro/2

Alessandro Baricco

La replica di Baricco:

[…] Pensare è un gesto che non può farsi dare il calendario dalla politica. Quando cerchiamo di abbozzare idee formate, schizzare modelli alternativi, immaginare soluzioni inedite, stiamo facendo un gesto lungo, sporto nel futuro: stiamo cercando di arrivare puntuali a un appuntamento che avremo tra anni: non domani, non alla prossima riunione sindacale, non alla prossima seduta della Commissione parlamentare, non alle prossime elezioni. Per quello c’ è la politica. Ma riflettere, è un’altra cosa. Una cosa che non dobbiamo temere, anche quando strategicamente è scomoda. Un compito per cui nessun giorno è sbagliato.

(il testo completo della replica di A.B.)

Baricco: aboliamo i finanziamenti al teatro/1

Alessandro Baricco ha sostenuto, in un lungo articolo apparso ieri su Repubblica che sostenere spettacoli, festival, eventi non dovrebbe essere obiettivo primario del finanziamento pubblico; meglio dirottarlo sulla formazione di un pubblico consapevole che oggi è a scuola e davanti alla televisione. Dunque finanziamo scuole e tv invece dei teatri.

È successo di tutto, ovviamente, e il buon A.B. è finito sulla graticola.

Donna non è bello

tenda-teatroThaïs: ancora colpa ed espiazione per le donne?

Nel 2008?

di Jasmina Tesanovic

Dopo tanti anni, ieri  sono andata all’opera: Regio di Torino, a sentire Thais di  Massenet. Una volta dentro il bellissimo spazio disegnato da Carlo Molino, mi sono ricordata perché non vado più all’opera da anni, dai tempi della Scala: perché il fasto raramente meritava la rappresentazione che solo pochi conoscitori dalle ultime file delle gallerie potevano giudicare.
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Nuove minacce a Giulio Cavalli

Giulio Cavalli, autore, attore e regista teatrale, ha ricevuto l’ennesima minaccia mafiosa lunedì sera.

Durante le prove del suo spettacolo nel teatro di Tavazzano (Provincia di Lodi), infatti, alcuni sconosciuti hanno imbrattato, il furgone della Compagnia di Cavalli con le scritte “Smettila” con una croce accanto, “Non dimentichiamo” e “Riina Libero” – scritta, quest’ultima, che riprende quelle apparse a Palermo pochi giorni fa.

Non è la prima volta che accade. In aprile Cavalli ha ricevuto una email con minacce di morte e successivamente è stata disegnata una bara sul teatro Nebiolo di Tavazzano, di cui è direttore artistico. Le intimidazioni arrivarono dopo il suo spettacolo “Do ut Des” che ridicolizzava la mafia. A causa di queste e altre minacce da 7 mesi l’attore è sotto programma di protezione anche nelle trasferte per i suoi spettacoli.
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La TV ha ucciso la tragedia?

Vi segnalo un interessante contributo di Gabriele Pedullà, apparso oggi su D La Repubblica delle Donne, sul ruolo del mezzo televisivo in relazione alla dimensione teatrale.

Un breve stralcio:

“La televisione favorisce la passività gli spettatori sono tenuti prigionieri, l’onnipresenza degli audiovisivi fiacca le capacità di resistenza alla propaganda. Siamo abituati a sentire ripetere così spesso frasi come questa che abbiamo smesso di interrogarci sulla loro attendibilità. Il discorso merita tuttavia un’ulteriore riflessione. Quando “il cinema si vedeva solo al cinema”, gli spettatori erano obbligati a “fare” esperienza del film secondo un codice di comportamento unico, ma la diffusione di videoregistratori, lettori, videofonini, palmari oltre che, appunto, della televisione ha cambiato tutto. La sala cinematografica, così come la sua antenata (la sala teatrale “all’italiana” inventata dagli architetti del Rinascimento), è stata pensata per un pubblico dedicato. Immobile, silenzioso, attento, disciplinato. E ricettivo. La televisione invece, soprattutto da quando è regolata dall’utilizzo del telecomando, ha sancito il passaggio dalla passività assoluta a una forma di sfrenata attività. […]”

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