La chiusura di Rai Movie

RaiMovie

Il cosiddetto nuovo Piano Industriale della televisione di Stato prevede la chiusura di ben due canali Rai: Rai Movie e Rai Premium. Non solo: anche RaiScuola verrà trasmesso solo via Internet, non più sull’omonimo canale televisivo. A quando la chiusura di canali non meno importanti come Rai Storia e Rai 5?

L’operazione appare a dir poco discutibile, anche alla luce della ventilata sostituzione con un canale “prevalentemente femminile” (RaiSei). Temo che la sciagurata ratio dietro l’insano progetto sia da individuare, come al solito, nella guerra alla diffusione della cultura in tutte le sue forme per bieche finalità politiche. La “ggente” va mantenuta ignorante per poter mantenere il consenso: il motto Panem et circenses è sempre attuale, cari amici.

Secondo altri, la spiegazione per tali assurde decisioni potrebbe risiedere nell’incompetenza di vasti settori governativi. Lascio giudicare ai lettori.

Sul Web è stata varata una petizione on line, nel tentativo di contrastare l’insensata, annunciata chiusura di Rai Movie, all’indirizzo:

https://www.change.org/p/rai-radiotelevisione-italiana-non-chiudete-rai-movie

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It’s Showtime, Apple dall’hardware ai servizi

Si può essere o meno utenti (o fan) dei prodotti Apple, ma – simpatie e preferenze a parte – merita di essere segnalato questo video promozionale, realizzato dalla Casa di Cupertino in occasione dell’evento che si è tenuto pochi giorni fa.

Gli annunci hanno riguardato, come largamente anticipato dai soliti bene informati,i nuovi servizi offerti dalla Mela Morsicata, tra i quali ha fatto particolarmente parlare di sé Apple TV+, il servizio di streaming video. D’altro canto è innegabile ormai la tendenza al progressivo, inarrestabile abbandono della TV generalista da parte degli spettatori – un trend che, nel mio piccolo, vado descrivendo da molti anni.

Non solo: l’enorme disponibilità accumulata nelle casse di Apple durante gli anni caratterizzati dall’avvento e dal successo planetario dell’iPhone e dell’iPad devono trovare sbocco in altri ambiti, lo reclamano a gran voce gli azionisti di Apple, con buona pace dei nostalgici del passato.

Ora i numeri stellari prodotti dai dispositivi mobili – non solo della Mela, intendiamoci: anche Samsung  risente dell’offensiva cinese, concorrenziale perchè molto più a buon mercato – stanno cominciando a ridimensionarsi e quindi dev’essere parso inevitabile al buon Tim Cook cominciare a trasformare Apple da “semplice” produttore hardware a fornitore di servizi. Un processo a ben vedere intrapreso già anni fa con l’introduzione di Apple Music, il servizio di musica in streaming.

Certo, la competizione con colossi del calibro di Netflix e Amazon sarà a dir poco dura e l’esito non è affatto scontato: sarà il mercato, come sempre, a dettare legge.

Addio a Mario Marenco

 

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È scomparso oggi, all’età di 85 anni, Mario Marenco (primo a sinistra nella foto). Un membro fondamentale di quell’allegra e scombinata banda che nei primi anni ’70 diede vita alla mitica trasmissione radiofonica Alto Gradimento.

Da bambino tenevo la radiolina a transistor Philips incollata all’orecchio pur di non perdere le pazze storie dei personaggi interpretati appunto dal simpatico Marenco e dallo scatenato Franco Bracardi.

Altri tempi, lontani anni luce da certi abissi di oggi. Non c’erano i social, e neppure il Web e Internet a dirla tutta. Ma c’erano più creatività, meno fretta e superficialità. Poco ma sicuro.

Oltre il confine

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Qualche giorno fa si è tenuta la conferenza stampa di medio termine del Salone Internazionale del Libro 2017. L’ho seguita per Graphomania: ebbene, a giudicare dal programma presentato, ricco di eventi e partecipazioni anche illustri, sembra improntato a una certa volontà di rinnovamento.

Il tema principale, Oltre il confine, è un esplicito invito al superamento dei muri che da più parti invece si vorrebbero erigere (vero, Presidente Trump?). L’argomento è richiamato anche dalla bella illustrazione realizzata per l’occasione dal bravissimo Gipi.

Per approfondire:

http://blog.graphe.it/2017/02/26/salone-del-libro-2017

Masterpiece: la parola a De Carlo

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La scorsa settimana Rai Tre ha trasmesso la prima puntata di Masterpiece, primo “talent” per aspiranti scrittori. Ne è scaturito un acceso dibattito, sul web e sui varo social network, Twitter in primis. Anche all’estero la trasmissione ha suscitato grande interesse, guadagnandosi un ampio articolo sul New York Times.

Ho allora raggiunto e intervistato per il blog magazine Graphomania uno dei tre giuratiAndrea De Carlo, che dice la sua non solo sulla trasmissione, ma anche sui suoi progetti di scrittura.

Continua a leggere su GraphoMania:

http://blog.graphe.it/2013/11/24/intervista-esclusiva-ad-andrea-de-carlo-giudice-di-masterpiece#ixzz2lYffFRUK

Think different, Rai!

In questi giorni sulle reti di Mamma (o matrigna, fate voi) Rai impazza uno spot che invita a rinnovare l’abbonamento al servizio radiotelevisivo.
E fin qui nulla di anomalo, a parte l’anomalia “congenita” dell’obbligo di pagare il canone. Ma questo è un altro discorso e temo di scatenare una “flame war” che potrebbe infuriare per giorni, se non mesi…

C’è un altro aspetto che stona, in quel pur gradevole filmato: l’essere molto – direi troppo – simile al celeberrimo e pluripremiato spot Think Different di Apple, la cui voce narrante nella versione italiana apparteneva al Premio Nobel Dario Fo.

Qui di seguito riporto i due spot. Giudicate voi.