Addio ad Antonello Falqui

EJe1zxaWwAE3hk1È scomparso ieri, alla veneranda età di 94 anni, il grande Antonello Falqui.

Chi era Falqui? In una parola potremmo dire che è stato “la televisione”: uomo colto e ironico, ma ben consapevole dei propri mezzi, è stato regista televisivo di riferimento dai tempi del Musichiere (1957) fino alla fine degli anni ’80.

Grande innovatore e dotato di grandissimo fiuto artistico, ha fatto conoscere al grande pubblico e valorizzato artisti del calibro di Mina, Lucio Battisti, Alberto LupoWalter Chiari, Oreste Lionello, la coppia Paolo PanelliBice Valori, Franca Valeri, le inossidabili gemelle Kessler, Johnny Dorelli, Raimondo Vianello, l’indimenticabile Quartetto Cetra, Ornella Vanoni, Gigi Proietti

Affermare che Falqui ha inventato e definito il genere del varietà televisivo non è un’iperbole, basti pensare a programmi memorabili come Studio Uno, Milleluci, Fatti e fattacci, Al Paradise.

Un altro pezzo di quell’Italia d’altri tempi sì, ma di grandissimo valore, che scompare e purtroppo non viene rimpiazzata dall’avvento di nuovi talenti. Oltretutto il varietà è ormai scomparso dagli schermi televisivi, e le nuove generazioni non hanno la più pallida idea di cosa sia stato.

Concludo questo breve post con una citazione tratta da un’intervista al grande regista:

Cosa manca alla tv di oggi? La cura. Anni fa prendevi un personaggio e lo curavi nei dettagli, oggi l’eleganza è ignorata. Si parla tanto di cultura, ma la cultura è un modo di fare le cose”

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Cinquant’anni di Internet

Cinquant’anni fa nasceva Internet. Eppure quell’avvenimento passò inosservato, come spesso accade a molti eventi epocali.

Ma, risonanza o meno, la successiva diffusione planetaria di Internet e, in un secondo tempo, del Web e poi degli infausti social network (l’orrido Facebook su tutti), ha cambiato per sempre le nostre esistenze.
Nel bene e nel male, ovviamente.

Luisa Zambrotta rievoca molto bene quell’esperimento di mezzo secolo fa e allora “ribloggo” il suo post.

words and music and stories

Lo and behold  “Lo and Behold” (film)

At 10:30 p.m. on 29 October 1969 (just a few months after Neil Armstrong had taken the first steps on the moon) a 21-year old UCLA student, named Charley Kline, took the phone, called the computer lab at Stanford, and under the supervision of UCLA computer science professor Leonard Kleinrock, managed to send the first message over an Internet connection.

At the other end was Bill Duvall, and they were working on the forerunner of the internet, called the ARPANET (Advanced Research Agency Network), an experimental network of four computers commissioned by the U.S. government and located at UCLA, Stanford Research Institute, UC Santa Barbara, and the University of Utah.

He tried to type in “LOGIN,” but the computers crashed after the first two letters.
Hence, the literal first message over the ARPANET was “lo”. About an hour later, having recovered from the crash, Kline was…

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La chiusura di Rai Movie

RaiMovie

Il cosiddetto nuovo Piano Industriale della televisione di Stato prevede la chiusura di ben due canali Rai: Rai Movie e Rai Premium. Non solo: anche RaiScuola verrà trasmesso solo via Internet, non più sull’omonimo canale televisivo. A quando la chiusura di canali non meno importanti come Rai Storia e Rai 5?

L’operazione appare a dir poco discutibile, anche alla luce della ventilata sostituzione con un canale “prevalentemente femminile” (RaiSei). Temo che la sciagurata ratio dietro l’insano progetto sia da individuare, come al solito, nella guerra alla diffusione della cultura in tutte le sue forme per bieche finalità politiche. La “ggente” va mantenuta ignorante per poter mantenere il consenso: il motto Panem et circenses è sempre attuale, cari amici.

Secondo altri, la spiegazione per tali assurde decisioni potrebbe risiedere nell’incompetenza di vasti settori governativi. Lascio giudicare ai lettori.

Sul Web è stata varata una petizione on line, nel tentativo di contrastare l’insensata, annunciata chiusura di Rai Movie, all’indirizzo:

https://www.change.org/p/rai-radiotelevisione-italiana-non-chiudete-rai-movie

It’s Showtime, Apple dall’hardware ai servizi

Si può essere o meno utenti (o fan) dei prodotti Apple, ma – simpatie e preferenze a parte – merita di essere segnalato questo video promozionale, realizzato dalla Casa di Cupertino in occasione dell’evento che si è tenuto pochi giorni fa.

Gli annunci hanno riguardato, come largamente anticipato dai soliti bene informati,i nuovi servizi offerti dalla Mela Morsicata, tra i quali ha fatto particolarmente parlare di sé Apple TV+, il servizio di streaming video. D’altro canto è innegabile ormai la tendenza al progressivo, inarrestabile abbandono della TV generalista da parte degli spettatori – un trend che, nel mio piccolo, vado descrivendo da molti anni.

Non solo: l’enorme disponibilità accumulata nelle casse di Apple durante gli anni caratterizzati dall’avvento e dal successo planetario dell’iPhone e dell’iPad devono trovare sbocco in altri ambiti, lo reclamano a gran voce gli azionisti di Apple, con buona pace dei nostalgici del passato.

Ora i numeri stellari prodotti dai dispositivi mobili – non solo della Mela, intendiamoci: anche Samsung  risente dell’offensiva cinese, concorrenziale perchè molto più a buon mercato – stanno cominciando a ridimensionarsi e quindi dev’essere parso inevitabile al buon Tim Cook cominciare a trasformare Apple da “semplice” produttore hardware a fornitore di servizi. Un processo a ben vedere intrapreso già anni fa con l’introduzione di Apple Music, il servizio di musica in streaming.

Certo, la competizione con colossi del calibro di Netflix e Amazon sarà a dir poco dura e l’esito non è affatto scontato: sarà il mercato, come sempre, a dettare legge.

Addio a Mario Marenco

 

alto-gradimento

È scomparso oggi, all’età di 85 anni, Mario Marenco (primo a sinistra nella foto). Un membro fondamentale di quell’allegra e scombinata banda che nei primi anni ’70 diede vita alla mitica trasmissione radiofonica Alto Gradimento.

Da bambino tenevo la radiolina a transistor Philips incollata all’orecchio pur di non perdere le pazze storie dei personaggi interpretati appunto dal simpatico Marenco e dallo scatenato Franco Bracardi.

Altri tempi, lontani anni luce da certi abissi di oggi. Non c’erano i social, e neppure il Web e Internet a dirla tutta. Ma c’erano più creatività, meno fretta e superficialità. Poco ma sicuro.

Oltre il confine

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Qualche giorno fa si è tenuta la conferenza stampa di medio termine del Salone Internazionale del Libro 2017. L’ho seguita per Graphomania: ebbene, a giudicare dal programma presentato, ricco di eventi e partecipazioni anche illustri, sembra improntato a una certa volontà di rinnovamento.

Il tema principale, Oltre il confine, è un esplicito invito al superamento dei muri che da più parti invece si vorrebbero erigere (vero, Presidente Trump?). L’argomento è richiamato anche dalla bella illustrazione realizzata per l’occasione dal bravissimo Gipi.

Per approfondire:

http://blog.graphe.it/2017/02/26/salone-del-libro-2017

Masterpiece: la parola a De Carlo

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La scorsa settimana Rai Tre ha trasmesso la prima puntata di Masterpiece, primo “talent” per aspiranti scrittori. Ne è scaturito un acceso dibattito, sul web e sui varo social network, Twitter in primis. Anche all’estero la trasmissione ha suscitato grande interesse, guadagnandosi un ampio articolo sul New York Times.

Ho allora raggiunto e intervistato per il blog magazine Graphomania uno dei tre giuratiAndrea De Carlo, che dice la sua non solo sulla trasmissione, ma anche sui suoi progetti di scrittura.

Continua a leggere su GraphoMania:

http://blog.graphe.it/2013/11/24/intervista-esclusiva-ad-andrea-de-carlo-giudice-di-masterpiece#ixzz2lYffFRUK