Un tributo a…

Think different, Rai!

In questi giorni sulle reti di Mamma (o matrigna, fate voi) Rai impazza uno spot che invita a rinnovare l’abbonamento al servizio radiotelevisivo.
E fin qui nulla di anomalo, a parte l’anomalia “congenita” dell’obbligo di pagare il canone. Ma questo è un altro discorso e temo di scatenare una “flame war” che potrebbe infuriare per giorni, se non mesi…

C’è un altro aspetto che stona, in quel pur gradevole filmato: l’essere molto – direi troppo – simile al celeberrimo e pluripremiato spot Think Different di Apple, la cui voce narrante nella versione italiana apparteneva al Premio Nobel Dario Fo.

Qui di seguito riporto i due spot. Giudicate voi.

Flop di fine anno

Questo fine anno, oltre a bagno di lacrime e sangue “imposte” – l’aggettivo non è casuale – dal nostro Presidente del Consiglio ci ha fatto dono però di due notizie piacevoli, se non rincuoranti: il flop clamoroso del solito cinepanettone, mai così indigesto, e la chiusura del Grande Fratello, il padre – o patrigno, fate voi… – di tutti i reality show.

Che si tratti di timidi segnali di risveglio delle menti e soprattutto del buon gusto italico, che molti davano ormai per estinti?

Freddie Mercury, vent’anni dopo

Vent’anni fa, il 24 novembre 1991, moriva a Londra Freddie Mercury. Ricordo bene l’annuncio, dato con disprezzo e quasi compiacimento dal TG1 delle 13.30. In quel servizio si attaccò pesantemente il grande artista, stigmatizzando i suoi presunti eccessi personali e soprattutto la sua sfera sessuale.

Oltre allo shock della notizia – solo pochi giorni prima era trapelata la notizia della malattia di Freddie – si aggiungeva il fastidio per quella che fu una pagina tra le peggiori del giornalismo televisivo. Certo, i (ne)fasti del Tg1 di oggi erano ancora di là da venire, ma già in quell’occasione, come ebbe a commentare Aldo Falivena, non si fece giornalismo.

A distanza di anni però, polemiche a parte – che in fondo hanno spesso segnato la vita di Freddie Mercury – rimane il segno indelebile lasciato da questo grande artista nella storia del Rock.

L’osceno spettacolo della morte

Scriveva un paio di giorni fa Massimo Gramellini su La Stampa:

Non c’è mai nulla di glorioso nell’esecuzione di un tiranno. La vendetta resta una pulsione orribile anche quando si gonfia di ragioni. Ci vogliono Sofocle e Shakespeare, non gli scatti sfocati di un telefonino, per sublimarla in catarsi. Gli sputi, i calci e gli oltraggi a una vittima inerme – sia essa Gesù o Gheddafi – degradano chi li compie a un rango subumano.

Come dargli torto? Per non parlare della continua, ossessiva riproposizione dei vari video – e non passa giorno che non ne spuntino purtroppo di inediti – che mostrano il dittatore morente nelle mani dei rivoltosi.

La morbosità “paga” in tivù, lo sappiamo. Ma è davvero ora di porre fine a questo genere orrendo di… spettacolo, se così si può definire l’ostentazione della morte violenta.

Sanremo, il festival zombie

Sanremo 2011

Prima serata del Festival di Sanremo all’insegna del noioso, vecchio, stantio. Morandi, come sempre, è simpatico, ma è apparso come rallentato e quasi rassegnato, imbolsito officiante di un rito televisivo sempre più soporifero.

L’unico momento degno di nota, la canzonaccia satirica dei comici Luca e Paolo, Ti sputtanerò, dedicata, per amor di Par condicio, al Presidente della Camera, nonchè Presidente autosospeso di Futuro e Libertà Gianfranco Fini e al Premier Silvio Berlusconi.

Musicalmente parlando, a parte un discreto Vecchioni, l’esibizione di Luca Madonia e Franco Battiato… E stendiamo un velo pietoso sulle vallette stoccafisso, apparse un’ora dopo l’inizio della trasmissione.

E sarebbe questa l’arma finale con cui i discografici pretenderebbero di rianimare l’industria del disco ormai agonizzante?

Per non parlare di quella volta che gli organizzatori tentarono perfino la carta del grunge, con i risultati che tutti purtroppo ricordiamo.