Freddie Mercury, vent’anni dopo

Vent’anni fa, il 24 novembre 1991, moriva a Londra Freddie Mercury. Ricordo bene l’annuncio, dato con disprezzo e quasi compiacimento dal TG1 delle 13.30. In quel servizio si attaccò pesantemente il grande artista, stigmatizzando i suoi presunti eccessi personali e soprattutto la sua sfera sessuale.

Oltre allo shock della notizia – solo pochi giorni prima era trapelata la notizia della malattia di Freddie – si aggiungeva il fastidio per quella che fu una pagina tra le peggiori del giornalismo televisivo. Certo, i (ne)fasti del Tg1 di oggi erano ancora di là da venire, ma già in quell’occasione, come ebbe a commentare Aldo Falivena, non si fece giornalismo.

A distanza di anni però, polemiche a parte – che in fondo hanno spesso segnato la vita di Freddie Mercury – rimane il segno indelebile lasciato da questo grande artista nella storia del Rock.

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I video? Solo sul Web, ormai

Leggo su CyberNews:

Niente più radio o tivvù, i videoclip in futuro si guarderanno on line. E’ quanto emerge da una ricerca, condotta da Ipsos MediaCT su 1500 persone nel Regno Unito. Dallo studio, pubblicato sulla Bbc, emerge che il 57% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni guardano la musica su YouTube, ‘snobbando’ Mtv.

E per forza, aggiungo io: con la programmazione dissennata che fanno le emittenti musicali, MTV in testa, completamente asservite come sono alle bieche logiche commerciali delle playliste imposte dalle major, il pubblico dei videoclip non ha altre risorse se non cercare e guardare i video degli artisti preferiti sulla rete.

Lunga vita a YouTube, dunque!