Piazza Fontana: I colpevoli

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Antonella Beccaria, giornalista e scrittrice di provata bravura e competenza, è autrice di un libro importante, Piazza Fontana: I colpevoli, pubblicato da PaperFirst e disponibile da qualche giorno in edicola con Il Fatto Quotidiano (e anche in eBook), che cerca di far luce su una delle peggiori stragi che abbiano mai segnato il nostro Paese, quella di Piazza Fontana.

Questa la scheda dell’opera:

È vero che della strage di Piazza Fontana non si sa nulla e mai si potrà sapere qualcosa? No. È falso.
È una leggenda. A cinquant’anni dal massacro del 12 dicembre 1969 che cambiò la storia d’Italia e inaugurò la stagione della strategia della tensione, è possibile raccontare una storia conosciuta per buona parte.
È una storia fatta di sigle neofasciste, a iniziare da Ordine Nuovo, e di servizi segreti italiani e atlantici che, nella migliore delle ipotesi, sapevano quanto stava per accadere e non mossero un dito.
Si aggiunsero i depistaggi, che hanno un nome e un cognome. Ma è anche la storia di uomini dello Stato che, in cinque decenni, non si sono arresi e hanno continuato a lottare per dare giustizia alle vittime e restituire dignità alle istituzioni della Repubblica.

Università e pecore

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È da poco approdata in libreria, pubblicata da Feltrinelli Comics, un’interessante graphic novel, dedicata alla storica figura di Don Milani, dal titolo ironico e provocatorio, Università e pecore.

Interamente realizzata – testi e disegni – dalla talentuosa Alice Milani, nipote del battagliero religioso, offre una prospettiva nuova, a tratti inedita, sulla vita e le opere del grande educatore, scrittore e insegnante.

Ne consiglio la lettura, per l’importanza e l’attualità del pensiero e del modus operandi del celebre Priore di Barbiana.

Chi volesse approfondire l’argomento può farlo leggendo la mia recensione sul blog magazine Graphomania.

La Libra Editrice, pietra miliare per la fantascienza in Italia

Il blog Nazione Oscura Caotica ripercorre con cura filologica e grande passione la storia di un editore fondamentale per la diffusione della fantascienza in Italia: la Libra Editrice.

Ricordo la mia piccola collezione di libri del grande C. D. Simak edita appunto dalla Libra… altri tempi, quando i libri ancora si vendevano e… leggevano, ahinoi!

Comunque, nostalgia a parte, il post in questione è da leggere: merita davvero.

NAZIONE OSCURA CAOTICA

Enciclopedia della Fantascienza in Italia. Parte 27 (vedi tutti gli articoli)

1967 Nova SF* n. 1

Come abbiamo visto, negli anni ’60 aumentano i progetti editoriali seri e interessanti. A questo periodo appartengono le collane di una casa editrice bolognese che segnerà la storia della fantascienza in Italia: la Libra Editrice, capitanata da Ugo Malaguti, che esordirà nel maggio 1967 con una vera rivista: “Nova SF*“. Inizialmente trimestrale, in seguito uscirà aperiodicamente, riuscendo a raggiungere 43 uscite (42 numeri più 1 speciale) fino al 1980. In realtà continuerà con la nuova casa editrice Perseo Libri nel marzo 1985 (sempre con Malaguti, ricominciando la numerazione da 1, ma riportando all’interno la numerazione accumulata), fino al subentro di Elara nel febbraio 2008, che continuerà la numerazione dal n. 76 (118), (al momento è in preparazione il numero 82 (124), considerandosi così la più longeva rivista di fantascienza…

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Libri da leggere a dicembre

Puntuale come sempre, è apparsa sul blog magazine Graphomania la lista dei libri consigliati per questo mese di dicembre.

Il Natale non è lontano e non sarebbe una cattiva idea se collocassimo qualche bel volume sotto l’albero, non credete?

Quest’anno ricorrono diversi anniversari: l’impresa dannunziana di Fiume (sono usciti diversi bei libri sull’argomento) e il centenario della nascita del Campionissimo Fausto Coppi, per esempio. E infatti tra i consigli di lettura figurano due libri dedicati proprio a questi importanti eventi.

Ma ve ne sono anche altri: alcuni romanzi scritti da nomi importanti quali Sandro Veronesi, Massimo Lugli che indaga sulla tragica morte di Pier Paolo Pasolini, l’ultima fatica di José Ovejero e altri ancora.

Insomma, ce n’è di che leggere, credetemi.

Il 1969 di Achille Lauro

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Non credevo che avrei mai segnalato su queste pagine l’album di un personaggio come Achille Lauro. Non per snobismo, ci mancherebbe: semplicemente perché la “trap” è lontana dai miei gusti musicali.

Ma l’album 1969 del rapper romano va decisamente oltre il genere di partenza, a mio avviso un po’ “ignorante”, se mi passate l’aggettivo. I brani di questo lavoro tendono infatti al rock, almeno nelle sonorità quasi punk ad esempio di Rolls Royce, il brano portante dell’album nonché illuminante biglietto da visita del nuovo corso artistico intrapreso da A.L.

Nuovo non in senso letterale, beninteso, dal momento che i riferimenti sono perlopiù a miti e icone storiche di un passato “bello e maledetto” come Marilyn Monroe, Elvis Presley, James Dean, Jimi Hendrix, la Rolls Royce del brano già citato.

Evidenti anche i richiami a certo cantautorato di rottura, dallo sberleffo finto non sense del grande Rino Gaetano al sarcasmo del primo Vasco Rossi: il tutto shakerato con suoni e linguaggio di oggi.

Insomma, 1969 è un buon disco, da ascoltare senza pregiudizi.

Aprire gli occhi sulla sorveglianza di massa: Snowden

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Consiglio di recuperare – se non l’avete già visto al cinema – un film uscito qualche tempo fa: Snowden, diretto da quel mostro sacro che risponde al nome di Oliver Stone, regista dalle forti idee politiche, come ampiamente dimostrato lungo gran parte della sua fortunata carriera.

Il film ha per protagonista un efficace Joseph Gordon-Levitt nel non facile ruolo di Edward Snowden, informatico ex dipendente della CIA. Com’è noto, Snowden rivelò informazioni segrete governative su programmi di intelligence, tra cui il micidiale programma di intercettazioni telefoniche, devastante per proporzioni e pervasività.

Lo sappiamo, a volte i film di Stone possono risultare eccessivi, perfino manichei nella loro granitica impostazione. Ma almeno un merito dobbiamo riconoscergli, oltre ovviamente a saper realizzare opere avvincenti e girate con mostruosa padronanza tecnica: quella di inviare messaggi chiari e immediati allo spettatore.

Nel caso di Snowden, il regista intende metterci in guardia sulla nostra costante esposizione alla sorveglianza di massa, dalla quale purtroppo non abbiamo grandi possibilità di difenderci. Neanche cancellando, come pure dovremmo fare, i nostri account social: è sufficiente utilizzare un cellulare, neanche uno smartphone, per essere “tracciati” inesorabilmente e infallibilmente.

Renzo Piano: La responsabilità dell’architetto

RenzoPiano_LaresposnabilitadellarchitettoMai come in questi ultimi anni si è parlato e si continua a parlare di architettura, urbanistica, sicurezza delle costruzioni e design.

Com’è ormai arcinoto a tutti, il nostro è un paese devastato dal dissesto idrogeologico e dal malaffare. Quest’ultimo in particolare ha provocato danni irreversibili al territorio e alle stesse vite di chi si è trovato o si trova a vivere in zone “a rischio” (definizione questa che purtroppo di addice a troppe zone del nostro Paese).

Di questo e di altri temi non meno importanti si parla nell’interessante saggio-intervista realizzato da Renzo Cassigoli La responsabilità dell’architetto. Per chi volesse farsene un’idea appena più approfondita, potete leggerne la recensione qui.