Friday for Future: l’importanza della Biomimetica

cover BiomimeticaIn occasione dell’importante iniziativa friday for future mi permetto di consigliare caldamente la lettura del saggio Biomimetica, La lezione della natura.

E non perchè sia stato curato dal sottoscritto, ma per l’importanza del messaggio contenuto nel libro.

Di cosa parla il saggio:

Il libro è un saggio-intervista dedicato agli importanti temi della biomimetica – cioè l’ispirazione dalla natura – del design, della sostenibilità ambientale e sociale, nonché delle problematiche legate al ciclo produttivo, dalla sua fase iniziale, la progettazione, sino al suo esito finale, spesso poco o nient’affatto sostenibile.

L’opera riserva inoltre particolare attenzione alle tematiche, di stringente attualità, delle fonti energetiche alternative e del riciclo dei prodotti di scarto delle attività produttive e della normale vita quotidiana.

L’approccio è volutamente colloquiale, nell’intento di rendere l’accesso a questi argomenti più accattivante e coinvolgente, pur nel pieno rispetto formale della correttezza terminologica e dell’attendibilità scientifica.

Renzo Piano: progettare in maniera sostenibile

Renzo Piano

Nel corso di un’intervista rilasciata di recente a Curzio Maltese per il magazine D – la Repubblica, Renzo Piano ha dichiarato:

[…] Di libertà l’architettura negli anni successivi (al movimento studentesco) ne ha avuto moltissima, perfino troppa. Oggi i problemi sono altri e molto prima della libertà dell’architetto viene la responsabilità. La prima preoccupazione è progettare in maniera sostenibile, nel rispetto dell’ambiente. [..] Il verde, gli alberi, i giardini non sono tocchi decorativi, ma elementi essenziali di una costruzione che si sviluppa in alto per non consumare territorio. Abbiamo trascorso un secolo intero a distruggere terreni agricoli con colate di cemento. Da noi in Italia, dove si è fatto molto peggio che altrove, sono state asfaltate in questo modo intere regioni. È ora di riparare il danno che una malintesa libertà dell’architettura ha creato alla società.

Non potrei essere più d’accordo. Dobbiamo lasciarci alle spalle la cultura, anzi l’incultura, della cementificazione selvaggia.

Ebook gratis: Biomimetica, la lezione della Natura

Un’occasione ghiotta per chi è interessato ai temi della ecosostenibilità, del design ispirato, del riciclo e delle fonti energetiche alternative: l’ebook Biomimetica: la lezione della Natura di Carlo Santulli è in offerta gratuita su Amazon.it.

La scheda dell’opera: Il libro è un saggio dedicato agli importanti temi della biomimetica – cioè l’ispirazione dalla natura – del design, della sostenibilità ambientale e sociale, nonché delle problematiche legate al ciclo produttivo, dalla sua fase iniziale, la progettazione, sino al suo esito finale, spesso poco o nient’affatto sostenibile.

L’opera riserva inoltre particolare attenzione alle tematiche, di stringente attualità, delle fonti energetiche alternative e del riciclo dei prodotti di scarto delle attività produttive e della normale vita quotidiana.
L’approccio è volutamente colloquiale, nell’intento di rendere l’accesso a questi argomenti più accattivante e coinvolgente, pur nel pieno rispetto formale della correttezza terminologica e dell’attendibilità scientifica.

2009 anno delle fibre naturali

di Carlo Santulli (professore associato a contratto presso la facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza di Roma, scrittore, critico e capo recensore della rivista letteraria Progetto Babele: il suo ultimo libro di narrativa, Ghigo e gli altri, verrà presentato venerdì 10 aprile a Roma, alle 19, alla Libreria Rinascita Ostiense)

campo fiorito

Il 2009 (chi lo sa?) è l’anno delle fibre naturali, come da deliberazione della FAO. Le fibre naturali hanno una storia antichissima, anche se oggi per molte applicazioni sono state sostituite dalle fibre sintetiche e dalle materie plastiche, con le conseguenze ambientali che noi tutti vediamo.

Sono estratte dalle piante, per essere esatti da diverse loro parti: ci possono essere fibre estratte dallo stelo, come il lino o la canapa; dalla foglia, come nel caso dell’agave, per esempio la sisal; o dal frutto, come il cocco; oppure anche dal seme, come nel caso del cotone.

Dalle fibre naturali non si fanno soltanto abiti e tessuti, ma stuoie, bambole, reti, funi e, perché no?, materiali, nei quali esse possono, a certe condizioni sostituire le fibre di vetro, specialmente in un momento in cui si cominciano ad usare resine biodegradabili, sapete quelle a base di amido, in modo tale che il materiale finale sia il più possibile “amico” per la natura, anche e soprattutto quando bisognerà smetterne l’uso (perché anche i materiali naturalmente invecchiano, e muoiono, a volte risuscitando, se siamo stati bravi nel progettarli, in qualche altra forma).
L’interesse delle fibre naturali è ambientale, ma hanno anche interesse per lo sviluppo dei paesi produttori, che si trovano, guarda caso, prevalentemente in quello che un tempo veniva detto “terzo mondo”. Oggi non lo si chiama più così, ma continua ad esserci, anzi certi problemi di sottosviluppo continuano ad aggravarsi.

Tutto questo potrebbe funzionare, ad alcune condizioni: che si riesca a limitare il trattamento chimico delle fibre naturali, e quindi a migliorarne le proprietà, utilizzandole il più possibile come la natura ce le fornisce, e che il beneficio del loro utilizzo vada alla generalità delle persone nei paesi in via di sviluppo, e non soltanto a qualche multinazionale.

Insomma, ce n’è abbastanza per giustificare l’interesse della FAO, e di noi tutti. In Italia, come fibre naturali abbiamo lino e canapa, principalmente, ma ce ne sono altre che vengono coltivate localmente, come la ramié, o altre ancora che, pur non venendo dal nostro paese, hanno una lunga storia di utilizzo e di manifattura di prodotti, come la juta, che è di origine indiana, o la raffia, che viene originariamente dal Madagascar.

Bene, spero di avervi fatto venire un po’ di entusiasmo per questa tematica: ho creato anche un personaggio, il signor Triplaerre, che, quando ho tempo, accompagno nelle scuole elementari a parlare di fibre naturali ai bambini ed agli insegnanti. Se vi interessa, contattatelo: gli farà piacere.

La fantascienza sociale di Marco Pagani in Edizione Digitale Condivisa

Amandla! è il primo titolo che Edizioni XII rilascia in Edizione Digitale Condivisa (E.D.C.), a un anno di distanza dalla pubblicazione in formato tradizionale.

La filosofia delle E.D.C. consiste nella Condivisione Digitale delle opere fra casa editrice, autori e lettori. E non è un caso che Amandla! sia il primo titolo di questa iniziativa editoriale, coi suoi richiami ai concetti africani di “Ubuntu”, alla libertà individuale e a tematiche di fantascienza d’anticipazione.

Il romanzo è scaricabile gratuitamente, secondo licenze Creative Commons, dal sito di XII:

http://www.xii-online.com/edc

In un futuro prossimo vagamente ucronico – dal sapore anni Settanta – David ha perso la memoria e per lui la realtà si è ridotta a un incubo di frammenti spezzati. È davvero pazzo come gli dicono o è qualcos’altro? Qualcuno lo sta aiutando a uscire dal labirinto, per portarlo verso un altro livello di realtà, ma la scoperta non sarà piacevole…

“Per quanto si provi, si speri, si lotti, le linee di universo degli africani sono un groviglio inestricabile di sofferenza e alla fine portano sempre alla distruzione e alla morte, mentre le strade per la libertà e la vittoria ci sono inguaribilmente precluse…

Lui, David, sarebbe stato l’eccezione quantistica e la prova vivente che ogni tanto è possibile vincere e sconfiggere le statistiche certezze della termodinamica. È possibile, se uno ci crede abbastanza.”

Dalla recensione di Inciquid: “Fresco, originale negli sviluppi e nell’intreccio, interessante nella visione politica. All’esasperazione della tecnologia la risposta non è il luddismo, ma la solidarietà umana, la consapevolezza di appartenere tutti ad una medesima specie, la compassione, la capacità di accogliere l’altro: l’Ubuntu, (…) il chiamarsi fuori dal circolo vizioso della vendetta che chiama vendetta. Il romanzo ha come ispirazione il Sudafrica ma anche padri letterari e filmici, primi fra tutti Matrix e il suo diretto ispiratore Ubik, di P.K. Dick. Ci sono diversi altri richiami, come quello a una cultura comune, di una generazione che nutre la speranza in un futuro di pace e solidarietà.”

Marco Pagani nasce nel 1960 a Novara. È un docente di Fisica con grandi passioni per le scienze, la scrittura, l’ecologia e la pace. Ama la montagna, le cartine geografiche, la buona compagnia e la buona musica. Nel giugno del 2006 ha avviato Ecoalfabeta, blog di informazione e coscienza ambientale. Ha pubblicato i saggi “La vita oltre il muro” (1992) e “Il diario della Terra” (2006). Nel 2007 ha partecipato alla raccolta di racconti “XII” e “TaroT: Ludus Hermeticus”.

Sito dell’Autore:

http://www.xii-online.com/pagani

Fotografia hi res dell’Autore:

http://www.xii-online.com/fotografie/pagani.jpg

Copertina hi res:

http://www.xii-online.com/copertine/amandla.jpg