It’s Showtime, Apple dall’hardware ai servizi

Si può essere o meno utenti (o fan) dei prodotti Apple, ma – simpatie e preferenze a parte – merita di essere segnalato questo video promozionale, realizzato dalla Casa di Cupertino in occasione dell’evento che si è tenuto pochi giorni fa.

Gli annunci hanno riguardato, come largamente anticipato dai soliti bene informati,i nuovi servizi offerti dalla Mela Morsicata, tra i quali ha fatto particolarmente parlare di sé Apple TV+, il servizio di streaming video. D’altro canto è innegabile ormai la tendenza al progressivo, inarrestabile abbandono della TV generalista da parte degli spettatori – un trend che, nel mio piccolo, vado descrivendo da molti anni.

Non solo: l’enorme disponibilità accumulata nelle casse di Apple durante gli anni caratterizzati dall’avvento e dal successo planetario dell’iPhone e dell’iPad devono trovare sbocco in altri ambiti, lo reclamano a gran voce gli azionisti di Apple, con buona pace dei nostalgici del passato.

Ora i numeri stellari prodotti dai dispositivi mobili – non solo della Mela, intendiamoci: anche Samsung  risente dell’offensiva cinese, concorrenziale perchè molto più a buon mercato – stanno cominciando a ridimensionarsi e quindi dev’essere parso inevitabile al buon Tim Cook cominciare a trasformare Apple da “semplice” produttore hardware a fornitore di servizi. Un processo a ben vedere intrapreso già anni fa con l’introduzione di Apple Music, il servizio di musica in streaming.

Certo, la competizione con colossi del calibro di Netflix e Amazon sarà a dir poco dura e l’esito non è affatto scontato: sarà il mercato, come sempre, a dettare legge.

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Think different, Rai!

In questi giorni sulle reti di Mamma (o matrigna, fate voi) Rai impazza uno spot che invita a rinnovare l’abbonamento al servizio radiotelevisivo.
E fin qui nulla di anomalo, a parte l’anomalia “congenita” dell’obbligo di pagare il canone. Ma questo è un altro discorso e temo di scatenare una “flame war” che potrebbe infuriare per giorni, se non mesi…

C’è un altro aspetto che stona, in quel pur gradevole filmato: l’essere molto – direi troppo – simile al celeberrimo e pluripremiato spot Think Different di Apple, la cui voce narrante nella versione italiana apparteneva al Premio Nobel Dario Fo.

Qui di seguito riporto i due spot. Giudicate voi.

Apple Store Italia: ressa da Black Friday

Già dalle 23 di ieri sera lo store on line di Apple Italia era irraggiungibile. Il motivo? Il numero straordinario di accessi dei clienti interessati a usufruire degli sconti straordinari praticati dalla Casa di Cupertino per la giornata di oggi, il cosiddetto Black Friday. L’alternativa è recarsi presso un negozio Apple “fisico”: buona fortuna!

Come cantava tanti, ma tanti anni fa il grande Petrolini, “Ma cos’è questa crisi?”

Steve Jobs, 1955-2011

Questa è una di quelle notizie che davvero non vorresti mai sentire. Accendo la tv, mi sintonizzo come al solito su RaiNews e la corsa dei titoli mi chiude lo stomaco: Steve è morto.

Sì. per chi, come me, utilizza dai primi anni ’90 i prodotti della Casa di Cupertino, Jobs è sempre stato “Steve”. Steve, il misfit, the genius, il grande innovatore, il modello irraggiungibile.

Può apparire retorico dirlo, ma è vero, senza Steve il mondo oggi sarebbe diverso. Ciò che ha fatto nel mondo dell’informatica, delle comunicazioni, dei media, del design rimane epocale, imprescindibile.

Oggi Steve non c’è più, ma lo spirito delle sue innovazioni e l’esempio del suo approccio alla vita rimarrà tra noi.
Ne sono certo.

eBook: decolla il mercato?

Leggo sul sito di Simplicissimus che le vendite degli eBook nel primo trimestre del 2010 avrebbero già generato un  giro d’affaripari a 91 milioni di dollari.

D’altro canto, l’hardware – tra l’iPad e il nuovo iPhone di Mamma Apple ed e-reader di vari tipi e marche – sta diffondendosi a macchia d’olio: un po’ di software, magari sotto forma di libri, vorremo pure installarlo, no?  😉

Speriamo proprio che il mercato del libro digitale prenda piede anche da noi.

Steve Jobs su All Things Digital

Steve Jobs, intervistato da All Things Digital in merito alla decisione, molto discussa, ma a mio avviso anche molto saggia, di non supportare Flash sulla piattaforma iPhone – iPad, si è così espresso:

[…] Non esiste al momento un cellulare che supporti Flash e tra poco il 50% dei contenuti sarà in HTML5 contro il 25% di oggi. Hypercard (lacrimuccia di nostalgia, N.d.R.) ai suoi tempi era più importante di Flash.

Full D8 Video: Apple CEO Steve Jobs.

l’iPad è tra noi

Dopo una lunga (e per molti frenetica) attesa, anche per l’Italia è finalmente arrivato il momento di poter mettere le mani sull’iPad. E anche da noi si preannuncia il medesimo successo che ha avuto negli Stati Uniti: un’indicazione arriva dalle prenotazioni online, che hanno già obbligato Apple allungare i tempi di consegna di un mese.

D’altra parte, sul fatto che la messa in commercio dell’iPad sarebbe stato un successo non c’erano dubbi. Ma che il successo ottenuto da questo innovativo prodotto raggiungesse le proporzioni che ha oggi forse neanche la stessa Apple se lo aspettava.

Prova ne è che, per riuscire a soddisfare la domanda interna, ha dovuto posticipare di un mese la disponibilità al di fuori degli Stati Uniti. Nessun prodotto nella storia dell’azienda guidata ds Steve Jobs ha mai avuto una simile accoglienza, nemmeno l’iPhone.

Leggi anche: Sei motivi per comprare l’iPad e… Sei per non farlo!

(via Applicando)