Esce per Kipple Officina Libraria Bibbia d’Asfalto n. 9

In questi giorni ahinoi avari di poesia e bellezza vi segnalo una bella novità da Kipple Officina Libraria: il nono numero di Bibbia d’Asfalto – Poesia Urbana e Autostradale, rivista aperiodica di poesia e narrativa diretta da Enzo Lomanno, acquistabile sul sito http://www.kipple.it e nelle principali librerie online.
Last but not least, la copertina – a mio avviso splendida – è realizzata dalla sempre più brava Ksenja Laginja.

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Kipple Officina Libraria è lieta di presentarvi il nono numero di Bibbia d’Asfalto – Poesia Urbana e Autostradale, la rivista aperiodica di poesia e narrativa diretta da Enzo Lomanno che potete leggere e acquistare sul sito www.kipple.it e nelle principali librerie online.
Fin dal suo esordio, prima come blog e successivamente come rivista, BdA è sempre stata terra di sperimentazioni su strade alternative, abrasiva come l’asfalto e votata alla ricerca di nuove connessioni e collaborazioni. BdA rinasce a nuova vita, più indomita della fenice, come atto di resilienza da parte della redazione e come luogo in cui custodire cose preziose per domani. La via è aperta, l’asfalto è bollente e le pagine sono incandescenti.

> La copertina è realizzata da Ksenja Laginja

Dall’editoriale

Molte esperienze non sono dicibili, accadono in uno spazio in cui mai nessuna parola è penetrata
(R.M. Rilke)

Si scrive per l’assenza, per l’assoluta totale…

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Aleppo c’è

Segnalo un’importante e lodevole iniziativa, l’uscita per i tipi di Kipple Officina Libraria dell’antologia Aleppo c’è, di AA. VV., a cura del collettivo Bibbia d’Asfalto.

L’opera nasce a sostegno di Medici senza Frontiere, l’organizzazione umanitaria sorta nel 1971 grazie all’iniziativa di un gruppo di medici e giornalisti desiderosi di dar vita a un’organizzazione medica d’urgenza libera nelle parole e nelle azioni.

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Kipple Officina Libraria presenta la raccolta di AA.VV. Aleppo c’è, curata dal collettivo Bibbia d’Asfalto. Dall’introduzione del Collettivo, estrapoliamo questi passi:

Abbiamo chiesto a scrittori e poeti di denunciare la tragedia umanitaria della Siria, prendendo come simbolo Aleppo, centro di carneficine e orrori che si sono susseguiti per mesi, interminabili e lunghissimi mesi, sotto i nostri occhi, impotenti ma offesi, immobili ma sensibili. Abbiamo detto ad Adorno che dopo Auschwitz non è solo doveroso ma necessario riparlare di stermini; che la Poesia lì non è morta, o se lo è, è rinata forte e urlante.
La poesia, si sa, è fatta di parole. Di parole, non di soluzioni. Di cuore, non di falso buonismo. L’abbiamo scelta non per coprire il rumore delle bombe, ma per riempire quel vuoto assordante che viene dopo. Abbiamo scelto la poesia per costringere ognuno di noi, al caldo sicuro del proprio quotidiano, a…

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