Raymond Carver: da “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore” a “Principianti”

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Attendevo con trepidazione notizie sulla nuova edizione integrale, “restaurata” – della prima raccolta di racconti di Raymond Carver, oggi intitolata Principianti (Einaudi, euro 19, pagg. VIII-294), nota sino a ieri, nella precedente versione, col titolo Di cosa parliamo quando parliamo d’ amore.

Carver è un autore che in passato ho molto amato, salvo poi discostarmene un po’ proprio a causa del suo minimalismo, che a tratti mi sembrava eccessivo. Ma oggi forse, come giustamente evidenzia Alessandro Baricco nella bella e articolata recensione pubblicata ieri da Repubblica, la  qualifica di padre del minimalismo non è più applicabile tout court al buon Carver, a quanto pare.

È interessante la lettura critica che ne compie sempre A.B., quando tra le righe fa capire che forse, tutto sommato, il lavoro dell’editor, Gordon Lish, anche se certamente di tipo fortemente manipolativo, sia stato determinante per la buona riuscita dell’opera. In buona sostanza è grazie a quell’intervento che sarebbe nato “il minimalismo” di Carver…

Ma forse non c’è scandalo in questo: penso al mondo della musica moderna, ad esempio, al ruolo fondamentale che nehgi anni ’60 ha rivestito George Martin, mitico arrangiatore e produttore dei Beatles, non a torto spesso definito il “quinto Beatle”. Sono state sue molte, geniali, soluzioni musicali, che hanno reso eccezionali e modernissimi brani “solo” molto belli, specialmente nella prima fase della band, quando i Nostri non avevano ancora raggiunto quella maturità stilistica e quella esperienza che invece non faceva difetto a Martin.

Oggi la stessa cosa, rimanendo sempre in ambito musicale, accade con quel geniaccio di Brian Eno, coltissimo musicista e manipolatore di suoni, nelle vesti di produttore “Deus ex Machina” degli U2: la band di Bono e The Edge deve molto a lui.

Gli U2 scippati dei nuovi brani? Mah!

Bono
Bono

La storia del furto, perpetrato ai danni degli U2, da un passante che si sarebbe trovato a camminare “per caso”, con un registratore nei pressi della villa di Bono in Francia, dove il leader del gruppo sarebbe stato intento ad ascoltare a tutto volume i brani del nuovo disco, mi sa tanto di bufala… Oppure di sapiente campagna mediatica alla Lucherini, per intenderci. Qualcosa di analogo, lo ricordo, era già accaduto in occasione del lancio del precedente album…