L’autunno di Berlusconi?

Scrive Alexander Stille nel suo blog, col consueto acume e considerando il berlusconismo in una, ahinoi, sconsolante prospettiva storica:

[…] Si potrebbe forse dire che e’, in qualche modo, finito il berlusconismo, o almeno un certo tipo di berlusconismo, cioe’ il berlusconismo come modello ideale capace di fare sognare la gente. Quando Berlusconi ha cominciato c’era nel suo elettorato un vero entusiasmo tra i suoi elettori, un convincimento (contro tutta l’evidenza  dei fatti, a mio avviso, ma non per questo meno genuino) che Berlusconi era l’uomo dei miracoli, capace di fare dell’Italia quello che ha fatto alla sua azienda e di fare degli italiani quello che ha fatto agli azionisti della Mediaset. C’era anche il convincimento che la ricchezza personale di Berlusconi fosse un fatto positivo: troppo ricco per farsi corrompere, piu’ pratico, piu’ in  gamba e piu’ a contatto con i bisogni della gente dei politici tradizionali. Credo che questo mito sia tramontato. Ormai gli scandali degli ultimi due anni hanno reso fin troppo evidente che Berlusconi s’interessa quasi esclusivemente degli interessi suoi a scapito del bene pubblico; che s’interessa poco dei problemi del paese; e che Berlusconi invece di porre fine alla corruzione e il clientelismo che hanno caratterizzato la Prima Repubblica li ha continuati e forse peggiorati.  Tutto cio’, non significa che questi elettori non voteranno piu’ per il centro-destra o per Berlusconi, ma lo faranno senza grandi illusioni e con stanchezza, per ragioni di tornaconto personale (almeno Berlusconi non mi manda la Guardia di Finanza) o per disaffezione verso la sinistra.

La ricca mangiatoia dei premi letterari

Misera fine, quella del Premio Grinzane Cavour, il cui patron, Giuliano Soria, è stato arrestato con l’accusa di malversazione, violenza sessuale, molestie, e appropriazione indebita.

E tuttavia che la maggior parte dei premi letterari in Italia siano ormai divenuti specchi per le allodole e macchine mangia soldi (delle istituzioni, degli “editori sponsor”, perfino degli autori, nel caso degli innumerevoli premi locali) è un dato di fatto acquisito ormai da anni.

Come non pensare, ad esempio, alle vittorie annunciate, nelle ultime edizioni di un celeberrimo premio romano, garantite in partenza dal cosiddetto “maggior impegno” dell’editore di turno?

In merito alla vicenda del Grinzane Gad Lerner scrive:

Si vedeva a occhio nudo che la faccenda era solo un grande scrocco vestito di pseudo-dignita’ culturale, magari condita di retorica piemontesarda. Rispettabili esponenti dell’intellighenzia hanno fatto finta di non accorgersene, e oggi esibiscono corrucciato stupore, solo perchè gliene veniva un viaggio all’estero piuttosto che un assegno o anche solo uno sfogo per il loro narcisismo. Serate di gala a go’ go’, con grattatina di tartufo. […]

Corruzione

Silvio Berlusconi, intervenendo in una conferenza stampa a Palazzo Chigi con il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta e presentando il Servizio anticorruzione e Trasparenza nella Pubblica Amministrazione, ha detto: «Conosco bene il problema della corruzione… Io smisi di costruire a Milano, perchè a Milano non si poteva costruire niente se non ti presentavi con l’assegno in bocca… Questo, per fortuna, avveniva molti anni fa».

(segue)

(Chiosa del tenutario di questo blog: non solo “a Milano”, “non solo molti anni fa”)