Primi risarcimenti per i fatti di Abu Ghraib

ManetteLa Engility Holdings Inc., un’impresa di contractor, ossia una compagnia militare privata americana, la cui sussidiaria era accusata di coinvolgimento nella tortura dei prigionieri ad Abu Ghraib, ha versato oltre 5 milioni di dollari a titolo di risarcimento a un gruppo di 71 ex detenuti rinchiusi tra il famigerato carcere a Baghdad e altri luoghi di detenzione sotto il controllo USA in Iraq.

È la prima concreta vittoria conseguita in tribunale da ex prigionieri iracheni ed è prevedibile che farà giurisprudenza, aprendo dunque le porte a nuovi ricorsi.

I fatti accaduti in quei giorni mi hanno ispirato, qualche tempo fa, la scrittura di questo racconto, pubblicato su Thriller Magazine.

Processare Assange negli USA? Impossibile

Federico Rampini, da sempre attento osservatore della realtà USA, osserva sul suo blog che è improbabile che la giustizia USA riesca a processare Assange, come pure vorrebbe con tutte le sue forze:

[…] almeno se lo si vuole incastrare per la divulgazione dei dispacci del Dipartimento di Stato. Lungo e argomentato intervento di un grande giurista, Baruch Weiss, sul Washington Post dimostra che perfino se venisse deportato in America, il capo di WikiLeaks avrebbe buone probabilità di uscire indenne da un processo. Weiss, che è stato giudice federale e ha lavorato anche per la Homeland Security, è uno dei massimi avvocati esperti di crimini dei colletti bianchi. Analizzando la giurisprudenza sul Primo Emendamento, le leggi sulla divulgazione di segreti di Stato, e la vaghezza del “danno” reale provocato finora da WikiLeaks, Weiss sostiene che al governo Usa conviene non provarci nemmeno.

La triste grandeur dell’Olimpiade cinese (e la guerra in Russia)

© David Mdzinarishvili/Reuters
© David Mdzinarishvili/Reuters

E così l’Olimpiade 2008, quella che suggella l’infamia di un governo oppressore dei diritti civili, è partita. Inutile sfoggio di grandeur, con parate che evocano sinistri spettri militaristi.

Nel frattempo, in Russia i caccia del presidente russo Dimitri Medvedev hanno bombardato Tbilisi, in Georgia, nell’ambito di un’operazione militare condotta “per costringere la parte georgiana alla pace”. Lo ha dichiarato lo stesso Medvedev.