Il Comune di Roma commissariato?

Chi segue questo blog conosce la mia opinione, espressa in tempi non sospetti anche nella precedente incarnazione di FP, riguardo le politiche da “Panem et Circenses” delle precedenti amministrazioni comunali.

Mi riferisco al Comune di Roma, come qualcuno avrà già intuito. I fuochi d’artificio (sì, proprio un artificio: fumo negli occhi, come si è visto poi) della osannata Notte Bianca, le mille, rutilanti iniziative delle varie Estati Romane, tra mega concerti con star internazionali e festival a go-go, mentre la situazione della raccolta dell’immondizia, anno dopo anno, assomiglia sempre più a quella partenopea: la raccolta differenziata è ancora una chimera; i contenitori sono in numero insufficiente; la raccolta di carta, plastica, metalli e vetro si traduce in cumuli di rifiuti “differenziati” sì, ma ammucchiati in prossimità dei recipienti occlusi; lo stato di manutenzione delle strade le fa assomigliare spesso ad avventurose mulattiere.

Il degrado della città, insomma, è sotto gli occhi di tutti, turisti per primi.

“[…] E per Gianni Alemanno, il neosindaco che ha sbaragliato il “modello Roma” di Walter Veltroni e Francesco Rutelli, la festa rischia di essere molto breve. Addio a molti appuntamenti dell’Estate romana, addio quasi certo alla notte bianca. Per ora.

All’origine di tutto c’è l’enorme debito ereditato dalla giunta Veltroni (che nel 2001 lo aveva trovato in gran parte nei bilanci di Rutelli): oltre 7 miliardi di euro, che potrebbero aumentare a 9-10. A quel punto la capitale rischierebbe il default, il fallimento. E scatterebbe il commissariamento: spese ridotte all’osso; investimenti come la metropolitana a rischio; addizionale comunale al massimo di legge: dallo 0,5 attuale allo 0,8 per cento. Un salasso per i cittadini, che nel 2007 si sono visti aumentare il balzello e che già pagano l’1,4 di addizionale regionale a causa del debito sanitario.

Proprio per questo è scattato un affannoso conto alla rovescia tra Campidoglio, ministero dell’Economia e Palazzo Chigi. […]

(via Panorama.it)