… E intanto c’è chi denuncia Facebook

…. E non è uno sconosciuto qualunque, ma un nome storico della scena digitale italiana, il buon Vittorio Zambardino (alzi la mano chi lo ricorda fin dai tempi di Agorà Telematica e MCLink…). Cosa è accaduto – non solo a lui, è in buona (?) compagnia, purtroppo – lo rivela egli stesso in un post nel suo frequentatissimo blog.

D’Alema: Facebook non basta

Massimo D’Alema, intervistato oggi da Repubblica:

[…] Per troppi mesi siamo rimasti sospesi nell’incertezza del “partito leggero”: non abbiamo capito se doveva essere un partito di iscritti, di sezioni, di gazebo. Il risultato è un ircocervo, che oggi nessuno sa ben definire. La mia vecchia sezione Ds contava 427 iscritti, era un centro vivace, pieno di iniziative. Quando abbiamo fatto il Pd, e abbiamo dato vita alla cosiddetta “elezione per adesione”, sono venute a votare 687 persone. Da allora, più nulla. Il tesseramento è iniziato con grande ritardo. Oggi la sezione ha 120 iscritti, e non ha più neanche una sede. Casi analoghi sono avvenuti in tante parti del Paese. Oggi il Pd ha grosso modo la metà degli iscritti che avevano i Ds. …Un grande partito, se vuole essere riformista e di massa, deve avere regole, strutture. Bisogna che la gente lo trovi, nel suo quartiere, nella sua città. Certo, lo deve trovare anche su Internet, su Facebook, o nelle piazze quando c’è una manifestazione. Ma questo non basta, non può bastare.

Facebook: i tuoi contenuti sono miei

Facebook mostra il suo vero volto:

Il popolarissimo network cambia alcune righe fondamentali dei suoi termini di servizio. Da poco infatti, tutti i contenuti uploadati dagli utenti rimangono di proprietà di Facebook, anche se ci si disiscrive al servizio. Una mossa che apre scenari e accende inevitabili polemiche
(segue su Kataweb)

Il lato oscuro di Facebook

L’articolo è un po’ datato, ma non – ahinoi – il suo inquietante contenuto (meritoriamente segnalato da Bernardo Parrella nel suo net critique):

Tom Hodgkinson, With friends like these… (UK Guardian, 01/14)

Facebook has 59 million users – and 2 million new ones join each week. But you won’t catch Tom Hodgkinson volunteering his personal information – not now that he knows the politics of the people behind the social networking site

O innovazione, o morte

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Walter Veltroni ha dato un ultimatum, che suona però un po’ fuori tempo massimo, oltre che vago e indeterminato: “O innovazione, o morte”.

A prescindere dalla constatazione sotto gli occhi di tutti dello stato comatoso, se non proprio della morte, nel quale versa già da un pezzo per il Pd, c’è da chiedersi cosa intenda il buon W.V. per “innovazione”, a meno che non intenda proseguire sulla strada del lodevole, ma in fondo velleitario, social networking dell’immancabile Facebook…