L’anti-romanzo di Jasmina Tesanovic: Nefertiti

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Nuova recensione, la prima di questo autunno particolarmente rigido, per Nefertiti, splendido libro di Jasmina Tesanovic.

Scrive Giuliana Altamura:

Nefertiti è un anti-romanzo che alterna il passato al presente, la prosa alla poesia, la prima alla terza persona, ricercando costantemente un annullamento della dimensione temporale che tanto si avvicina a quell’eternità vagheggiata dalla regina e che ci permette di leggere oggi la sua vicenda come la nostra. «Le tracce richiedono una cornice, una mente creativa che sappia organizzare le informazioni in una saga se non coerente almeno in una sequenza di qualche immagine»: è proprio questo principio lirico e visionario che guida la penna della scrittrice nel tratteggiare con delicatezza, passione e incanto il volto di Nefertiti e la sua inenarrabile storia d’amore. E poco importa quale verità storica celò la misteriosa egizia: la Tešanovic parla di lei per parlare di ogni donna, della sua condizione universale di regina senza più potere, ma – soprattutto – per parlare a noi di se stessa.

Nefertiti. La vera storia di una regina femminista nell’Egitto dei faraoni

È in uscita in tutte le librerie Nefertiti, il nuovo libro di Jasmina Tesanovic. Si tratta di un romanzo storico “sui generis”, concepito e scritto con approccio e ottica moderni. La vita della protagonista, la regina egiziana Nefertiti, è infatti narrata in chiave femminista – esistenzialista.

Nefertiti, figura storica di grande fascino, è personaggio di cui in realtà si conosce ben poco. Circostanza, questa, che fatalmente ha rafforzato l’alone di mistero che lo circonda, e che ne fatto molto parlare, più però come figura mitica che come personaggio, e soprattutto donna, reale.

Nefertiti è in un certo senso una proto-femminista, poiché incarna il mito della bellezza femminile al potere, un mito che però subisce il destino di invisibilità che la storia ha quasi sempre riservato alle donne, sia famose che anonime: quello che l’autrice, Jasmina Tesanovic, definisce “l’immortale anonimato”. In tal senso, “Noi donne siamo tutte Nefertiti.

Ma il romanzo è anche una storia d’amore, una riflessione sulla dannazione del potere, sul fascino e l’oscurità dell’antico Egitto. L’autrice ha deciso di dare una voce credibile a questa donna di un’altra epoca, tentando di immaginare la sua vita dal vero, indagando anche nella sfera interiore della protagonista. In ciò consistono la modernità del personaggio di Nefertiti e la novità dell’opera di Jasmina Tesanovic. L’antico Egitto non è poi così remoto.

8 Marzo 2009: la Festa della Donna secondo Jasmina Tesanovic

jasmina_tesanovicIn occasione della Festa della Donna pubblico volentieri questo contributo inviatomi da Jasmina Tesanovic, il cui ultimo libro, Processo agli Scorpioni (Stampa Alternativa 2009), è da poco uscito nel nostro Paese.

Un capitale di rabbia

The global economic crisis has stirred all kind of troubles. Women thrive in troubles and make an income out of it.  In all dark historical times, in all wars and economic crisis women have been the caryatids of survival. The invisible grey economy of mothers, sisters and daughters becomes the only structure after the fall of patriarchy. Oh yes, women are rich even when they are poor.

In the third millennium of the third wave of feminism we don’t have a  feminist movement, but a global network. It is standing on the shoulders of the last century feminisms, but it has no continuity. The global crisis has made women aware of the mainstream ghettoization of feminism.  Thrust in the strong arms of laws, biological quotas, cultural, class and race identities, ngo’s: the issues of power have been marginalized. Through the pulverized power issues, the misbalance of power has remained the same.  Women human’s rights have been put behind the emergency of war, security issues and economic crisis. The emergence of new fundamentalisms, dividing and demonizing the Other have pulverized the global feminist issues. There are no more women’s issues, all issues are also women’s and women can now, through a feminist reading give their own answers: from reproductive rights to war crimes and women’s tribunals.

Women bodies have become territories of criminal deeds. From rapes used in wars as weapon of ethnic cleansing to quotas in democratic parliaments where personalities of women leaders have been thus annihilated.

One topic has always been the litmus test: the freedom of reproductive choice. Today in the era of raging fundamentalisms; christian, muslim and other, womens bodies have been treated as war machines.  On the territory of former Yugoslavia, rapes were used by all sides in order to change the ethnic structure of a territory.  In San Salvador where abortion is 100 percent prohibited even in case of the certain death of the mother, the vagina is treated as a crime scene. In US until Obama s victory, all health programs  and other social ones were conditioned by pro life politics.

The heroine of the third millennium is not an empress, a mermaid, a witch, a bitch, a singer, a dancer, a philosopher, a writer, a martyr… she can be all of that but those are only words and roles from an old and  dying language: so contagiously sick that it is  choking civilization, capitalism, socialism, dictatorships, rich and poor into one melting pot called the crisis.

The crisis of capitals, values, institutions, opinions, the crisis of knowledge and survival.

Anna Politkovskaya, the war reporter, the assassinated Russian journalist,  used to say:

The whole world is afraid of nuclear proliferation while instead I am afraid of hate: nobody can predict the paths revenge will take.  The children from the camps will never forgive the children who grew up in cosy homes.  The refugees need understanding and solidarity, not gifts of cash or the hypocrisy of those who fast to “share the suffering” and yet secretly nibble cheese in the closet.

“I live my life and I write what I see:” anywhere on the planet, we can retrace Anna’s steps.  We owe her that.

Donna non è bello

tenda-teatroThaïs: ancora colpa ed espiazione per le donne?

Nel 2008?

di Jasmina Tesanovic

Dopo tanti anni, ieri  sono andata all’opera: Regio di Torino, a sentire Thais di  Massenet. Una volta dentro il bellissimo spazio disegnato da Carlo Molino, mi sono ricordata perché non vado più all’opera da anni, dai tempi della Scala: perché il fasto raramente meritava la rappresentazione che solo pochi conoscitori dalle ultime file delle gallerie potevano giudicare.
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