Memorie a perdere

Esce in questi giorni, per la casa editrice Akkuaria, “Memorie a perdere – Racconti di ordinarie allucinazioni”, una raccolta di racconti che spaziano dalla denuncia politica – è il caso di “Abu Ghraib”, ambientato nella famigerata prigione – al grottesco, come accade in “Real TV”, che mostra i possibili esiti di certa televisione, al sociale, come in “Senza Freni”, angosciante spaccato di alienazione giovanile. Ma il volume contiene anche  storie di uomini e donne qualunque, alle prese con situazioni che, quasi senza che se rendano conto, sfuggono loro di mano, con esiti imprevedibili – non sempre piacevoli, quasi mai consolatori. Quella che segue è la prefazione del libro, scritta da Francesco Costa.

Dove intende portarci la prosa incalzante di Luigi Milani che, imponendoci un ruolo da voyeur, ci invita a spiare nelle vite dei suoi personaggi? Che cosa vuole farci scoprire sul conto di un’umanità trafelata e sofferente, che rincorre chissà cosa senza prendere le dovute precauzioni contro l’imprevisto, contro i tranelli che la vita dissemina ogni giorno sul nostro cammino?

Da quando ha gettato il primo vagito, e talvolta senza saperlo, ognuno di noi sta andando a un appuntamento. Nei tredici racconti di Luigi Milani appaiono personaggi, molto numerosi e delineati con tale cura da sembrare esseri viventi e non creature di carta, che si recano a un appuntamento, che incrociano un evento o un proprio simile, dal quale impareranno qualcosa di nuovo su se stessi.

Uno squarcio improvviso nelle abitudini di ogni giorno li getta in una dimensione che dà loro le vertigini, che suona inconsueta, a volte perfino minacciosa. E se è tragicamente estrema la situazione di Iussuf, sventurato iracheno finito nelle grinfie di militari americani che lo sottopongono a feroci torture (il racconto è Abu Ghraib), è invece tragicamente ordinaria la vita delle figure che dominano gli altri racconti.

Flavia, eroina di Discrezionalità, ha una carriera di cui può esser soddisfatta e rifulge orgogliosa nell’imprevisto confronto con Renata, l’amica che prometteva di diventar chissà chi e si è invece arenata in uno stanco matrimonio, ma le basta rubare un oggetto in un negozio per ritrovarsi in una situazione da incubo.

Nel tenerissimo Figlia, a Claudia è sufficiente irrompere dentro la casa paterna in una sera piovosa per misurare la propria fragilità, e le sconfitte che le fanno desiderare di tornare bambina, ed è un colpo da maestro la conclusiva immagine del padre che appare, trepidante e protettivo, sotto la pioggia.

Nella definizione di questi lavori è un dettaglio non secondario, parlando di uno scrittore di sesso maschile, la capacità di Luigi Milani di descrivere le donne. I suoi personaggi femminili agiscono come se non fossero concepiti da un uomo e vivono di vita propria perché sagacemente illuminati dall’interno. E la prevalente tragicità del tono d’insieme si stempera all’occorrenza in un’ironia non priva di crudeltà, come nel racconto Rilassati!, in cui sfolgora un altro bel personaggio di donna. È l’inafferrabile Carla, da cui il protagonista si fa menare per il naso (e qualcosa ci dice che il gioco di Carla potrebbe funzionare con ciascuno di noi), mentre cova la speranza di invischiarla in una relazione che forse non ci sarà mai.

Smarrimenti improvvisi, latenti inquietudini, un senso di vulnerabilità di fronte all’ignoto, e un paesaggio che, frastornante o silenzioso, si configura spesso come una scena estranea, sottilmente ostile, su cui gli eroi di Luigi Milani muovono i loro passi: ecco da che cosa nasce il palpito che ti prende a leggere questi tredici (e il numero non è causale) viaggi nell’assurdo, di questi tredici sismografi tesi a registrare sotto i nostri piedi i sommovimenti di cui abbiamo paura e che forse ci faranno inciampare di qui a poco.


Dove intende portarci la prosa incalzante di Luigi Milani che, imponendoci un ruolo da voyeur, ci invita a spiare nelle vite dei suoi personaggi? Che cosa vuole farci scoprire sul conto di un’umanità trafelata e sofferente, che rincorre chissà cosa senza prendere le dovute precauzioni contro l’imprevisto, contro i tranelli che la vita dissemina ogni giorno sul nostro cammino?

Da quando ha gettato il primo vagito, e talvolta senza saperlo, ognuno di noi sta andando a un appuntamento. Nei tredici racconti di Luigi Milani appaiono personaggi, molto numerosi e delineati con tale cura da sembrare esseri viventi e non creature di carta, che si recano a un appuntamento, che incrociano un evento o un proprio simile, dal quale impareranno qualcosa di nuovo su se stessi.

Uno squarcio improvviso nelle abitudini di ogni giorno li getta in una dimensione che dà loro le vertigini, che suona inconsueta, a volte perfino minacciosa. E se è tragicamente estrema la situazione di Iussuf, sventurato iracheno finito nelle grinfie di militari americani che lo sottopongono a feroci torture (il racconto è Abu Ghraib), è invece tragicamente ordinaria la vita delle figure che dominano gli altri racconti. Flavia, eroina di Discrezionalità, ha una carriera di cui può esser soddisfatta e rifulge orgogliosa nell’imprevisto confronto con Renata, l’amica che prometteva di diventar chissà chi e si è invece arenata in uno stanco matrimonio, ma le basta rubare un oggetto in un negozio per ritrovarsi in una situazione da incubo.

Nel tenerissimo Figlia, a Claudia è sufficiente irrompere dentro la casa paterna in una sera piovosa per misurare la propria fragilità, e le sconfitte che le fanno desiderare di tornare bambina, ed è un colpo da maestro la conclusiva immagine del padre che appare, trepidante e protettivo, sotto la pioggia.

Nella definizione di questi lavori è un dettaglio non secondario, parlando di uno scrittore di sesso maschile, la capacità di Luigi Milani di descrivere le donne. I suoi personaggi femminili agiscono come se non fossero concepiti da un uomo e vivono di vita propria perché sagacemente illuminati dall’interno. E la prevalente tragicità del tono d’insieme si stempera all’occorrenza in un’ironia non priva di crudeltà, come nel racconto Rilassati!, in cui sfolgora un altro bel personaggio di donna. È l’inafferrabile Carla, da cui il protagonista si fa menare per il naso (e qualcosa ci dice che il gioco di Carla potrebbe funzionare con ciascuno di noi), mentre cova la speranza di invischiarla in una relazione che forse non ci sarà mai.

Smarrimenti improvvisi, latenti inquietudini, un senso di vulnerabilità di fronte all’ignoto, e un paesaggio che, frastornante o silenzioso, si configura spesso come una scena estranea, sottilmente ostile, su cui gli eroi di Luigi Milani muovono i loro passi: ecco da che cosa nasce il palpito che ti prende a leggere questi tredici (e il numero non è causale) viaggi nell’assurdo, di questi tredici sismografi tesi a registrare sotto i nostri piedi i sommovimenti di cui abbiamo paura e che forse ci faranno inciampare di qui a poco.

Francesco Costa a Fahrenheit (aggiornato)

Francesco Costa

Francesco Costa

Domani, 15 agosto, Francesco Costa, sfidando la proverbiale canicola del Ferragosto romano, sarà ospite di Fahrenheit, l’importante trasmissione che Radio Tre (Rai) dedica all’universo librario.

L’occasione è fornita dalla recente pubblicazione del suo nuovo romanzo, “Presto ti sveglierai”. Non mancate all’appuntamento: festeggiate il Ferragosto con la verve e la vis narrativa di Francesco, non ve ne pentirete.

Aggiornamento del 20-08-08: Il podcast dell’intervista andata in onda il 15 agosto.

Giovedì 12/06 ore 18.00 a Roma: Francesco Costa presenta “Presto ti sveglierai”

Giovedì 12/06 ore 18.00 a Roma

Francesco costa
presenta il suo nuovo romanzo, “Presto ti sveglierai”,

presso Mondadori Multicenter Roma (Fontana di Trevi)

Interverranno:

Lia Levi
Luigi La Rosa

Con la partecipazione straordinaria di Maria Grazia Cucinotta.

-SARESTI DISPOSTO A UCCIDERE PUR DI REALIZZARE I TUOI SOGNI?-” (SALANI)

Camorristi e professori, casalinghe e stelle tivu’: è Napoli, dove non credi a quello che vedi.

Sullo sfondo di una Napoli colorata e visionaria che non smette di credere ai miracoli, da sempre feudo di sognatori e assassini, una brillante e spietatta commedia ricca di personaggi bizzarri e vividi, incredibilmente autentici, comici e sinistri nella migliore tradizione del ‘noir’ all’italiana.

Laura: «Laura teme di essere un’autentica idiota… È buona sempre, di giorno e di notte, accollandosi le pene e i guai di chiunque le venga tra i piedi. Ecco il suo difetto».

Stefano: suo marito. «La trova mortalmente noiosa quando la vede scandalizzata dalla trivialità dilagante. È capace di rotolarsi per terra con la bava alla bocca se la sente rimpiangere i bei tempi in cui si era tutti più idealisti, e potrebbe spararsi un colpo in bocca quando Laura si leva lo sfizio di citare il famoso detto kantiano a lei così caro: ‘Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me’».

Gemma: loro figlia. «Prima si forava la faccia con gli spilloni e tingeva il crine di blu, quindi ha inforcato occhiali da intellettuale, dopo ha fatto la vampira e poi la biondina spiritosa, alla fine è diventata un bonzo e adesso s’è mascherata da contadina afgana. Troverà mai se stessa?» Ah, sta scrivendo un libro, Rebecca la porca, che dovrebbe portarla al successo.

Francesco Costa è nato a Napoli. Già sceneggiatore cinematografico e televisivo, ha esordito con il romanzo “La volpe a tre zampe”, cui si ispira l’omonimo film di Sandro Dionisio con Miranda Otto e Angela Luce. Sono seguiti L’imbroglio nel lenzuolo (1997), da cui è tratto un film di Alfonso Arau con Maria Grazia Cucinotta, Anne Parillaud e Geraldine Chaplin – attualmente in produzione, di cui Costa ha firmato anche la sceneggiatura – Non vedrò mai Calcutta, Se piango picchiami e Il dovere dell’ospitalità. I suoi libri sono tradotti in Germania, Giappone, Spagna e Grecia.

Aggiornamento del 13-06-08:

Le foto della presentazione

Nella foto (© Luigi Milani), Francesco Costa e Maria Grazia Cucinotta

Francesco Costa a Tempi Dispari (RaiNews24)

Francesco Costa, scrittore e sceneggiatore cinematografico e televisivo (nonchè, lasciatemelo dire, persona squisita e amico impagabile del sottoscritto), è stato ospite l’altra sera, il 2 giugno, di Tempi Dispari, programma di approfondimento quotidiano di Carlo De Blasio.

È stata l’occasione per parlare del nuovo, splendido, libro di Francesco, Presto ti sveglierai, e naturalmente anche della sciagurata situazione della città d’origine di Francesco.

Il video dell’intervista