G8, l’ora di pagare

G8Da Repubblica del 15 marzo:

A quasi vent’anni dalla notte della macelleria messicana, i 27 poliziotti responsabili delle violenze alla scuola Diaz e delle false prove “per coprire le nefandezze perpetrate” subiscono una nuova condanna. Alti dirigenti, ispettori e agenti sono stati condannati dalla Corte dei Conti a risarcire un danno erariale pari a due milioni e 800 mila euro per danni materiali. Un’ulteriore condanna da cinque milioni per il danno d’immagine dovrà essere valutata il 22 maggio dalla Corte Costituzionale poiché un controverso codicillo del 2009 consente di contestare il danno erariale solo per reati contro la pubblica amministrazione e non per imputazioni come il falso o le lesioni gravi. […]

La terribile e oggettivamente vergognosa vicenda m’ispirò, qualche tempo dopo i fatti, la scrittura di un romanzo, Ci sono stati dei disordini, tuttora reperibile sui principali negozi on line (ibs, Mondadori Store, Amazon)

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L’Italia risarcirà 6 persone per i fatti di Bolzaneto, durante il G8 del 2001

Lo Stato italiano ha patteggiato un risarcimento con sei persone che avevano fatto causa allo Stato presso la Corte europea dei diritti dell’uomo a causa delle violenze da esse subite nella caserma Bolzaneto durante il famigerato G8 tenutosi a Genova nel 2001. L’Italia verserà a ciascuno 45.000 euro a titolo di risarcimento dei danni morali e delle spese processuali.

A quella sciagurata pagina della recente storia del nostro Paese è ispirato un romanzo breve che pubblicai qualche anno fa, Ci sono stati dei disordini.

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Ci sono stati dei disordini: ancora bestseller!

Grazie ancora alla folta schiera degli amici lettori che stanno continuando ad acquistare Ci sono stati dei disordini, l’edizione digitale del mio romanzo ambientato nei terribili giorni del G8 di Genova. L’ebook compare saldamente tra i bestseller della casa editrice, Delirium Editions, che qui ringrazio pubblicamente per la cura e il supporto che costantemente dedica ai miei lavori.

Come attestano i numerosi incontri susseguitisi in questi giorni al Salone del Libro di Torino, la spinta innovativa, l’attenzione all’aspetto della comunicazione e l’adozione di nuovi formati – essenzialmente digitali, senza nulla togliere al tradizionale medium cartaceo – sono oggi fondamentali nel difficilissimo mondo dell’editoria.

E Delirium, come del resto anche altre piccole ma intraprendenti realtà editoriali, come Kipple Officina Libraria, Ciesse Edizioni, Lite Editions, Graphe.it e EDS, è in prima linea in questa nuova trincea, nella quale la battaglia si combatte non solo con l’arma dei byte, ma anche e soprattutto con i consueti, imprescindibili strumenti della qualità e della passione.

Accadde di tutto, e non si può dimenticare

Riporto qui di seguito la prefazione che Antonella Beccaria ha scritto per il volume Ci sono stati dei disordini. La tragedia di una donna al G8 di Genova, a giorni in uscita per i tipi di Arduino Sacco Editore:

Il G8 di Genova rimane una ferita aperta nel recente passato italiano. Da quel luglio 2001 sono passati quasi dieci anni: un tempo infinitesimale sulla linea del tempo, ma enorme per chi ricorda i fatti che sconvolsero una città riportando alla memoria (diretta o formatasi sui libri, dipende dall’età) gli scontri del giugno 1960 quando – a quindici anni dalla fine della lotta di Resistenza – venne dato il nulla osta al sesto convegno nazionale del Movimento Sociale Italiano.

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Giustizia ingiusta

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Scrive Piero Sansonetti, a proposito della sentenza della prima sezione del Tribunale sulle violenza commesse alla scuola Diaz, durante il G8 del 2001, che ha assolto i vertici della polizia e condannato alcuni agenti e due soli dirigenti:

Probabilmente è la sentenza peggiore, la più sfacciata, la più arrogantemente ingiusta, che mai sia stata pronunciata da un tribunale italiano della Repubblica. Non si era mai vista una cosa del genere. I vertici della polizia tutti assolti. Gli autori e gli architetti di una pagina tra le più brutte, infami, della storia della polizia italiana, da quando è caduto il fascismo, tutti dichiarati bravi ragazzi. C’è stata solo una condanna, quella contro Vincenzo Canterini che è stato condannato a 4 anni e 3 mesi perché contro la sua partecipazione diretta al pestaggio dei ragazzi della Diaz erano state raccolte troppe prove. Gli altri responsabili di quell’orrore che recentemente è stato definito da un dirigente della polizia come «macelleria messicana», sono stati dichiarati non colpevoli. []