G8, l’ora di pagare

G8Da Repubblica del 15 marzo:

A quasi vent’anni dalla notte della macelleria messicana, i 27 poliziotti responsabili delle violenze alla scuola Diaz e delle false prove “per coprire le nefandezze perpetrate” subiscono una nuova condanna. Alti dirigenti, ispettori e agenti sono stati condannati dalla Corte dei Conti a risarcire un danno erariale pari a due milioni e 800 mila euro per danni materiali. Un’ulteriore condanna da cinque milioni per il danno d’immagine dovrà essere valutata il 22 maggio dalla Corte Costituzionale poiché un controverso codicillo del 2009 consente di contestare il danno erariale solo per reati contro la pubblica amministrazione e non per imputazioni come il falso o le lesioni gravi. […]

La terribile e oggettivamente vergognosa vicenda m’ispirò, qualche tempo dopo i fatti, la scrittura di un romanzo, Ci sono stati dei disordini, tuttora reperibile sui principali negozi on line (ibs, Mondadori Store, Amazon)

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Ci sono stati dei disordini

Ci sono stati dei disordini

Di recente alcuni lettori mi hanno contattato, evidenziandomi difficoltà nel reperimento della prima edizione del romanzo Ci sono stati dei disordini, ambientato durante i tragici giorni del G8 di Genova del luglio 2001.

Nel ringraziarli per l’interesse che continuano a tributare al libro, apparso ormai qualche anno fa, ricordo loro che una nuova versione del volume, riveduta e corretta, è acquistabile, oltre che sui soliti canali di vendita, anche direttamente dal sito dell’editore, all’indirizzo:

http://deliriumhouse.com/product/ci-sono-stati-dei-disordini/.

Ci sono stati dei disordini: un ringraziamento

Grazie ai tanti lettori che stanno acquistando e, a quanto parrebbe, anche apprezzando, il romanzo Ci sono stati dei disordini, che l’editore ha meritoriamente posto in vendita al prezzo  di appena 0,99 €.

Speriamo che questo libro possa, nel suo piccolo, contribuire a non far calare l’oblio sulle terribili, e per molti versi vergognose, pagine scritte col sangue durante il G8 di Genova del 2001. Quegli stessi avvenimenti sono narrati dal regista Daniele Vicari nel suo splendido e coraggioso film, Diaz, in uscita in questi giorni nelle sale italiane. Si tratta di un’opera importante, di cui non posso che consigliare vivamente la visione.

Riporto uno stralcio da un’intervista che Vicari ha rilasciato nel corso del 62° Festival di Berlino lo scorso marzo, nel quale espone bene le ragioni – che sottoscrivo in toto, mutatis mutandis – che l’hanno spinto a intraprendere la difficile impresa di girare un film su quei lontani giorni del luglio 2001.

[…] Di motivi ce ne sono davvero tanti. Il più importante però è che quello che è successo alla scuola Diaz e a Bolzaneto è stato così inaccettabile e talmente orribile da mettere in discussione i principi democratici dell’Italia e dell’Europa. Abbiamo cominciato a pensare di scrivere una storia legata alla Diaz quando nel 2009 ci fu la prima sentenza del processo, una sentenza che fece gridare allo scandalo in quanto assolutoria. Una ragazza tedesca giurò che non avrebbe mai più messo piede in Italia dopo la decisione del giudice e allora mi sono sono detto che avremmo dovuto fare qualcosa. Per fortuna siamo riusciti a fare un film come piace a noi e siamo riusciti ad andare avanti.

Bolzaneto, giustizia negata

Questo il titolo di un articolo di Liberazione.

Ne riporto un breve stralcio:

“Quindici condannati e 30 assolti dopo 11 ore di Camera di consiglio. Quando il giudice Delucchi legge la lunga sentenza sono in molti a scuotere la testa nei banchi occupati dalle parti civili e dai loro legali. Un calcolo sommario arriva a contare 24 anni complessivi comminati a un terzo dei 45 imputati, pene quasi tutte condonate, aggravanti tutte escluse. E nessuno è stato condannato per falso ideologico, l’unico reato che avrebbe resistito alla prescrizione. Una sentenza che nei fatti non riconosce le torture ma soltanto alcuni maltrattamenti specifici. «Ma le torture ci sono state – spiega Sara Busoli, uno dei legali di parte civile – lo dimostra il fatto che sono stati trasmessi alla Procura gli atti delle testimonianze di alcuni poliziotti e di alcuni sanitari dell’Amministrazione penitenziaria». Insomma le torture ci furono, le polizie e il Dap hanno provato a coprirle.
La concessione delle provvisionali, ossia l’anticipo del risarcimento danni che dovrà essere deciso in separato giudizio, stanno a significare che questa è una sentenza complessa da leggere a vari livelli. Il primo è certamente legato alla lunghezza della Camera di consiglio. Per molti osservatori è stato un modo per eludere i Tg di prima serata. Il Tribunale era sorvegliato da decine di poliziotti e carabinieri con i blindati posteggiati in maniera discreta, ma pronti a fronteggiare ogni evenienza. […]”