Un’intervista

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Nei giorni scorsi Giuseppe Iannozzi – scrittore, giornalista, giornalista, critico letterario o, come amo definirlo io, vero e proprio “agitatore culturale” – mi ha sottoposto a una impegnativa ancorchè stimolante intervista.

L’occasione è stata fornita dalla recente pubblicazione per i tipi di Edizioni Scudo di Un altro futuro, un libro che per mia fortuna non sta passando inosservato.
Non è poco, di questi tempi: non passa quasi giorno senza sentire notizie di librerie grandi e piccole che chiudono i battenti, per non parlare dell’ormai consueto, vorticoso balletto di libri sugli scaffali di quei negozi che impavidi rimangono ancora aperti. Gli irriducibili che come me, frequentano ancora le librerie avranno infatti notato che il tempo medio di permanenza dei volumi – anche i cosiddetti bestseller – negli scaffali o negli espositori si è drasticamente ridotto.
Ancora più difficile la vita per i libri pubblicati dalla piccola o micro editoria. Insomma, il mondo dei libri annaspa tra mille difficoltà, non solo di natura economica, tra scarsa attenzione da parte delle istituzioni e crescente disaffezione del sempre più sparuto pubblico di lettori.

Doglianze e amarezze a parte, potete leggere la bella chiacchierata con il buon Giuseppe a questo indirizzo: si è parlato di fantascienza ovviamente, ma anche di fonti d’ispirazione e di una certa visione del futuro, scomodando spesso nomi ben più importanti del mio…

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Musica e parole

The-Beatles-On-Apple Rooftop

Tema complesso e affascinante, quello del rapporto tra parola scritta e musica. Se ne parla in questa intervista apparsa oggi su Booskblog.

Un breve estratto:

Credo che la musica viva da sempre una relazione intensa con il mondo della parola, in un gioco di rimandi che risulta molto evidente nell’opera, nel teatro antico, via via fino alla tragedia classica. Non è un caso, del resto, che la commedia dell’arte contemplasse momenti musicali, nella forma di vere e proprie canzoni. Il legame tra musica e parole è stato dunque sempre saldo, e del resto anche la classica iconografia rock presenta numerosi elementi di epicità e lirismo che mi pare possano ben sposarsi con un certo tipo di narrazione, più marcatamente letteraria. Le suggestioni del resto sono molte, e pur non volendo anticipare troppo del libro, è certamente presente il tema dell’eroe romantico di matrice byroniana: l’artista che, per amore della propria arte, consuma se stesso fino a lasciarsi morire., apparsa oggi su Booksblog.

Ellroy: scriverò ancora un sacco di libri

James Ellroy, intervistato da Repubblica:

Mi piace il mio lavoro, amo battermi, odio perdere, non mollo mai. Se esco ammaccato, fa niente. Scrivere è come fare la lotta, mi piacciono le cicatrici. Ho sessantuno anni e mi sento giovanissimo, scriverò ancora un sacco di libri. Con gli alimenti che devo pagare dopo il divorzio, o scrivo o sono c… amari…

(l’intervista completa)

Francesco Costa a Tempi Dispari (RaiNews24)

Francesco Costa, scrittore e sceneggiatore cinematografico e televisivo (nonchè, lasciatemelo dire, persona squisita e amico impagabile del sottoscritto), è stato ospite l’altra sera, il 2 giugno, di Tempi Dispari, programma di approfondimento quotidiano di Carlo De Blasio.

È stata l’occasione per parlare del nuovo, splendido, libro di Francesco, Presto ti sveglierai, e naturalmente anche della sciagurata situazione della città d’origine di Francesco.

Il video dell’intervista