It’s Showtime, Apple dall’hardware ai servizi

Si può essere o meno utenti (o fan) dei prodotti Apple, ma – simpatie e preferenze a parte – merita di essere segnalato questo video promozionale, realizzato dalla Casa di Cupertino in occasione dell’evento che si è tenuto pochi giorni fa.

Gli annunci hanno riguardato, come largamente anticipato dai soliti bene informati,i nuovi servizi offerti dalla Mela Morsicata, tra i quali ha fatto particolarmente parlare di sé Apple TV+, il servizio di streaming video. D’altro canto è innegabile ormai la tendenza al progressivo, inarrestabile abbandono della TV generalista da parte degli spettatori – un trend che, nel mio piccolo, vado descrivendo da molti anni.

Non solo: l’enorme disponibilità accumulata nelle casse di Apple durante gli anni caratterizzati dall’avvento e dal successo planetario dell’iPhone e dell’iPad devono trovare sbocco in altri ambiti, lo reclamano a gran voce gli azionisti di Apple, con buona pace dei nostalgici del passato.

Ora i numeri stellari prodotti dai dispositivi mobili – non solo della Mela, intendiamoci: anche Samsung  risente dell’offensiva cinese, concorrenziale perchè molto più a buon mercato – stanno cominciando a ridimensionarsi e quindi dev’essere parso inevitabile al buon Tim Cook cominciare a trasformare Apple da “semplice” produttore hardware a fornitore di servizi. Un processo a ben vedere intrapreso già anni fa con l’introduzione di Apple Music, il servizio di musica in streaming.

Certo, la competizione con colossi del calibro di Netflix e Amazon sarà a dir poco dura e l’esito non è affatto scontato: sarà il mercato, come sempre, a dettare legge.

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Steve Jobs, 1955-2011

Questa è una di quelle notizie che davvero non vorresti mai sentire. Accendo la tv, mi sintonizzo come al solito su RaiNews e la corsa dei titoli mi chiude lo stomaco: Steve è morto.

Sì. per chi, come me, utilizza dai primi anni ’90 i prodotti della Casa di Cupertino, Jobs è sempre stato “Steve”. Steve, il misfit, the genius, il grande innovatore, il modello irraggiungibile.

Può apparire retorico dirlo, ma è vero, senza Steve il mondo oggi sarebbe diverso. Ciò che ha fatto nel mondo dell’informatica, delle comunicazioni, dei media, del design rimane epocale, imprescindibile.

Oggi Steve non c’è più, ma lo spirito delle sue innovazioni e l’esempio del suo approccio alla vita rimarrà tra noi.
Ne sono certo.

Applicando n. 294, novembre 2010

È uscito il numero di novembre di Applicando. In prova il Mac Pro 12-core: ai raggi X il nuovo top di gamma tra i desktop. E poi, un’nteprima di Office per Mac 2011 e delle sue numerose novità, prima fra tutte Outlook. Nella sezione Test: Parallels Desktop 6, Undercover 4.1. Focus: iTunes 10, ma senza lode.

Tutorial: estendere Safari 5, iPad per leggere o per scrivere? E nella sezione talking mac, parla Antongiulio Frulio, alla vigilia di importanti impegni internazionali, in un’intervista che è quasi una lezione di orchestrazione. Antongiulio, compositore e orchestratore tra i più apprezzati di qua e di là dell’oceano, nonché beta tester per importanti software house è, naturalmente, un Mac e iPhone user di razza…

L’eBook non è nemico dei libri

Ho potuto constatare che in giro c’è ancora molta freddezza e diffidenza verso l’E-book: molti tendono a vederlo come la versione “povera” – un editore l’ha definita “triste e anonima” – del libro cartaceo, ma a mio avviso non è così.

Si tratta invece di un un nuovo formato che presenta non pochi vantaggi, dalla drastica riduzione d’ingombri ai minori costi – di produzione per l’editore e d’acquisto per il lettore.

A ben vedere, un fenomeno analogo è già accaduto, a partire dalla fine degli anni ’90, nel mondo della musica: dapprima le grandi major hanno osteggiato, anche e soprattutto a causa della pirateria, la transizione dal supporto fisico – CD – al formato digitale, declinato nei vari formati mp3, aac, e così via. Salvo poi ricredersi negli anni seguenti, visto e considerato che oggi il grosso del fatturato dell’industria discografica proviene proprio dal mercato digitale, iTunes Music Store in testa.

Nè manca, per tornare all’ambito librario, chi paventa la scomparsa tout court del libro cartaceo. Credo tuttavia che si tratti di un rischio remoto, almeno per molto tempo a venire. In realtà, è fuorviante porre in contrapposizione i due formati – digitale e tradizionale – perchè sono convinto che possano coesistere senza problemi.

eBook: decolla il mercato?

Leggo sul sito di Simplicissimus che le vendite degli eBook nel primo trimestre del 2010 avrebbero già generato un  giro d’affaripari a 91 milioni di dollari.

D’altro canto, l’hardware – tra l’iPad e il nuovo iPhone di Mamma Apple ed e-reader di vari tipi e marche – sta diffondendosi a macchia d’olio: un po’ di software, magari sotto forma di libri, vorremo pure installarlo, no?  😉

Speriamo proprio che il mercato del libro digitale prenda piede anche da noi.

Steve Jobs su All Things Digital

Steve Jobs, intervistato da All Things Digital in merito alla decisione, molto discussa, ma a mio avviso anche molto saggia, di non supportare Flash sulla piattaforma iPhone – iPad, si è così espresso:

[…] Non esiste al momento un cellulare che supporti Flash e tra poco il 50% dei contenuti sarà in HTML5 contro il 25% di oggi. Hypercard (lacrimuccia di nostalgia, N.d.R.) ai suoi tempi era più importante di Flash.

Full D8 Video: Apple CEO Steve Jobs.