Jasmina scopre il nazionalismo

Scrive Valeria Gandus su Il fatto Quotidiano:

[…] Jasmina è serba. Una serba atipica che non sa che cosa sia il nazionalismo se non per averlo subito: fiera oppositrice di Milosevic, durante l’ultimo conflitto dei Balcani, quello poi sfociato nella guerra del Kosovo, teneva un diario online (Normalità, il diario di un idiota politico, poi pubblicato in Italia da Fandango) attraverso il quale raccontava al mondo la vita quotidiana sotto le bombe della Nato e, insieme, denunciava la stupidità e la ferocia del regime che quella guerra aveva provocato. Una «serba traditrice» non solo per Milosevic ma per gran parte dei suoi connazionali che ancora oggi non le perdonano le denunce degli orrori (a cominciare dalla strage di Srebrenica) compiute in nome della grande madre Serbia, una nazione che ha perso tutte le guerre che ha combattuto, primato di cui Jasmina va particolarmente fiera.

E particolarmente contenta era Jasmina di essere ospite della Croazia, il Paese che una ventina d’anni fa si distaccò dalla Jugoslavia avviando quella secessione che avrebbe poi portato al disastro che tutti ricordiamo. I due popoli, un tempo uniti sotto la stessa bandiera e poi divisi da una guerra crudele e cruenta come e più di tutte le guerre, tornavano a parlarsi, a comunicare: non solo attraverso il ripristino della linea ferroviaria che in capo a qualche anno tornerà a collegare Serbia, Croazia e Slovenia fra loro e all’Europa, ma anche attraverso il libero scambio di idee e opinioni fra intellettuali di diverse nazionalità, fra le quali quella serba da lei rappresentata, e il pubblico croato.

Ma la contentezza è durata poco. Per quel pubblico Jasmina era e sempre resterà una nemica proprio in quanto serba. A ogni approdo, di isola in isola verso il sud, le cose andavano peggio: appena iniziava a parlare con il suo accento indiscutibilmente serbo, nonostante Jasmina parli quotidianamente in inglese con suo marito e in italiano con gli abitanti e gli amici di Torino, città nella quale vive da qualche anno, nonostante tutto ciò, appena apriva bocca arrivavano i brusii di disapprovazione, i fischi e anche peggio. Alla fine, i volonterosi e incolpevoli organizzatori della crociera letteraria sono arrivati a chiederle di parlare in italiano, lingua ben conosciuta in Croazia, per evitare il peggio. […]

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Nefertiti is here: 12 febbraio, Roma

Venerdì 12 febbraio 2010 – ore 18.00

Presentazione del libro
Nefertiti
di Jasmina Tesanovic

Libreria Odradek
Via dei Banchi Vecchi 57
Roma

Relatore Giulio Leoni.
Con l’autrice Jasmina Tesanovic interverranno Bruce Sterling e Luigi Milani.
Gli attori Chiara Spoletini e Ivan Picciallo leggeranno alcuni brani del libro.

Nefertiti (Stampa Alternativa) è un romanzo storico “sui generis”, concepito e scritto con approccio e ottica moderni. La vita della protagonista, la regina egiziana Nefertiti, è infatti narrata in chiave femminista–esistenzialista. Nefertiti è un personaggio di cui in realtà si conosce ben poco. Circostanza, questa, che fatalmente ha rafforzato l’alone di mistero che lo circonda, e che ne fatto parlare più come figura mitica che come personaggio, e soprattutto donna, reale.

Jasmina Tesanovic è una femminista, attivista, scrittrice, giornalista, traduttrice e regista serba. È autrice del celebre Diary of a Political Idiot, tradotto in 12 lingue, diario di guerra scritto durante il conflitto del 1999 in Kosovo. Da allora ha pubblicato tutti i suoi lavori, diari, racconti e documentari su blog e altri media, sempre legati ad Internet. Nel 2009 ha pubblicato Processo agli Scorpioni (Stampa Alternativa). Assieme al marito Bruce Sterling cura da alcuni anni una rubrica su La Stampa, Globalisti a Torino.

L’eresia di Nefertiti

Da l’inkontro.info:

Nefertiti, libroE’ uscito, per le edizioni Stampa Alternativa, il nuovo libro di Jasmina Tesanovic, la scrittrice, giornalista, regista e blogger originaria di Belgrado nota tra le altre cose per aver pubblicato on line in tempo reale durante la guerra del Kosovo e il bombardamento della Serbia il suo Diary of a Political Idiot, in seguito tradotto ed edito in tutto il mondo. Questo suo nuovo lavoro dal titolo “Nefertiti. L’amore di una regina eretica nell’antico Egitto” (visiona il booktrailer) è un romanzo storico molto originale, che narra, in ottica ben moderna, la vita della regina egiziana Nefertiti, in una chiave che potremmo definire femminista-esistenzialista.

Processo agli Scorpioni, una recensione

Processo agli ScorpioniVi segnalo un’esauriente recensione di Processo agli Scorpioni, ultimo libro di Jasmina Tesanovic, giornalista, scrittrice e attivista per l’Associazione pacifista Donne in Nero.

Un estratto:

Processo agli Scorpioni racconta una vicenda per molti versi shakesperiana, come la stessa autrice ha intuito fin dalle udienze in aula, alle quali ha partecipato come osservatrice per le Donne in nero.

Protagonisti del dramma narrato da Tešanović sono la guerra, la morte, il dolore, i falsi miti dell’amor patrio e della superiorità razziale. Il tribunale diventa teatro per una tragica rappresentazione di vite dominate dalla miseria intellettuale e dalla vigliaccheria spacciata per eroismo. Uomini guerrafondai, raramente in buona fede, che celano la loro sete di denaro tra i drappi di una bandiera insanguinata.

Soprattutto, Processo agli Scorpioni descrive la tragedia di donne vilipese, ferite, uccise, raccontata con la voce commossa e vibrante di un’altra donna.

La scrittura dell’autrice, asciutta e incalzante, è felicemente lontana da quella spesso utilizzata in opere analoghe, le quali non di rado scivolano nel linguaggio virulento del pamphlet, o peggio, nella lingua sterile e glaciale dei resoconti giudiziari spacciati per letteratura.

Qui il trailer del libro.

From LIFT Asia: Three halves, by Jasmina Tesanovic

Jasmina Tesanovic

Jasmina Tesanovic

Per gentile concessione dell’autrice, pubblico qui di seguito il testo dell’intervento di Jasmina Tesanovic al recente LIFT Asia Conference, appena concluso.

Three halves

by Jasmina Tesanovic

My father was just one man, but he had six nationalities. Not two nations, like in Korea, but six nations.

My father was born in 1923 in the Kingdom of Serbs, Croats and Slovenes.In 1929 my father’s country was renamed The Kingdom of Jugoslavia. My father was six years old.

My father was from a province called Bosnia Herzegovina. In search of a better education, my father went to study in Kosovo. Kosovo is a part of southern Serbia. Then came World War II. The country was occupied by nazis and people from every ethnic group were killed. There was also a three-way civil war inside the Balkans. But, my father survived.
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Paul Polansky

Paul Polansky: poeta, fotografo, operatore culturale e sociale, è diventato negli anni un personaggio mitico per il suo impegno a favore delle popolazioni Rom.

Le sue raccolte di poesie “Living Through It Twice”, “The River Killed My Brothe”r, e “Not a refugee” descrivono le atrocità commesse da cechi, slovacchi, albanesi ed altri contro quelle popolazioni.

Ha anche svolto studi accurati sui campi di concentramento nazisti nei quali venivano trucidate, insieme a quelle ebraiche, intere comunità Rom. Attualmente dirige alcuni progetti di aiuto e salvaguardia di queste popolazioni nel Kosovo e in Serbia.

Ha partecipato nel 2002 a Sidaja. Incontri internazionali di poesia a Trieste e nel 2003 a “Il cammino delle comete”, a Pistoia, nel 2005 agli Incontri internazionali di poesia di Sarajevo.

Scriptorium pubblica una sua poesia, “Il pozzo”

Srebrenica: processo ai caschi blu olandesi

Dietro questa storia ci sono un uomo, una donna, una famiglia e 8000 fantasmi; le vittime del massacro di Srebrenica. Ricordate? Era il caldo luglio del 1995. C’era la guerra in Bosnia. L’uomo è Hasan Nuhanovic. Ora ha 40 anni. Allora era un interprete dei caschi blu olandesi. È stato uno dei pochi sopravvissuti a quella che è stata definita “la peggiore atrocità” commessa in Europa dopo la Secondo Guerra Mondiale.

La donna è Liesbeth Zegveld, avvocato di Amsterdam, specializzata nella difesa dei diritti umani. Mehida, Damir e Alma Mustafic sono invece la famiglia di Rizo, meccanico impiegato presso la base militare delle Nazioni Unite della cittadina bosniaca. Lui non ce la fece: venne ucciso dai soldati del generale serbo-bosniaco Ratko Mladic. Il 16 giugno, la vedova e le figlie di Mustafic sedevano accanto ad Hasan, e dietro al loro avvocato, nella aula del Tribunale dell’Aja. Dove è iniziata una delle più importanti cause riguardanti il massacro. E non è l’unica che parte in questi giorni. Il 18 giugno un’altra corte olandese discuterà della denuncia presentata da un’associazione che si chiama “Le madri di Srebrenica”, una sorta di prima class action del genocidio.

(da Panorama.it)

Per approfondire l’argomento della strage di Srebrenica:
“Processo agli Scorpioni”, di Jasmina Tesanovic.

Processo agli Scorpioni su Nokoss

Vi segnalo questa recensione, a firma Mariagrazia Liotta, del libro Processo agli Scorpioni di Jasmina Tesanovic.

Uno stralcio:

“La Tesanovic ci porta in mezzo alle Donne in Nero, nell’aula di Tribunale dove gli Scorpioni vennero messi alla sbarra e da dove uscirono senza neanche troppi graffi e ferite. C’è la cronaca giudiziaria degli interrogatori, delle attese, degli ingressi in aula. Ma c’è anche molta emotività: si sente salire la rabbia, la commozione, la speranza e la tristezza, si sente la confusione di un processo dove a volte i ruoli si invertono, dove sembra che gli Scorpioni siano i buoni difensori eroici della patria e le vittime solo presenze da dimenticare.”