Quando arrivarono i Tedeschi

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L’Europa oggi sembra tornare a dividersi, tra personalismi ed egoismi. Un’ottima occasione allora per ricordare cosa accadde una settantina d’anni fa nel nostro Paese, quando l’esercito tedesco intraprese la ritirata verso il Nord, diretto in Germania.

C’è un “piccolo grande” libro, uscito lo scorso anno, che rievoca quel periodo, tramite il racconto della quotidianità di persone semplici, scossa all’improvviso dal verificarsi di eventi tanto inattesi quanto terribili.

Il volume in questione è Quando arrivarono i Tedeschi, di Gianluca Meis (Graphe.it Edizioni), e se ne parla più diffusamente qui.

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Sansonetti: addio a Liberazione

LIBERAZIONE;SANSONETTI, SI ROMPE TRADIZIONE 40 ANNI

La direzione di Rifondazione ha deciso di defenestrare Piero Sansonetti dalla direzione di Liberazione, provocando un vero e proprio terremoto politico all’interno di Rifondazione Comunista. Nicky Vendola si è dimesso dalla direzione per dire basta con “la sterile e sfibrante rissa a sinistra”. La decisione di sostituire Piero Sansonetti alla guida di Liberazione, spiega, gli rende “impossibile condividere ancora tale responsabilità”.

Scrive lo stesso Sansonetti nel commiato dal suo giornale:

È la conclusione di un ciclo perché la maggioranza del Prc, partito editore del giornale, ha deciso di mettere la parola fine alla storia dell’autonomia e di nominare un commissario politico che garantisca la sottomissione del giornale alla linea del partito e alle sue esigenze. Davvero è un peccato.
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Liberazione: Ma tra Bondi e Santoro che differenza c’è?

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Scrive Boris Sollazzo su Liberazione, a proposito della querelle che vede l’inedita coppia Santoro – Bondi intenta a duellare con la satira radio-televisiva:

La tv è già abbastanza avvilente ma le goffe e improbabili mosse di personaggi pubblici, siano ministri o anchorman politici di riconosciuta fama, spesso peggiorano la situazione. Come spesso gli capita, Berlusconi ha aperto una moda. Prima, specialmente in Rai, si epurava sotto traccia, senza chiassate c’erano esili lunghissimi se non eterni. Se si esclude Grillo e la dissociazione in diretta di Baudo, prima dell’editto bulgaro non si stroncavano programmi e carriere con dichiarazioni di “guerra” pubbliche. Ora invece è il contrario, le rubriche della critica televisiva potrebbero essere riempite da lettere legali o comunicati ministeriali.

Destra e sinistra ormai si specchiano nella loro permalosa identità di vedute, nelle ipocrisie, nelle tentazioni liberticide. […]

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Piero Sansonetti: Viva la Cgil

Piero Sansonetti commenta così, su Liberazione di oggi, la condotta della Cgil nella tormentata vicenda Alitalia:

“L’assenza di una forte opposizione è uno dei problemi più drammatici dell’Italia. Innanzitutto perché sbilancia il sistema democratico, introducendo, automaticamente, degli elementi di «regime». E poi perché rende debolissimii ceti deboli, quasi cancella gli interessi delle classi subalterne, li sacrifica sull’altare di quello che viene chiamato l’interesse generale e in realtà è l’interesse delle classi dirigenti. Non ci vuole molto per capire che le cose stanno così. La tragica sconfitta elettorale della sinistra, l’inconsistenza quasi paradossale del veltronismo, la totale assenza del dipietrismo sulle questioni di fondo (impegnato nel duello di tipo personale con il premier) sono le cause di questa emergenza. In questi giorni, con un certro sollievo, ci siamo accorti che nel quadro «perfetto» di assenza di opposizione (del tutto inedito nella storia della Repubblica) si è verificata una anomalia. Si chiama Cgil. […]”

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Liberazione: Berlusconi? Dieci e lode!

Il quotidiano diretto da Piero Sansonetti dà la pagella al Governo Berlusconi. E le sorprese non mancano, perché il premier ne esce promosso a pieni voti.

“E’ un po’ come dire che le chiacchiere stanno a zero. […] Il metro di giudizio, insomma, non può essere astratto: ha fatto bene, ha fatto male. Il metro è un altro: resi espliciti gli obiettivi, bisogna vedere quanto ci si è avvicinati. E allora Berlusconi merita 10 . Il massimo. Sta realizzando esattamente quanto aveva promesso in campagna elettorale. Nè più, nè meno.
Solo il piddì riesce a dire che il premier sta tradendo le «promesse fatte». Aveva annunciato che avrebbe regolato i conti con la giustizia, ha detto e ridetto che avrebbe sacrificato le libertà personali sull’altare della sicurezza, ha spiegato e rispiegato che avrebbe finito di distruggere il welfare. Ha promesso una nuova stagione di tutele: quelle personali, individuali. Ha vinto e sta facendo esattamente ciò che era previsto. Ed è un dieci omogeneo, da qualunque angolazione la si guardi. Dieci in comunicazione, e zero a chi ancora si affanna a dire che ha vinto solo perché possiede le tv. E dieci in furbizia, ha gettato nelle stagnanti acque dell’opposizione parlamentare un sasso: il lodo Alfano. E ha subito trovato tanti disposti ad abbaiare, ad urlare contro quel provvedimento. Scordandosi di tutto il resto, quel che davvero interessava al premier. Bravo, bravo davvero. […]”

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