Consigli di lettura per gennaio

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Come iniziare bene il nuovo anno, nonostante le pessime notizie provenienti dall’Iran?

Oltre che confidando in un purtroppo improbabile impeachment per quella vera e propria scheggia impazzita che risponde al nome di Donald Trump, abbandonandosi fiduciosi alla lettura di un buon libro.

Potete attingere qualche suggerimento dalla rubrica che ospita i consigli di lettura del blog magazine Graphomania.

Questo mese la lista riporta i titoli di alcuni libri molto particolari, forse inaspettati ma in definitiva belli da leggere.

Libri da leggere a dicembre

Puntuale come sempre, è apparsa sul blog magazine Graphomania la lista dei libri consigliati per questo mese di dicembre.

Il Natale non è lontano e non sarebbe una cattiva idea se collocassimo qualche bel volume sotto l’albero, non credete?

Quest’anno ricorrono diversi anniversari: l’impresa dannunziana di Fiume (sono usciti diversi bei libri sull’argomento) e il centenario della nascita del Campionissimo Fausto Coppi, per esempio. E infatti tra i consigli di lettura figurano due libri dedicati proprio a questi importanti eventi.

Ma ve ne sono anche altri: alcuni romanzi scritti da nomi importanti quali Sandro Veronesi, Massimo Lugli che indaga sulla tragica morte di Pier Paolo Pasolini, l’ultima fatica di José Ovejero e altri ancora.

Insomma, ce n’è di che leggere, credetemi.

Libri da leggere a ottobre

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Puntuale come ogni mese, è disponibile on line, sul blog magazine Graphomania, la nuova puntata della rubrica Libri da leggere ora.

Lo so, l’estate è appena finita, ma ormai siamo approdati al mese di ottobre e già le previsioni meteo sembrano volerci suggerire piacevoli sessioni di lettura al caldo, magari davanti alla fiamma del caminetto…

Il lettore di libri, una specie in via di estinzione?

background_of_old_books_201502Pochi giorni fa l’Istat ha diffuso i dati della consueta indagine su produzione e lettura dei libri nello scorso anno, il 2016. I dati sono a dir poco sconfortanti, perfino peggiori che in passato:

Ancora in calo i lettori, passati dal 42,0% della popolazione di 6 anni e più del 2015 al 40,5% nel 2016. Si tratta di circa 23 milioni di persone che dichiarano di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista per motivi non strettamente scolastici o professionali.

La popolazione femminile mostra una maggiore propensione alla lettura già a partire dai 6 anni di età: complessivamente il 47,1% delle donne, contro il 33,5% dei uomini, ha letto almeno un libro nel corso dell’anno.

Leggono di più i giovani tra gli 11 e i 14 anni (51,1%) rispetto a tutte le altre classi di età.

Insomma, il numero dei lettori continua a diminuire. Un fenomeno ormai consolidato e risaputo, del quale chi opera nel mondo dell’editoria non può non tenere conto. E, se è vero che nel 2016 si è riscontrato un lieve segnale di ripresa della produzione editoriale, con un aumento dei titoli pubblicati aumentati del 3,7% rispetto all’anno precedente, è anche vero che le tirature si sono ridotte (-7,1%).

Di conseguenza, per chi si ostina a voler scrivere (come il sottoscritto, ahimè) non è facile sottrarsi alla sensazione di farlo per una più che sparuta minoranza, una sorta di nicchia nella nicchia che a tratti rischia di avvicinarsi pericolosamente alla irrilevanza.

Qualche amico scrittore/lettore magnanimo potrebbe obiettare che chi scrive lo fa soprattutto per se stesso, per rispondere a un impulso interiore insopprimibile, il famigerato sacro fuoco che oggi sembra avvampare un po’ in tutti: cuochi, calcia(t)tori, cantanti, soubrette, presentatori, attori, politici, fuochisti, macchinisti, linotipisti

Sappiamo tutti che le cose non stanno proprio così. Ogni artista credo aspiri a comunicare qualcosa, non necessariamente un messaggio, magari solo un’emozione, uno stato d’animo a un invisibile, ipotetico, spesso agognato destinatario.

Poi, certo, il lettore di ieri oggi continua a nutrirsi di storie narrate in altre forme/media, come le serie televisive in costante moltiplicazione – alcune peraltro di grande qualità, scritte e girate magnificamente – o i buoni, vecchi fumetti.

Il problema semmai è la frammentazione del tempo libero, che inoltre viene a essere sempre più monopolizzato dall’uso – spesso abuso, diciamocelo – dei nostri onnipresenti, quasi onnipotenti dispositivi digitali, smartphone, tablet, computer e così via.

Un altro dato interessante è il seguente:

Oltre il 50% degli editori attivi nel 2016 ha sede nel Nord del Paese; la città di Milano da sola ospita più di un quarto dei grandi marchi.

Il nostro Paese anche sotto il profilo dell’offerta e del “consumo” culturale si conferma diviso in due, con un Sud tendenzialmente in affanno anche sotto il profilo dell’accesso alla cultura. Le ragioni sono sotto gli occhi di tutti – economiche, sociali, politiche – e dispiace che ancora non si adottino misure adeguate per combattere tale stato di cose.

Sarebbe bello se, a pochi mesi dalle elezioni, si parlasse anche di questi argomenti, ma vi confesso che al riguardo nutro poche speranze.

Il maggio dei libri

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Anche quest’anno, nonostante la difficile situazione economica, si celebra Il Maggio dei Libri. L’importante iniziativa, promossa sul territorio nazionale dal Centro per il Libro e la Lettura del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo in collaborazione con l’Associazione Italiana Editori, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, può inoltre contare sul sostegno della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Lanciata nel 2011 nell’intento di evidenziare l’importanza sociale della lettura come elemento chiave della crescita personale, culturale e civile, la campagna ha avuto inizio il 23 aprile, in coincidenza con la Giornata mondiale UNESCO del libro e del diritto d’autore, e terminerà il 31 maggio.

Tre i temi prescelti quest’anno: Un libro ti accende, Cresci con noi e Leggere non è mai un pacco. Una terna di idee guida testuali, grafiche, ideali che vogliono evidenziare lo spirito della campagna, mettendo in luce l’importanza irrinunciabile del libro come mezzo per la crescita di ciascuno di noi. La lettura, lo sappiamo, può indicarci nuove chiavi di lettura della realtà.

L’edizione 2014 si caratterizza in particolare per la trasversalità delle varie iniziative, allo scopo dichiarato di far evadere i libri dai loro contesti abituali: oltre a scuole, circoli, parchi e associazioni culturali, uffici postali, supermercati, treni e ristoranti (grazie a un accordo con Poste Italiane, Unicoop Tirreno, Librerie Coop, Italo Treno, Eataly, Librerie Feltrinelli e il
portale di viaggi trivago). Se si riuscirà a conquistare nuovi lettori in ambiti considerati forse a torto distanti dal mondo della cultura, noi di Graphomania non potremo che esserne felici.

Riferimento imprescindibile per i vari eventi è il sito ufficiale della campagna: www.ilmaggiodeilibri.it, contenente la mappa particolareggiata degli appuntamenti regione per regione nonchè immagini e comunicati stampa ufficiali. Non manca, per i lettori più tecnologici, la possibilità di utilizzare le app gratuite per smartphone, compatibili per i sistemi operativi Android e iOS.