Caro amico Lucio, sono già 7 anni?

Sette anni Lucio Dalla abbandonava il suo transito terrestre. Era il primo marzo del 2012: un infarto improvviso in un albergo di Montreaux, dove aveva tenuto un concerto – purtroppo l’ultimo – la sera prima. 

A proposito della dimensione live di Lucio, ho avuto la fortuna di ascoltarlo un paio di volte dal vivo, una delle quali con mio padre (non c’è più neanche lui, ma il suo spirito è sempre con me, ne sono più che convinto) verso la fine degli anni ‘70, in occasione del mitico tour di Banana Republic con Francesco De Gregori e un giovanissimo Ron.

Sono davvero ricordi indelebili, di quelli scolpiti sulla pietra. Lucio in concerto era un’autentica forza della natura.

Ma torniamo al 2012. Avevo visto Lucio poche settimane prima al Festival di Sanremo, e a dirla tutta a me (e non solo) era parso un poco affaticato. Ma la vita di un artista a certi livelli, lo sappiamo, non è uno scherzo e ricordo che non volli darci peso più di tanto.

E invece.

Lucio è morto, sì. Ma come scrivevo nel post precedente, in fondo le rockstar non muoiono mai davvero. Per me e, credo, per tutti quelli che lo hanno amato profondamente, è ancora vivo.

Qualche tempo fa lo ricordavo così sulle pagine di Graphomania.

Blade Runner 2049, un film d’altri tempi

Locandina Blade Runner 2049

Insomma, Blade Runner 2049, l’attesissimo seguito di Blade Runner, film diretto nel 1982 da Ridley Scott, non ha fatto esattamente sfracelli al botteghino (anche se si è difeso bene, intendiamoci).

Il che non stupisce, visto che Blade Runner 2049, diretto da uno strepitoso Denis Villeneuve, ha ben poco in comune con i tipici prodotti “usa e getta” che oggi vanno per la maggiore: carrozzoni fracassoni, dal ritmo indiavolato, con poca o inesistente attenzione ai personaggi e così via. Penso ai tanti film d’azione, compresi molti film supereroistici, prodotti e proiettati nelle, ahinoi, sempre più deserte sale cinematografiche.

La media degli spettatori, anche per film cosiddetti di successo, si aggira ormai sulla decina di persone. Quando va bene, intendiamoci. Il cinema in sala è in lenta – neanche poi così lenta – agonia, è risaputo, e molte multisale si accingono a chiudere. Ne parlavo qui tempo fa.

Dicevamo che la pellicola di Villeneuve è molto diversa dalla maggior parte dei film cosiddetti di successo: molto lungo, volutamente lento nell’azione, servito da dialoghi ben scritti ed elaborati. In tal senso, a mio modesto avviso, il film non sfigura affatto in confronto all’originale Blade Runner, anzi: fotografia, montaggio, colonna sonora sono ai massimi livelli.

Eppure il pubblico del 2017, distratto, frettoloso, smartphone addicted, non riesce ad apprezzare un’opera di vasto respiro: semplicemente, si annoia mortalmente (un po’ come il grande Lucio Dalla alle prese con la musica andina, esatto). È diventato incompatibile con quella che una volta era la tipica fruizione di un’opera filmica: la sola prospettiva di trascorrere 2, figuriamoci quasi 3 ore seduto in una sala al buio gli appare insostenibile.

E allora? Dobbiamo cercare di recuperare questo pubblico, magari – absit iniria verbiseducandolo a tempi e modalità di fruizione che considera ormai obsoleti e stantii? Fatica sprecata, nell’era del binge watching delle serie tv.  Smettiamola anzi di piangerci addosso e prendiamo atto della situazione: il mondo del cinema sta cambiando e cambierà ancora parecchio. Credo si trasformerà in qualcosa di molto diverso, ma non meno stimolante per chi, come il sottoscritto, lo ama profondamente.

Lucio Dalla, sono già 5 anni

lucio-dalla-anno-che-verra-300x300Il primo marzo 2012 ci lasciava Lucio Dalla. Una scomparsa, la sua, che mi segnò moltissimo.

Ancora oggi fatico ad accettare l’idea che davvero Lucio non ci sia più, perché continua a essere presente nelle mie giornate attraverso la sua musica e anche grazie ai video nei quali m’imbatto facendo zapping sulla tv o sul Web.

Qualche tempo fa lo ricordavo così per il blog magazzine Graphomania, e i miei sentimenti sono ancora quelli. Anzi, se possibile il rimpianto e la nostalgia sono forse più acuti oggi di quanto non lo fossero allora. Non è vero che il tempo mitiga le ferite, anzi.

Vale la pena inoltre di ricordare che da oggi fino a sabato 4 marzo sono previsti a Bologna tutta una serie di eventi per ricordare il grande cantautore a 5 anni dalla morte: le Serate a casa di Lucio.