L’editoria è morta

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Marcello Baraghini

È quanto ha affermato in una recente intervista e ha poi ribadito più volte Marcello Baraghini, il fondatore di Stampa Alternativa.

Rincarando poi la dose:

(…) I grossi editori perdono acquisti nell’ordine del 6-7-10 per cento all’anno. Hai voglia a inventare libri che si sfogliano come un blocco o a scoprire nuovi Voli, nel senso di nuovi Fabio Volo. Sono morti, fanno finta di non saperlo ma si stanno autodistruggendo (…).

Il grande Baraghini, editore combattivo e innovativo come pochi – sua l’invenzione, mai troppo lodata, dei celebri Millelire – ha ragione da vendere, c’è poco da fare. Tra l’altro vi segnalo anche questo appello, lanciato pochi giorni fa sempre dall’indomito Marcello

Leggermente meno apocalittico e più propositivo, ho espresso anche il mio modesto punto di vista, in questo editoriale apparso ieri sul blog magazine Graphomania.

Chiudo questa mia segnalazione con una domanda scomoda: ce la faremo?

“Senza finzione”: la nuova collana di Stampa Alternativa

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Il 18 febbraio conferenza stampa in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche culturali del Comune di Roma

Stampa Alternativa presenta la nuova collana “Senza Finzione”

nella sala dell’Arazzo in Campidoglio, alle ore 12.00.

Ne parlano Umberto Croppi, Marcello Baraghini e Ivan Scalfarotto assieme agli autori Alessandro Chiarelli e Andrea Pompili e alle direttrici di collana Antonella Beccaria e Simona Mammano.

“Senza finzione” la nuova collana di Stampa Alternativa

dal 20 febbraio in tutte le librerie

Inchieste “alla vecchia maniera” per affrontare tematiche scomode, legate a terrorismo, ricostruzione di crimini con valenza politica e di interesse pubblico, tutte vicende realmente accadute e scritte con registro narrativo o stile giornalistico. Inchieste di “controinformazione” ma soprattutto scritte da “inseders”, vale a dire persone che dall’interno narrano le vicende descritte; è il caso di Disonora il padre e la madre, il cui autore Alessandro Chiarelli, è responsabile dell’ufficio minori della Questura di Ferrara e raccoglie in forma di romanzo, alcuni dei casi di cui si è occupato. Così come l’autore de Le tigri di Telecom, Andrea Pompili, che vi ha lavorato per anni, occupandosi di sicurezza delle informazioni e coordinando anche il progetto “Tiger Team”, il gruppo fondato da Fabio Ghioni ed entrato nell’inchiesta milanese del settembre 2006. Una vera e propria spy story  dai risvolti tragicomici, tutti italiani.

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