Buon compleanno, Mina!

mina-per-neofiti-619073Oggi, 25 marzo 2020, l’inossidabile Mina taglia l’invidiabile traguardo degli 80 anni, e Aldo Dalla Vecchia, giornalista e autore televisivo di lungo corso, ha pensato bene di festeggiare la storica data con la pubblicazione di un eccellente saggio, Mina per neofiti.

Il libro, pubblicato da Edizioni Graphe.it non vuol essere una Bibbia per fan sfegatati, né una delle tante biografie intrise di becero gossip.  E non cade neppure nell’agiografia, vizio comune a tante biografie, specie di personaggi importanti come la nostra Mina.

Al contrario, quello di Aldo Dalla Vecchia è il racconto accurato ma senza orpelli di una vita eccezionale, una voce a dir poco strepitosa e una carriera che definire invidiabile suonerebbe riduttivo, per i traguardi conseguiti sin qui.

A impreziosire il libro, la prefazione, divertente e divertita, dell’effervescente Cristiano Malgioglio. Insomma, si tratta di un volumetto da non perdere, per accostarsi al meglio all’arte dell’incontrastata Regina della musica italiana.

Il ritorno della divinità: Maeba, di Mina

Maeba

Non vorrei vi fosse sfuggito Maeba, il nuovo disco di quella divinità aliena che risponde al nome di Mina.

La divina, pur assente dalle scene dalla fine degli anni ’70, ha continuato implacabile a produrre dischi a cadenza annuale: a volte i risultati sono stati all’insegna della routine (sempre all’interno dei parametri stellari di Mina, intendiamoci).

Ma altre volte ha regalato al suo pubblico vere e proprie perle, come il primo disco di duetti con il pard Celentano (del 1998), o l’album Piccolino del 2011 (di quest’album vi consiglio di ascoltare la struggente Compagna di viaggio, del compianto Giorgio Faletti).

Quest’anno le è di nuovo riuscito il miracolo. Sì, perchè ha davvero del miracoloso la qualità della sua voce, in grado di passare dai toni più lievi e delicati al tipico birignao strafottente e quasi sprezzante di Mina, fino al dispiego a pieni polmoni come nessuna cantante – non solo della sua età – riesce o si azzarda a fare.

Ma torniamo al disco. È un lavoro stupefacente: c’è la Mina sontuosa anni ’70 del brano d’apertura Volevo scriverti da tanto; quella stralunata, quasi sperimentale de Il tuo arredamento, di una cover destrutturata e affascinante di Last Christmas di George Michael… ma ci sono anche Blues, pop, jazz, il tutto condito da arrangiamenti e sonorità mai banali o tirate via.

Sono gli ingredienti che mancano ad esempio a Giorgia: una voce da paura, ma servita da un materiale il più delle volte non all’altezza, diciamocelo.

Concludo segnalandovi che Il brano di chiusura del disco, Un soffio, psichedelico e folle, è musicato da un certo Boosta

‘NUff said, ragazzi.

Addio a un fantasma

È morto J. D. Salinger, autore de Il Giovane Holden, uno dei libri che più ho amato. Esempio ormai paradigmatico del rigetto della notorietà e di certi meccanismi commerciali, aveva fatto dell’isolamento dal resto del mondo una vera e propria ragione di vita, molto prima e in maniera ben più radicale di due celebri vanished di casa nostra, Lucio Battisti e Mina, che perlomeno hanno continuato a esprimersi attraverso le loro opere.