Non una storia banale

kurt cobain

Bravi Autori recensisce il romanzo Nessun Futuro.

Un piccolo estratto dalla recensione:

Non una banale storia, ma un unirsi consapevole di personalità complesse, che difficilmente si lasciano intrappolare dalle convenzioni e dagli stereotipi; una storia avulsa da perbenismi, con tutte le ordinarie insofferenze che umanizzano i personaggi rendendoli quanto mai credibili. “Nessun futuro” è uno spaccato sulla società del consumismo, sull’apparire piuttosto che sull’essere, somministrato in maniera sottile ma incisiva, anche quando, quasi “di striscio”, accenna alle colonizzazioni camuffate da evangelizzazioni al solo scopo di sottomettere e distruggere interi popoli e la loro civiltà, come ad esempio gli Indiani d’America. La voce narrante compie un viaggio interiore oltre che fisico, e che sia femminile non è un caso: le sfaccettature, i pensieri inespressi, le piccole contraddizioni vengono colte diversamente dalla sensibilità della donna. Il linguaggio è asciutto, privo di orpelli, ma allo stesso tempo ricercato, i personaggi ben delineati, la storia è complessa ma strutturata in maniera lineare. Continua a leggere

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Musica e parole

The-Beatles-On-Apple Rooftop

Tema complesso e affascinante, quello del rapporto tra parola scritta e musica. Se ne parla in questa intervista apparsa oggi su Booskblog.

Un breve estratto:

Credo che la musica viva da sempre una relazione intensa con il mondo della parola, in un gioco di rimandi che risulta molto evidente nell’opera, nel teatro antico, via via fino alla tragedia classica. Non è un caso, del resto, che la commedia dell’arte contemplasse momenti musicali, nella forma di vere e proprie canzoni. Il legame tra musica e parole è stato dunque sempre saldo, e del resto anche la classica iconografia rock presenta numerosi elementi di epicità e lirismo che mi pare possano ben sposarsi con un certo tipo di narrazione, più marcatamente letteraria. Le suggestioni del resto sono molte, e pur non volendo anticipare troppo del libro, è certamente presente il tema dell’eroe romantico di matrice byroniana: l’artista che, per amore della propria arte, consuma se stesso fino a lasciarsi morire., apparsa oggi su Booksblog.

Nessun futuro

Nessun Futuro

Esce oggi in libreria Nessun futuro (Casini Editore 2011), un romanzo a cui la categoria di romanzo va stretta.

Potremmo chiamarlo “romanzo/backstage”, visto che descrive una storia che si svolge negli ultimi mesi del 2001, ma in cui magicamente si affaccia mezza storia del rock, dai Beatles al fantasma di Jim Morrison alla urban legend della finta morte di certe rock star, da Paul McCartney a Elvis Presley a Michael Jackson, o proprio a Phil Summers, il protagonista “sotterraneo” del libro.

In realtà Nessun futuro sfugge a qualsiasi classificazione: come il vero rock, in fondo. E come il vero rock, ci trascina con sé e ci trasporta nel suo mondo.

Lo fa attraverso l’io narrante, Kathy Lexmark, giornalista televisiva ultratrentenne, con un divorzio alle spalle e un futuro professionale quanto mai problematico. E lo fa lasciando aleggiare sempre sullo sfondo la sensazione che stia per succedere qualcosa, e poi qualcos’altro, e poi ancora qualcos’altro, in un crescendo vorticoso di suspense e adrenalina.

Al libro sono dedicati anche un blog e una pagina su Facebook

Nessun futuro. Il blog

È nato il blog dedicato al romanzo Nessun futuro, “supernatural thriller” in uscita il 31 gennaio per i tipi di Casini Editore: noises, notizie, recensioni, interviste, pettegolezzi, backstage.

In realtà il blog si occuperà, come sta già facendo, non solo del libro, ma di tutto ciò che gira in qualche modo attorno al mondo del Rock. O almeno di certo Rock… Stay tuned!

(nella foto, I Doors, il cui cantante, Jim Morrison, è anch’egli a suo modo presente nel libro)

Nessun Futuro, il ritorno del grunge

Nessun futuro è un romanzo a cui la categoria di romanzo va stretta. Potremmo chiamarlo romanzo/backstage, visto che descrive una storia che si svolge negli ultimi mesi del 2001 ma in cui magicamente si affaccia mezza storia del rock, dai Beatles al fantasma di Jim Morrison alla urban legend della “finta morte” di certe rock star, dai Police ai Rolling Stones.

Ma in realtà Nessun futuro sfugge a qualsiasi classificazione: come il vero rock, in fondo. E come il vero rock, ci trascina con sé e ci trasporta nel suo mondo. Lo fa attraverso l’io narrante, Kathy Lexmark, giornalista televisiva ultratrentenne, con un divorzio alle spalle e un futuro professionale quanto mai problematico. E lo fa lasciando aleggiare sempre sullo sfondo la sensazione che stia per succedere qualcosa, e poi qualcos’altro, e poi ancora qualcos’altro, in un crescendo vorticoso di suspense e adrenalina.