Pannella vs Pd

pannella_senatoNon sto insultando gratuitamente il Partito democratico: quando dico che sta mettendo in atto un comportamento tecnicamente eversivo, per sovvertire il risultato di un’elezione regolare, sono pronto a dimostrarlo anche in giudizio». Marco Pannella spiega di aver consultato anche i suoi avvocati, e che le pressioni del Pd (con il quale i radicali sono alleati, e del cui gruppo fanno parte i parlamentari pannelliani) per far dimettere il neo-eletto presidente della Vigilanza, Riccardo Villari, «configurano un reato punibile fino ai cinque anni», quello di attentato al funzionamento di organi costituzionali. E per impedire questo «comportamento delittuoso contro la virtù repubblicana» Pannella è pronto ad usare anche «le armi della non violenza» e ad attuare da oggi (previo parere dei suoi medici) «uno sciopero totale della fame e della sete» per «aiutare i garanti della legalità», a cominciare dal presidente della Repubblica.

Enzo Tortora: simbolo di giustizia ingiusta e di accanimento mediatico

Enzo Tortora

Vent’anni fa moriva Enzo Tortora, dopo essere stato vittima di un clamoroso errore giudiziario e di un vergognoso linciaggio mediatico. Enzo da allora è assurto suo malgrado a simbolo di somma ingiustizia.

Una storia drammatica, che definire kafkiana vorrebbe dire solo fare letteratura su una vicenda che invece è purtroppo vera e assurdamente reale, nonostante a me sembrasse, in quel lontano 1983, come ad altri milioni di cittadini, totalmente irreale e incredibile.

La storia dell’arresto, avvenuto in modo spettacolare il 17 giugno 1983 con la delirante accusa di associazione a delinquere di stampo camorristico, emessa dalla Procura di Napoli sulla base di risibili invenzioni di tre camorristi di rango (Pandico, Melluso e Barra), e la sua gestione indecorosa da parte dei media, rimarranno come una macchia indelebile nella memoria collettiva di tutti noi.

Non vi fu giustizia, né corretta informazione, in quell’occasione. Ci volle la voce solitaria e incredula di Enzo Biagi, che, a poche settimane dall’arresto di Tortora, scrisse un articolo sulla prima pagina di Repubblica – lo ricordo come fosse ieri – dall’eloquente titolo: “E se Tortora fosse innocente?

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