Potere al popolo, anzi….

Oggi il blog-magazine Graphomania ospita un racconto breve ma graffiante, che trae spunto dai recenti, tumultuosi sviluppi politici. Il titolo è Potere al popolo, anzi al giornalaio

Potere al popolo (di S.B.)

Tempo

Al di là del titolo surreale, alla Che Guevara de noantri sfoggiato in prima pagina dal Tempo, sulla vicenda del Lodo Alfano interviene oggi Ezio Mauro, in un suo commento dal titolo La forza della democrazia su Repubblica:

ERA dunque incostituzionale il lodo Alfano, come abbiamo sempre sostenuto, in un Paese dove è saltata l’intercapedine liberale, e l’estremismo del potere viene benedetto da un finto establishment e dai suoi cantori, incapaci di richiamare il rispetto delle regole perché incapaci di ogni responsabilità generale. Ecco dunque il risultato. Il presidente del Consiglio, insofferente dell’autonoma e libera pronuncia di un supremo organo di garanzia, che opera a tutela della Carta fondamentale, dà fuoco alla Civitas e al sistema dei poteri che la regola, travolgendo nelle sue accuse la Corte, la magistratura e persino il capo dello Stato. Un gesto certo di disperazione, ma anche la prova dell’instabilità istituzionale di questo leader che nessuna prova di governo, nessun picchetto d’onore, nessun vertice internazionale è riuscito a trasformare, quindici anni dopo, in uomo di Stato.

Terrorizzato dai suoi giudici, e più ancora dal suo passato, il premier non si è accorto di reagire pubblicamente alla sentenza della Corte come se fosse una condanna. […]

Deliri gossippari

Scrive Maria Laura Rodotà sul Corriere della Sera, a commento della crisi in atto tra i coniugi Berlusconi:

il delirio gossiparo di questi giorni sta facendo male a tutti. A un partito e a un governo ridotti a comprimari di una pochade anche un po’ laida; a un’opposizione sgangherata che per curriculum non può nemmeno troppo polemizzare sulle belle fanciulle in lista (l’ha fatto anche il Pd); a un’Italia che avrebbe bisogno di parlare, di confrontarsi, di mobilitarsi sulle cose serie. Forse a una parte della classe politica il caso Lario fa comodo; si parla d’altro, non si parla di nient’altro, anzi. Ma a noi tutti, francamente, no. E non fa bene ai figli, alle figlie, nostre ma anche di Silvio Berlusconi (come si sentiranno Barbara, Eleonora, e pure Marina, bombardate di notizie su un padre così pimpante? Veronica lo ha detto, e su questo aveva stra-ragione; nessuno vuole che ragazze e ragazzine crescano tra mogli trascurate e forse disperate e adolescenti che dicono “papi” a sproposito; vorremmo tutti qualcosa di meglio, per loro e per noi).

Cacciari vs. Veltroni

Massimo Cacciari critica la sortita di Walter Veltroni contro Berlusconi, definito “un’anomalia del sistema democratico”:

“Ormai… più fisiologico di Silvio Berlusconi chi c’è? (ride). È vent’anni che è lì! Dire che è un’anomalia diventa ridicolo (ride). I suoi avversari dovrebbero dire che è una malattia cronica e inguaribile (ride), non un’anomalia (ride). Ma come si fa a dire che è un’anomalia una persona che da vent’anni per la terza volta è tornato a fare il presidente del Consiglio? Si può dire che è anomala l’Italia a questo punto, no Berlusconi (ride). Più normale di così! E’ dal 1994 che è in politica. Dire che è un’anomalia è una cattiva battuta, è una cosa che fa ridere. Che fa sorridere. Anomalia a casa mia vuol dire un’eccezione e come si fa a dirlo di uno che per la terza volta è tornato alla guida del governo?”.

E allora perché Veltroni ha usato queste parole? “E che ne so io! Bisogna chiederlo a lui…”.

(via Affaritaliani.it)

Opposizione, ma quando ti opporrai?

Questa la domanda, nient’affatto scontata, che oggi si pone Piero Sansonetti sul quotidiano da lui diretto, Liberazione:

“Preoccupa anche noi il fatto che il governo voglia una legge sulle intercettazioni che – dicono gli esperti – rischia di mettere in difficoltà la magistratura (ci preoccupa molto meno se metterà in difficoltà i giornali, i loro editori, i loro scoop, che in genere sono scoop remunerativi ma anche volgari e violenti nei confronti della privacy delle persone). Preoccupa anche noi una legge – il cosiddetto «lodo Schifani» – che mette un numero ristretto di governanti (una super-casta) al riparo dalle intrusioni della magistratura, cioè che crea una situazione di protezione dei vertici dello Stato, simile a quella delle monarchie assolute. Ci preoccupa l’affare di Rete 4 e tutto il resto. Però ci permettiamo di dire che queste questioni – gravissime – sono affari che riguardano il ceto politico, le classi dirigenti, e certamente hanno un peso enorme sul modo nel quale questo ceto e queste classi si dividono tra loro il potere; ma non hanno molto a che fare con i problemi giganteschi della gente, del diritto, dei principi, della civiltà. […]”

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