Sansonetti: addio a Liberazione

LIBERAZIONE;SANSONETTI, SI ROMPE TRADIZIONE 40 ANNI

La direzione di Rifondazione ha deciso di defenestrare Piero Sansonetti dalla direzione di Liberazione, provocando un vero e proprio terremoto politico all’interno di Rifondazione Comunista. Nicky Vendola si è dimesso dalla direzione per dire basta con “la sterile e sfibrante rissa a sinistra”. La decisione di sostituire Piero Sansonetti alla guida di Liberazione, spiega, gli rende “impossibile condividere ancora tale responsabilità”.

Scrive lo stesso Sansonetti nel commiato dal suo giornale:

È la conclusione di un ciclo perché la maggioranza del Prc, partito editore del giornale, ha deciso di mettere la parola fine alla storia dell’autonomia e di nominare un commissario politico che garantisca la sottomissione del giornale alla linea del partito e alle sue esigenze. Davvero è un peccato.
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Giustizia ingiusta

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Scrive Piero Sansonetti, a proposito della sentenza della prima sezione del Tribunale sulle violenza commesse alla scuola Diaz, durante il G8 del 2001, che ha assolto i vertici della polizia e condannato alcuni agenti e due soli dirigenti:

Probabilmente è la sentenza peggiore, la più sfacciata, la più arrogantemente ingiusta, che mai sia stata pronunciata da un tribunale italiano della Repubblica. Non si era mai vista una cosa del genere. I vertici della polizia tutti assolti. Gli autori e gli architetti di una pagina tra le più brutte, infami, della storia della polizia italiana, da quando è caduto il fascismo, tutti dichiarati bravi ragazzi. C’è stata solo una condanna, quella contro Vincenzo Canterini che è stato condannato a 4 anni e 3 mesi perché contro la sua partecipazione diretta al pestaggio dei ragazzi della Diaz erano state raccolte troppe prove. Gli altri responsabili di quell’orrore che recentemente è stato definito da un dirigente della polizia come «macelleria messicana», sono stati dichiarati non colpevoli. []

Piero Sansonetti: Viva la Cgil

Piero Sansonetti commenta così, su Liberazione di oggi, la condotta della Cgil nella tormentata vicenda Alitalia:

“L’assenza di una forte opposizione è uno dei problemi più drammatici dell’Italia. Innanzitutto perché sbilancia il sistema democratico, introducendo, automaticamente, degli elementi di «regime». E poi perché rende debolissimii ceti deboli, quasi cancella gli interessi delle classi subalterne, li sacrifica sull’altare di quello che viene chiamato l’interesse generale e in realtà è l’interesse delle classi dirigenti. Non ci vuole molto per capire che le cose stanno così. La tragica sconfitta elettorale della sinistra, l’inconsistenza quasi paradossale del veltronismo, la totale assenza del dipietrismo sulle questioni di fondo (impegnato nel duello di tipo personale con il premier) sono le cause di questa emergenza. In questi giorni, con un certro sollievo, ci siamo accorti che nel quadro «perfetto» di assenza di opposizione (del tutto inedito nella storia della Repubblica) si è verificata una anomalia. Si chiama Cgil. […]”

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Liberazione: Berlusconi? Dieci e lode!

Il quotidiano diretto da Piero Sansonetti dà la pagella al Governo Berlusconi. E le sorprese non mancano, perché il premier ne esce promosso a pieni voti.

“E’ un po’ come dire che le chiacchiere stanno a zero. […] Il metro di giudizio, insomma, non può essere astratto: ha fatto bene, ha fatto male. Il metro è un altro: resi espliciti gli obiettivi, bisogna vedere quanto ci si è avvicinati. E allora Berlusconi merita 10 . Il massimo. Sta realizzando esattamente quanto aveva promesso in campagna elettorale. Nè più, nè meno.
Solo il piddì riesce a dire che il premier sta tradendo le «promesse fatte». Aveva annunciato che avrebbe regolato i conti con la giustizia, ha detto e ridetto che avrebbe sacrificato le libertà personali sull’altare della sicurezza, ha spiegato e rispiegato che avrebbe finito di distruggere il welfare. Ha promesso una nuova stagione di tutele: quelle personali, individuali. Ha vinto e sta facendo esattamente ciò che era previsto. Ed è un dieci omogeneo, da qualunque angolazione la si guardi. Dieci in comunicazione, e zero a chi ancora si affanna a dire che ha vinto solo perché possiede le tv. E dieci in furbizia, ha gettato nelle stagnanti acque dell’opposizione parlamentare un sasso: il lodo Alfano. E ha subito trovato tanti disposti ad abbaiare, ad urlare contro quel provvedimento. Scordandosi di tutto il resto, quel che davvero interessava al premier. Bravo, bravo davvero. […]”

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Piero Sansonetti: chiedete scusa a Mara Carfagna

Scrive Piero Sansonetti su Liberazione:

“Il titolo che avete appena letto, e la prima parte di questo articolo, faranno inorridire alcuni dei nostri lettori. I quali, naturalmente, protesteranno. Ma non c’è niente di male nel dissenso tra un giornale e una parte dei lettori, direi anzi che è esattamente la caratteristica originale di «Liberazione», l’originalità che fa essere questo giornale diverso dagli altri, proprio perché è scritto e letto da persone che pensano con la propria testa, che sono libere, che non hanno pregiudizi e che amano confrontarsi e discutere anche animatamente, e avere pareri diversi. Domani pubblicheremo nella pagina delle Lettere i giudizi dei lettori che dissentono.

Tutta questa premessa per dirvi che sento di dovere esprimere solidarietà all’onorevole Mara Carfagna. Ho giudicato volgari, gratuiti e del tutto inaccettabili gli insulti che le sono stati rivolti dal palco di piazza Navona l’altra sera, e ho giudicato molto grave il fatto che gli organizzatori della manifestazione girotondina – molti dei quali: molti, certo non tutti – stimo e considero amici, i quali si sono scusati con Giorgio Napolitano per gli insulti di Beppe Grillo, non si siano sentiti in dovere di scusarsi in modo formale e pubblico con l’onorevole Carfagna.

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