Processare Assange negli USA? Impossibile

Federico Rampini, da sempre attento osservatore della realtà USA, osserva sul suo blog che è improbabile che la giustizia USA riesca a processare Assange, come pure vorrebbe con tutte le sue forze:

[…] almeno se lo si vuole incastrare per la divulgazione dei dispacci del Dipartimento di Stato. Lungo e argomentato intervento di un grande giurista, Baruch Weiss, sul Washington Post dimostra che perfino se venisse deportato in America, il capo di WikiLeaks avrebbe buone probabilità di uscire indenne da un processo. Weiss, che è stato giudice federale e ha lavorato anche per la Homeland Security, è uno dei massimi avvocati esperti di crimini dei colletti bianchi. Analizzando la giurisprudenza sul Primo Emendamento, le leggi sulla divulgazione di segreti di Stato, e la vaghezza del “danno” reale provocato finora da WikiLeaks, Weiss sostiene che al governo Usa conviene non provarci nemmeno.

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Baricco: aboliamo i finanziamenti al teatro/1

Alessandro Baricco ha sostenuto, in un lungo articolo apparso ieri su Repubblica che sostenere spettacoli, festival, eventi non dovrebbe essere obiettivo primario del finanziamento pubblico; meglio dirottarlo sulla formazione di un pubblico consapevole che oggi è a scuola e davanti alla televisione. Dunque finanziamo scuole e tv invece dei teatri.

È successo di tutto, ovviamente, e il buon A.B. è finito sulla graticola.

Spot “pseudo hippy” Tim: interpellanza alla Camera

… Sul serio.

Queste le critiche sollevate da alcune parlamentari:

«Promuove una sessualità irresponsabile»

«In tv il nascituro viene ridotto al prodotto del gioco di una notte»

Più che altro, mi sembra un’altra conferma dell’inarrestabile deriva di idee dei pubblicitari: vedi anche la rappresentazione pacchiana di una comune hippy, felicemente insediata in una specie di discarica…

Poveri hippy, sfruttati per fini consumistici! Un brutto paradosso, e un’amaro segno dei tempi.

Renzo Piano e l’eredità difficile di Le Corbusier

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In questi giorni Renzo Piano è nell’occhio del ciclone in Francia. Il progetto del grande architetto per una serie di insediamenti accanto alla cappella di Notre-Dame du Haut a Ronchamp, uno dei capolavori di Le Corbusier, sta incontrando opposizioni feroci.

Dice Piano: “Siamo di fronte a un sussulto accademico-conservatore e a una crisi di anticlericalismo”.

E ancora, su Le Corbusier: “È un grande maestro: ancora studente all’università andavo in pellegrinaggio alla sua ‘Unità di abitazioni’ a Marsiglia. Spesso (ci sono stato almeno dieci volte) tornavo ammirato a visitare la Cappella di Ronchamp e così pure il Convento di Sainte-Marie-de-la-Tourette. Non ci si confronta con i grandi, ciascuno deve fare il proprio lavoro con umiltà, con la propria professionalità.”

(via La Stampa)