È uscito AlieNation, l’album fantasma dei Rockets

 

Una segnalazione per i tanti, brizzolati nostalgici della musica fine anni ’70: a sorpresa è stato da poco pubblicato AlieNation, l’album “fantasma” dei Rockets.

Per chi non la ricordasse o non la conoscesse per ragioni anagrafiche, i Rockets sono una band francese che tra gli anni ’70 e i primi anni ’80 ha goduto di enorme successo con brani come On the road again, Electric delights, Galactica e molti altri. AlieNation fu inciso tra la fine del 1980 e l’inizio del 1981 ma la sua uscita fu cancellata. Sul disco suonano i componenti originali della band al gran completo: Alain Groetzinger, Alain Maratrat, Christian Le Bartz, Fabrice Quagliotti e Gerard L’Her.

Ascoltare questo lavoro, al di là della sua qualità artistica, è un po’ come compiere un viaggio nel tempo, riascoltando atmosfere e sonorità che rappresentano una sorta di istantanea sonora della musica di ben quarant’anni fa, subito prima che esplodesse il movimento New Romance capitanato da band come Duran Duran, Spandau Ballet e per certi versi anche gli Ultravox di Midge Iure.

 

1971, l’anno che cambiò tutto

I vari servizi di streaming, com’è noto, propongono perlopiù film e serie televisive e stanno rapidamente cambiando le abitudini di milioni di (ex?) telespettatori, dalla fruizione dei film in sala alla visione dei programmi trasmessi dalla televisione generalista. Spesso le nuove generazioni semplicemente non concepiscono più l’idea di sottostare a orari e luoghi determinati per vedere film, telefilm e ascoltare musica. Il nuovo che avanza? Chissà.

Ma, a esplorare a fondo i cataloghi a volte sterminati di questi servizi – a volte si trascorrono decine e decine di minuti navigando tra titoli e categorie, col risultato paradossale di non vedere poi nulla per aver esaurito il tempo libero a disposizione – si possono scoprire altre tipologie di contenuti. Come ad esempio i documentari musicali.

Uno tra i migliori è a mio avviso 1971, disponibile su AppleTV+: 7 puntate realizzate con cura certosina, contenenti video, immagini, filmati, brani spesso rarissimi. Il tutto accompagnato da una narrazione precisa ma mai noiosa.

La scheda dell’opera:

In un’epoca tumultuosa, segnata da profondi cambiamenti politici e culturali, il 1971 fu un anno di innovazione e rinascita per la musica. Mentre le star già affermate raggiungevano nuove vette, nuovi nomi invasero la scena scardinando i confini del panorama musicale.

Addio a Ric Ocasek dei Cars

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Cars lead singer Ric Ocasek, who died in New York on Sunday, performs at the Rock and Roll Hall of Fame in 2018. Photograph: David Richard/A

La settimana si apre purtroppo con una di quelle notizie che proprio non vorresti leggere: Ric Ocasek, front-man e cantante dei Cars, è stato trovato morto nel suo appartamento di Manhattan.

Settantacinquenne, Ocasek aveva composto la maggior parte dei successi della band che proprio l’anno scorso era stata inserita nella prestigiosa Rock and Roll Hall of Fame.

Chi, come il sottoscritto, ha vissuto gli anni ’80, non può che essere addolorato da quest’ennesima perdita. Si direbbe che un’intera generazione di artisti sta letteralmente svanendo.

Voglio ricordarlo con quello che forse è il brano più celebre della band, la hit Drive.

Addio a Mango

mango

Ieri sera, durante un concerto, si è purtroppo fermato il cuore di un artista che ho molto amato in passato, Mango. Il suo era un pop sofisticato, mai banale: come giustamente ha osservato Ernesto Assante su Repubblica, era un rockettaro “prestato” al Pop.

Ogni cantante o attore di teatro, lo sappiamo, vorrebbe concludere il proprio transito terreno così, ma rimane comunque il rimpianto per una vita che si è spenta troppo presto. Ho tratteggiato un breve, commosso ritratto del grande artista sul blog magazine Graphomania.