Addio a Philip Roth

philiprothrivelato-1024x538E così, mentre gli illustrissimi membri dell’Accademia di Svezia sono alle prese con scandali più o meno beceri e imbarazzanti – com’è noto, quest’anno il Nobel per la Letteratura è ignominiosamente saltato – dopo aver assegnato in passato il premio a personaggi a dir poco discutibili, il grande Philip Roth ci lascia.

Dopo la scomparsa di Saul Bellow, Norman Mailer e, proprio pochi giorni fa, anche di Tom Wolfe, il mondo della cultura sembra aver perso le sue voci più autorevoli.

Col cuore davvero affranto, ho abbozzato un breve ricordo di Roth qui.

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Stranezze da… Nobel!

C’è chi mi rimprovera bonariamente una scarsa varietà nei miei post, nel senso, che, gira che ti rigira, tendo a dedicarmi sempre agli stessi argomenti: la scrittura, i libri, la musica, i nuovi media.

Ebbene sì, lo ammetto, le accuse sono più che fondate, come… comprovato ad esempio dalla riflessione sull’andamento – ma dovrei dire andazzo – del Premio Nobel per la letteratura scritta di recente per il blog-magazine GraphoMania.

Think different, Rai!

In questi giorni sulle reti di Mamma (o matrigna, fate voi) Rai impazza uno spot che invita a rinnovare l’abbonamento al servizio radiotelevisivo.
E fin qui nulla di anomalo, a parte l’anomalia “congenita” dell’obbligo di pagare il canone. Ma questo è un altro discorso e temo di scatenare una “flame war” che potrebbe infuriare per giorni, se non mesi…

C’è un altro aspetto che stona, in quel pur gradevole filmato: l’essere molto – direi troppo – simile al celeberrimo e pluripremiato spot Think Different di Apple, la cui voce narrante nella versione italiana apparteneva al Premio Nobel Dario Fo.

Qui di seguito riporto i due spot. Giudicate voi.