Quale futuro per la Serbia?

Geopolitica.info intervista Jasmina Tesanovic, giornalista e scrittrice (e molte altre cose ancora…) serba.

Un frammento:

Riuscirà la Serbia a ricostruirsi finalmente un’immagine rispettabile, dopo anni di buio internazionale, dovuto a personaggi quali Milosevic o, risalendo indietro nel tempo, lo stesso Tito?
«Credo che sia sulla via buona, anche se è facile che venga distratta da qualche nuova sbandata autoritaria… Qui non si sa mai, non esiste ancora lo stato legale per assicurarci la vita normale garantita. Ma esistono grande energia e voglia di vivere, specialmente tra i giovani che sono cresciuti in guerra e sotto il peso delle sanzioni
».

Peace Reporter di settembre

È uscito il nuovo numero di Peace Reporter. Contiene, tra l’altro, una testimonianza dalla Serbia di Jasmina Tesanovic, “Serbia, vivere tra i fantasmi”: il racconto di tredici anni di vita gomito a gomito con il criminale di guerra Karadzic, alias Dragan Dabcic.

Il sommario.

Avere per vicino Dragan Dabic, anzi Karadzic

Jasmina Tesanovic

Jasmina Tesanovic

Ricordate la vicenda paradossale dell’ex leader serbo-bosniaco Radovan Karadžić, nascosto “alla luce del sole” nella stessa Belgrado sotto mentite spoglie, con l’identità del medico “New Age” Dragan Dabic? Ebbene, c’è chi l’ha avuto, suo malgrado, per vicino, come mi ha raccontato Jasmina Tesanovic, protagonista dell’incredibile vicenda, in questa intervista, realizzata per PeaceLink.

Intervista a Richard Gere: i giornalisti erano già sulle tracce di Karadzic

The Hunting Party

The Hunting Party

A volte la realtà supera la fantasia. Poche settimane fa è stato distribuito nel nostro Paese il film «The Hunting Party», diretto da Richard Shepard, nel quale un reporter televisivo, Simon Hunt, interpretato da un efficacissimo Richard Gere, dava la caccia a Sarajevo alla «Volpe», ossia Radovan Karadzic, il criminale di guerra più ricercato in Bosnia.

Il Corriere della Sera ha intervistato l’attore americano, da anni impegnato sul fronte dei diritti delle minoranze etniche e religiose (specialmente a favore dei monaci tibetani):

Che cosa ha pensato leggendo dell’ arresto e della falsa identità dietro la quale si nascondeva Karadzic?
«Ho ricordato come, sia pure nella finzione del copione, basato su un articolo pubblicato da Esquire e scritto da Scott Anderson (“What I Did on My Summer Vacation”), i giornalisti del film si fossero messi sulle tracce di Karadzic molto, molto tempo prima di quanto ora è accaduto. Oggi a me, nel mondo intero, interessa lo scenario post bellico più delle colpe dei criminali di guerra di un passato le cui ombre si proiettano nel presente. Nel film si affrontava anche l’ ingiustizia, direi una forma di violenza, consumata dalla comunità internazionale, che non voleva catturare questi criminali. Oggi mi chiedo: quanti giovani sanno che cosa hanno rappresentato stragi, massacri direi, come quella di Srebrenica avvenuta nel luglio del 1995? E quanti si chiedono: “Che cosa fece a quei tempi la comunità internazionale?”.

Le brutali repressioni sono ovunque e, naturalmente, penso anche al Tibet e all’ inconscio degli esseri umani che nasconde baratri di violenza». Perché nel film «La Volpe» non ha il nome del vero criminale?
«Perché la verità nel cinema ha anche bisogno di fiction per una maggiore libertà. Tuttavia, leggendo le cronache del potere di un tempo di Karadzic e di Ratko Mladic, il nostro film resta, ieri come oggi, solo un affresco, pallido, sfocato, rispetto all’ orrore quotidiano di stragi e genocidi. Mi auguro che l’ apatia di tanti oggi venga cancellata da quello che “finalmente” rappresenta l’ arresto di Karadzic».

Segue

Karadzic arrestato

L’ex leader dei serbo-bosniaci, Radovan Karadzic, è stato arrestato ieri sera, dopo una latitanza protrattasi per tredici anni.

Karadzic è ritenuto responsabile di genocidio per l’assedio di Sarajevo, durato 43 mesi e costato la vita a 12.000 persone, e per la strage di Srebrenica del 1995, che ha portato al massacro di circa 8.000 musulmani.

Pare lavorasse a Belgrado sotto falsa identità, irriconoscibile nell’aspetto, come medico. Paradossi della storia.

In occasione dell’arresto di Radovam Karadzic, Crimeblog dedica oggi un interessante articolo a Jasmina Tesanovic e al suo ultimo libro, “Processo agli Scorpioni”, dedicato proprio ai terribili fatti di Srebrenica.

(post modificato il 22-07-08 alle 16.10)