La notte che uccisi Jim Morrison recensito su Nuove Pagine

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Il sito letterario Nuove Pagine rivolge di nuovo la sua attenzione al lavoro di questo imbrattacarte, recensendo il romanzo La notte che uccisi Jim Morrison, pubblicato lo scorso anno da Dunwich Edizioni.

Qui il link per leggere la recensione (per fortuna positiva!).

Literaid segnala La notte che uccisi Jim Morrison

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Nuova segnalazione per La notte che uccisi Jim Morrison: stavolta è il turno del blog del service letterario Literaid (che peraltro consiglio, a chi si azzarda a navigare tra i pericolosi flutti dell’editoria).

Questo il link diretto al post:

http://literaid.wordpress.com/2013/11/22/we-remember-your-name/

La notte che uccisi Jim Morrison

La notte che uccisi Jim Morrison

Si dice che l’assassino torni sempre sul luogo del delitto. Mutatis mutandis – ma non troppo, come capirete presto – anche il romanziere non sfugge alla regola, nel senso che spesso riprende in mano personaggi o storie già trattati in passato. In questo senso qualche critico malevolo mantenendo la metafora “criminale” potrebbe definire lo scrittore in questione un assassino seriale…

Anch’io, nel mio piccolo, sono tornato sulla scena del crimine.

… Letterario, s’intende. A qualche anno di distanza dalla pubblicazione di Nessun Futuro, romanzo nel quale indagavo sulla morte della rockstar misteriosamente scomparsa Phil Summers, torno a occuparmi di misteri legati al mondo del Rock. Lo faccio ne La notte che uccisi Jim Morrison, una novella pubblicata direttamente in ebook per i tipi di Dunwich Edizioni.

Sono in molti a non credere alla morte del celebre front-man dei Doors. Indizi discordanti, prove poco… probanti, indagini condotte in maniera approssimativa.
Lungi dal voler fornire la verità su una delle morti più misteriose della storia del Rock, ho provato a immaginare come potrebbero essere andate le cose, basandomi anche sulle testimonianze e sulle dichiarazioni rilasciate dagli altri membri della band.

Ma il legame con Nessun Futuro è dato anche dalla presenza nel racconto di un personaggio chiave di quel romanzo. Alludo a Frank Colan, celebre fotografo rock che in quel di Parigi, una mattina di giugno del 1980 s’imbatte in una presenza inspiegabile e a dir poco inquietante…

Ray Manzarek: Jim Morrison è vivo

Ray Manzarek, tastierista e co-fondatore, assieme all’amico Jim Morrison, dei mitici Doors, tempo fa ha confidato al Daily Mail i suoi dubbi sulla morte di Jim. Il quale non sarebbe morto per collasso cardiaco nel 1971, ma avrebbe invece inscenato la sua morte per rifugiarsi alle Seychelles.

“I often wonder if his death has been an elaborate charade. Jim was a restless soul, always looking for something else in life, and even six years of success – and excess – with The Doors hadn’t been enough for him. A year earlier, he had shown me a brochure for the Seychelles and said: ‘Wouldn’t this be the perfect place to escape to if everyone believed you were dead?’

At the time, I never thought anything of it. Jim was a real wild man who was always coming up with crazy ideas. But he was also very smart.

When I got the call from our manager to say he had died in Paris, I was in California. We had just released LA Woman, and Jim was having a sabbatical while we planned our next tour. […]”

Anni fa un grafico francese, Jacques Rocard, pubblicò una sorta di diario, Jim Morrison vivo!, nel quale sosteneva di avere incontrato diverse volte Morrison, nel corso del 1980.

Il tema delle cosiddette false morti nel mondo dello show biz, e del Rock in particolare, è ricco di spunti e suggestioni. Le stesse che, in parte, hanno ispirato il romanzo Nessun Futuro, incentrato sulla morte misteriosa di Phil Summers, leader di una celebre grunge band degli anni ’90.