Recensioni? Ebbene sì, si ricomincia

La notte che - Scommessa a Memphis

Dopo la parentesi estiva – anche se, almeno qui nel Lazio l’estate non accenna a scemare, il che, detto inter nos, non mi dispiace – riprende il piacevole flusso di recensioni del romanzo breve La notte che uccisi Jim Morrison, uscito lo scorso anno e disponibile sia nel tradizionale formato cartaceo che in eBook.

Stavolta è il turno dei blog di Diana Mistera e di Daniele Cutali, che ringrazio di cuore.

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D-Doomsday, distopie italiane

D-Doomsday

D-Doomsday

Il blog magazine Graphomania recensisce D-Doomsday, antologia di racconti post-apocalittici pubblicata in duplice formato – il tradizionale cartaceo e il digitale, in eboook multiformato libero da DRM – da Ciesse Edizioni. La recensione non manca di sottolineare un aspetto importante, la nutrita presenza femminile tra le fila degli scrittori che hanno partecipato al progetto:

Curiosando tra i vari brani di D-Doomsday scoprirete che molti dei racconti, e questo per me è un bonus, sono opera di scrittrici italiane. In ogni caso, sarete piacevolmente colpiti dalla varietà dei registri narrativi e dai toni più leggeri o più crudi usati dagli autori per raccontare la loro particolare versione dell’apocalisse.

Non una storia banale

kurt cobain

Bravi Autori recensisce il romanzo Nessun Futuro.

Un piccolo estratto dalla recensione:

Non una banale storia, ma un unirsi consapevole di personalità complesse, che difficilmente si lasciano intrappolare dalle convenzioni e dagli stereotipi; una storia avulsa da perbenismi, con tutte le ordinarie insofferenze che umanizzano i personaggi rendendoli quanto mai credibili. “Nessun futuro” è uno spaccato sulla società del consumismo, sull’apparire piuttosto che sull’essere, somministrato in maniera sottile ma incisiva, anche quando, quasi “di striscio”, accenna alle colonizzazioni camuffate da evangelizzazioni al solo scopo di sottomettere e distruggere interi popoli e la loro civiltà, come ad esempio gli Indiani d’America. La voce narrante compie un viaggio interiore oltre che fisico, e che sia femminile non è un caso: le sfaccettature, i pensieri inespressi, le piccole contraddizioni vengono colte diversamente dalla sensibilità della donna. Il linguaggio è asciutto, privo di orpelli, ma allo stesso tempo ricercato, i personaggi ben delineati, la storia è complessa ma strutturata in maniera lineare. Continua a leggere

Memorie a perdere, la recensione dell’A.N.P.I. di Brescia

L’A.N.P.I. di Brescia così commenta il libro Memorie a perdere:

In questo libro è sottesa una tesi che rilancia una serie di riflessioni al lettore, una provocazione interessante e senza mezzi termini: la sconfitta di un’idea, di un sogno di cambiamento. In realtà il cambiamento c’è stato, ma è un deserto fatto di “non sentimenti”, di “non rapporti”, di violenza.

(segue)

Aspects recensisce Memorie a perdere

Mentre prosegue implacabile il conto alla rovescia per l’uscita del romanzo Nessun Futuro, Il mensile on line Aspects recensisce Memorie a perdere, la raccolta di racconti uscita lo scorso anno.

Un estratto:
È con mano decisa e piglio esperto che lo scrittore tratteggia i suoi personaggi. Leggendo i tredici racconti sembra di assistere alla creazione di un plastico, di una scultura che si sviluppa con sobria armonia ai nostri occhi man mano che si prosegue nella lettura.

Da principio sono i personaggi a prendere forma, e Milani li delinea con la maestria di un consumato artista. Ne descrive l’aspetto, le forme, scava dentro di loro a rivelarne le loro inquietudini, i loro pensieri fino a dargli una plasticità ed una vita tale da sembrare reali, come il contesto e le storie in cui sono implicati, storie di ordinarie allucinazioni.

Ma è una scrittura fluente e leggera quella di Milani, che non stanca mai, che anzi coinvolge ed intriga per la capacità dello scrittore di toccare anche le corde più profonde con il tocco lieve di una farfalla

Sul Romanzo recensisce Memorie a perdere

Un buon rimedio contro il logorio post-vacanze: una recensione nuova di zecca del mio libro Memorie a perdere, scritta con grande acume da Alessia Mocci di Sul Romanzo.

Un piccolo estratto:

Le tematiche utilizzate dall’autore sono estremamente variegate, infatti si passa dalla guerra e contestazione etica del potere degli Stati Uniti (“Abu Ghraib”) all’ultimo giorno di lavoro di due uomini della stessa età che casualmente si incontrano (“Ultimo giorno di lavoro”), dalla partita del Bayern Monaco contro la Dinamo Tbilisi (“Novantesimo”) ad un fatidico incidente rientrando ubriachi a casa (“A pochi minuti da casa”), da una storia d’amore ormai terminata (“Se ti scrivo”) ad un gruppo di ragazzi e ragazze che si rovinano la vita (“Senza freni”). Ed ancora troviamo nella silloge una donna che in un centro commerciale ruba un mascara (“Discrezionalità”), una figlia che ricerca il rapporto con il padre (“Figlia”), la storia di un quadro che si muove la notte (“Quadro”), un ristoratore che intavola discorsi fittizi sulle sue immaginate avventure per rendere interessati i suoi clienti (“Van Damme”), un gruppo di militari che nasconde le sbornie del loro superiore (“Quella notte sull’altana”), un’amicizia che non riesce ad affermarsi come tale (“Rilassati!”), un programma televisivo un po’ particolare (“Real TV”).

“Critica Letteraria” recensisce “Memorie a perdere”

Critica Letteraria

E quando pensi che ormai non usciranno altre recensioni del tuo libro, che in fondo è uscito quasi un anno fa, sei piacevolmente costretto a ricrederti.

È di oggi infatti una nuova recensione di Memorie a Perdere, firmata da Rodolfo Monacelli per Critica Letteraria, un blog letterario di quelli “tosti”, e che mi ha davvero sorpreso ed emozionato, scrivendo tra l’altro a proposito della mia raccolta di racconti:

[…] Il significato ultimo di questa raccolta di racconti, scritti in un italiano semplice e comune ma senza finti popolarismi, crediamo, non è tanto la descrizione dell’assurdita o al contrario della naturalezza di certi personaggi, ma la descrizione di un mondo in cui l’individuo vive ormai totalmente isolato ed abbandonato a se stesso. Riteniamo dunque di avere scoperto un potenziale grande narratore, augurandoci che ci possa confermare questo breve giudizio in un futuro romanzo scrostando la letteratura italiana dal biografismo e dal semplicismo. Ne ha tutte le qualità. […]