Siamo tutti manager (anche i ministri…)

di Carlo Santulli

Conosco molte persone che hanno la passione per le ferrovie. Perché ce l’ho anch’io, e, tempo e vita permettendo, è bello a volte frequentare le persone che condividono qualcosa con noi.
Alle volte però mi stupisco, perché sempre più spesso, li sento ragionare come dei manager. Sapete, i manager, quelli che…“le cose si potrebbero fare, però non ci sono i soldi, e poi non conviene”.

Sul lavoro, capisco che possa essere necessario pensare in questo modo: nel tempo libero, ed anche in passatempi come questa cosa strana e un po’ bizzarra delle ferrovie (strana e bizzarra per i non-adepti, ovviamente), mi sembra curioso, interessante. E’ come se ci piacesse molto una ragazza che sappiamo da segni certi ricambia il nostro sentimento e, non avendo niente di particolare da fare, decidessimo, senza nessuna costrizione esterna, cioè liberamente, di starcene chiusi in casa, da soli e un po’ tristi.

Faccio un esempio pratico: io, se fossi ministro dei trasporti, farei ricostruire anche il tram di Ferentillo, prolungandolo fino a Visso, facendolo incrociare a Sant’Anatolia con la rediviva linea Spoleto-Norcia, di cui discuterei se fargli valicare l’Appennino, incontrando ad Ascoli Piceno la linea che sale da San Benedetto del Tronto. (È evidente che non avrò mai tale carica).
Certo, poi ci sarebbe qualche manager che mi accuserebbe di sprecare soldi, perché la Valnerina è stretta e non esageratamente popolata, poi anche gli ambientalisti sarebbero contro di me (mentre se avessi costruito un’autostrada, non troverebbero nulla da eccepire: mi arrogo il diritto a tre cattiverie, e questa è la prima), e figuriamoci gli automobilisti, i sindaci, eccetera.
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Paura? Sì, dell’immobilismo

Roberto Vacca

Roberto Vacca

Qui di seguito potete leggere un brillante articolo di Roberto Vacca, già apparso su IlSole24ORE con il titolo “Abbasso le chiacchiere viva la scienza”. Per usare le parole dello stesso Professor Vacca, “il pezzo contiene cose ovvie, che però vengono ignorate e disattese”.

Paura? Sì, dell’immobilismo

di Roberto Vacca

© IlSole24ORE

Secondo certi sondaggi la maggioranza degli italiani ha paura di: violenza, disastri ambientali, crisi economica. Sembra che pochi temano una guerra nucleare. Queste risultanze mostrano che la metodologia usata è difettosa – oppure che la popolazione percepisce la realtà in modo distorto. Continua a leggere