È uscito AlieNation, l’album fantasma dei Rockets

 

Una segnalazione per i tanti, brizzolati nostalgici della musica fine anni ’70: a sorpresa è stato da poco pubblicato AlieNation, l’album “fantasma” dei Rockets.

Per chi non la ricordasse o non la conoscesse per ragioni anagrafiche, i Rockets sono una band francese che tra gli anni ’70 e i primi anni ’80 ha goduto di enorme successo con brani come On the road again, Electric delights, Galactica e molti altri. AlieNation fu inciso tra la fine del 1980 e l’inizio del 1981 ma la sua uscita fu cancellata. Sul disco suonano i componenti originali della band al gran completo: Alain Groetzinger, Alain Maratrat, Christian Le Bartz, Fabrice Quagliotti e Gerard L’Her.

Ascoltare questo lavoro, al di là della sua qualità artistica, è un po’ come compiere un viaggio nel tempo, riascoltando atmosfere e sonorità che rappresentano una sorta di istantanea sonora della musica di ben quarant’anni fa, subito prima che esplodesse il movimento New Romance capitanato da band come Duran Duran, Spandau Ballet e per certi versi anche gli Ultravox di Midge Iure.

 

AGF – Delay: l’intervista

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In occasione della recente pubblicazione di Symptoms, nuovo album della coppia Agf/Delay, grazie ai buoni uffici di Meike Nolte, infaticabile PR della BPitch Control di Ellen Allien, ho raggiunto i coniugi Ripatti. Per l’occasione Antye Greie, o Agf se preferite, si è trasformata in spigliata portavoce del duo (si sa, dei due Delay è il più riservato…).

L’intervista

Immolate Yourself, non solo il titolo di una canzone

A volte il destino ci riserva terribili sorprese, e il semplice titolo di un brano – Immolate Yourself – può assumere un signicato profetico, sinistro. È il caso della tragica scomparsa di Charles Cooper, dei Telefon Tel Aviv, band USA tra le più interessanti nel panorama della musica elettronica contemporanea.

Per una perversa coincidenza, ero in contatto con il loro PR: avremmo dovuto realizzare a breve un’intervista. Ieri all’ora di pranzo ci scambiamo alcune mail  per prendere accordi sulle modalità di realizzazione della cosa: tutto bene, ci aggiorniamo a presto. A metà pomeriggio ricevo una nuova mail del PR: “Sorry, amico mio, dobbiamo cancellare tutto. C’è stata una tragedia, e Charlie è morto.”

I Telefon Tel Aviv erano attesi a febbraio in Italia per un breve tour promozionale, in occasione del lancio del nuovo, eccellente, disco, Immolate Yourself, appunto.