Addio a Chuck Berry, demiurgo del rock

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È scomparso ieri, alla veneranda età di 90 anni, Chuck Berry. Il suo nome forse non dirà molto alle nuove generazioni, ma non è esagerato affermare che senza la sua musica non esisterebbe il rock.

Il il rock’n roll e il blues come li conosciamo oggi sono in un certo senso nati con lui, oltre che naturalmente con la sensualità e l’energia del primo Elvis Presley. E gruppi come i Rolling Stones di Keith Richards, i Beatles (leggi cosa dice Paul Mccartney in proposito), i Beach Boys e i Doors hanno tutti attinto a piene mani al sound inconfondibile della chitarra di Chuck.

Di Chuck Berry, vero e proprio prototipo della figura della rockstar dalla vita tormentata ma anche, sia pure a fasi alterne, di grandissimo successo, John Lennon aveva detto:

Se volete chiamare il rock in un altro modo chiamatelo Chuck Berry.

Addio, Chuck: continua a suonare i tuoi magici riff lassù, magari assieme al tuo fedele discepolo John.

Quello che potete vedere qui sotto è un raro video che mostra proprio Chuck Berry e John Lennon assieme, in una versione atipica della celeberrima Johny B Good.

last update 25-03-2017

Nessun Futuro, finalmente l’eBook!

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Erano anni, praticamente dal giorno della prima uscita in cartaceo, che i lettori reclamavano a gran voce la versione in eBook di Nessun Futuro, romanzo cult per chi ama il rock, il mistero e il sovrannaturale. Ora finalmente ci siamo. È infatti disponibile da qualche giorno l’edizione digitale, per l’occasione riveduta e corretta – edita da Dunwich Edizioni – del libro.

La trama in breve:

La vicenda si svolge verso la fine del 2001 – un anno spartiacque per la storia dell’umanità, basti pensare alla tragedia delle Torri Gemelle, evento richiamato anche nel libro – ma è popolata da storie e personaggi, tutti rigorosamente rock, provenienti da varie epoche: dall’indimenticabile Jim Morrison ai Beatles, ai Rolling Stones. Non manca neanche qualche illustre cameo: un nome per tutti, il Duca Bianco, David Bowie.

C’è chi ha letto in Nessun Futuro una sorta di riscrittura della vita, troppo breve e tormentata, di Kurt Cobain: chi può dirlo? L’autore sembra essersi divertito a mescolare reale e fittizio in un continuo alternarsi di luci e ombre. Del resto la vita stessa a volte può rivelarsi un gioco di specchi, dunque perché stupirsi? Lasciamo allora cadere il muro dell’incredulità e abbandoniamoci all’adrenalinico assolo di uno dei pochi “scrittori rock” del nostro Paese.

Nessun Futuro, il ritorno del grunge

Nessun futuro è un romanzo a cui la categoria di romanzo va stretta. Potremmo chiamarlo romanzo/backstage, visto che descrive una storia che si svolge negli ultimi mesi del 2001 ma in cui magicamente si affaccia mezza storia del rock, dai Beatles al fantasma di Jim Morrison alla urban legend della “finta morte” di certe rock star, dai Police ai Rolling Stones.

Ma in realtà Nessun futuro sfugge a qualsiasi classificazione: come il vero rock, in fondo. E come il vero rock, ci trascina con sé e ci trasporta nel suo mondo. Lo fa attraverso l’io narrante, Kathy Lexmark, giornalista televisiva ultratrentenne, con un divorzio alle spalle e un futuro professionale quanto mai problematico. E lo fa lasciando aleggiare sempre sullo sfondo la sensazione che stia per succedere qualcosa, e poi qualcos’altro, e poi ancora qualcos’altro, in un crescendo vorticoso di suspense e adrenalina.