Holmes – House, protagonisti a confronto

Holmes House

Approda molto opportunamente al formato eBook un saggio di grande interesse, piacevolissimo da leggere, già apparso qualche tempo fa in cartaceo: Holmes House: Protagonisti a confronto, di Alessia Martalò.

La scheda dell’opera:

Uno è il più celebre investigatore di tutti i tempi, nato dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle. È uno dei primi detective della storia della letteratura a fare del suo metodo di indagine (rigoroso, scientifico e riproducibile) la sua arma vincente.
L’altro è un medico della tv, burbero, misantropo e scontroso, ma geniale. Si rifà al primo personaggio il quale, a sua volta, prende spunto da un medico contemporaneo di Conan Doyle… e il cerchio si chiude.
Ma quali sono i tratti in comune tra Sherlock Holmes e il Dottor House? Al di là di quelli più palesi che tutti noi abbiamo potuto intuire?
Il metodo scientifico alla base del ragionamento è solo il più evidente, ma ci sono tanti altri aspetti che rendono House e Holmes più simili di quanto pensiamo. A cominciare proprio dai nomi dei due personaggi e dalla catena di concetti che generano: House – Home – Homes – Holmes.

Annunci

Esce Livello Scarlatto – Cult Movies dell’Horror italiano

livello_scarlatto_239x330

L’editore digitale Mezzotins Ebook prosegue il suo viaggio nell’horror d’autore. Dopo la narrativa de L’Incubatrice di Paolo D’Orazio, Black Tea di Samuel Marolla e Protocollo Stonehenge del duo horror Danilo Arona & Edoardo Rosati, la casa editrice romana si sposta verso la saggistica e l’approfondimento con Livello Scarlatto – Cult Movies dell’Horror Italiano di Antonio Tentori.

Un saggio/reference book dedicato al cinema horror italiano, una selezione di oltre 70 film. Singole schede per ogni opera con trama, commento e informazioni. Un suggestivo itinerario attraverso il cinema italiano dell’orrore in tutte le sue variazioni. Dalla personale scelta di Tentori, Livello Scarlatto presenta film divenuti di culto, emerge un mondo visionario e delirante, un genere importante che continua a
influenzare il cinema di altri Paesi. L’opera segna l’esordio della collana Riflessi (dedicata a saggistica su cinema e letteratura), diretta da Danilo Arona.

Livello Scarlatto racconta il cinema italiano dell’orrore attraversandone visionarietà, terrori sovrannaturali, paure metafisiche, orrori lovecraftiani, splatter e atrocità, poesia crepuscolare, apologhi sociali, erotismo perverso, humour nero e comicità demenziale. E poi i personaggi: streghe, vampiri, fantasmi, mad doctors, licantropi e lupe mannare, sadici carnefici, zombi e cannibali, indemoniate e anticristi, demoni e spettri. Accanto ai maestri riconosciuti del genere (Mario Bava, Freda, Margheriti, Argento, Fulci, Massaccesi, Lamberto Bava, Soavi) sono segnalate opere di autori solitamente non legati al genere (Avati, Cozzi, Dallamano, Landi, Majano), registi specializzati nei vari filoni del cinema italiano (De Martino, Mattei, Fragasso, Di Silvestro, Batzella, Garrone, Andrea Bianchi, Marino Girolami), e cineasti emergenti (Albanesi, Zuccon). Altri autori, invece, appartengono più strettamente al gotico (Ferroni, Pupillo, Polselli, Caiano, Mastrocinque, Heusch) o al cannibalico (Deodato).

Il libro, che contiene una prefazione di Sergio Stivaletti, l’introduzione di Danilo Arona, illustrazione di copertina di Vincent Chong e due illustrazioni interne di Daniele Serraè disponibile dal 30 settembre in tutti gli estore e sul sito di Mezzotints Ebook al prezzo di €€ 2,99, e in prevendita fino al 29 settembre, sul solo store di Mezzotints, a € 2,49.

L’autore
: Antonio Tentori. Ha scritto sceneggiature per Fulci, Argento, Massaccesi, Mattei, Stivaletti, Pastore, Tagliavini. Ha divulgato il cinema italiano di genere attraverso numerosi libri, scritti con l’amico Antonio Bruschini. Ha pubblicato racconti in antologie noir e horror (Stampa Alternativa, Mondadori, Bietti, Cut Up).

Per ulteriori informazioni e booktrailer si veda la pagina dedicata sul sito di Mezzotints Ebook : http://www.mezzotints.it/scarlatto.html

Il mestiere di leggere

http://blog.graphe.it/wp-content/themes/arthemia-premium/scripts/timthumb.php?src=/http://blog.graphe.it/wp-content/uploads/2012/11/Il_mestiere_di_leggere.jpg&w=180&h=300&zc=1&q=100Un libro prezioso per chi ama – ma anche per chi fa fatica – leggere: Il mestiere di leggere. Si tratta di un saggio lucido, ironico, di elevato livello culturale, ma capace di incuriosire e allo stesso tempo far tirare un sospiro di sollievo al lettore meno esperto, talvolta a disagio per il pontificare esagerato dei cosiddetti critici.

Troppo spesso infatti la letteratura ci costringe a concentrarci sullo scrittore, sulla sua biblioteca, sul luogo viene ritratto, o addirittura sulla sua scrivania e sull’arredo della sua stanza, per non parlare delle letture d’infanzia e attuali: Rogelio Guedea, autore del saggio in questione, pensa al contrario che sia giunta l’ora di dedicarsi al lettore, soggetto in costante evoluzione, mai uguale a se stesso.

L’autore si sofferma sul piacere che dovrebbe susicitare la lettura, sottolineando come lo stesso libro può diventare buono o cattivo a seconda del momento, del luogo, del nostro stato d’animo. Tanto che, afferma Guedea, sono i libri a cercare il lettore, e spesso li scelgono a caso.

Divertente, Il mestiere di leggere affronta la cultura della letteratura con ironia sfrontata, riuscendo contemporaneamente a puntare l’attenzione sui capolavori intramontabili che ancora oggi accompagnano la sua storia.

Per approfondire: il blog magazine Graphomania.

Julian Assange? Nemico Pubblico Numero Uno

Vi segnalo l’uscita di un saggio – direttamente in ebook, scelta quanto mai appropriata a mio avviso, data la natura del testo – dedicato all’hacker più famoso del mondo, quel Julian Assange che occupa le pagine dei giornali e dei siti Web di tutto il mondo.

Il saggio, scritto da Chiara Perseghin, blogger e recensitrice letteraria, è particolarmente interessante, perchè non si tratta dell’ennesima biografia del più celebre hacker del mondo – ve ne sono fin troppe – ma cerca invece di fornire una chiave di lettura per cercare di comprendere meglio il “fenomeno Assange”: non è esagerato affermare che, dopo l’avvento di WikiLeaks, i Governi e le Diplomazie di mezzo mondo abbiano dovuto gettare la maschera, rivelando segreti inconfessabili e condotte a dir poco non sempre cristalline.

Il saggio, attraverso una trattazione agile, un linguaggio non paludato e una scansione in capitoli rapida, descrive Julian Assange back from the roots, scandagliando il suo passato e anche i suoi trascorsi familiari.

Dai primi successi – ma forse dovremmo chiamarli più correttamente incursioni – in campo telematico alle ultime vicissitudini – l’arresto per stupro, la richiesta di estradizione in Svezia – il saggio mostra con buona accuratezza e dovizia di particolari luci e ombre di un personaggio sfuggente, geniale ma anche contraddittorio e, diciamocelo, anche ambiguo.

L’opera fornisce inoltre una ricca panoramica delle reazioni e delle conseguenze scatenate dal ciclone WikiLeaks, dal momento in cui hanno cominciato a circolare le prime rivelazioni fino ai più recenti sviluppi. Il lavoro di ricostruzione è stato imponente, questo lo si capisce da subito.

Il libro, pubblicato in eBook, è disponibile presso la libreria online UltimaBooks di Semplicissimus e presto sarà reperibile nei principali negozi online.

Julian Assange Nemico Pubblico Numero Uno
Chiara Perseghin
SBF Semplicissimus
Euro 4,99
eBook multi formato (epub e mobi)
http://www.ultimabooks.it/julian-assange-nemico-pubblico-numero-uno

Touch Faith, la guida definitiva ai Depeche Mode

“Diventeremo i Beatles della scena indipendente!”, commenta Andy Fletcher all’indomani della prima apparizione a Top of the Pops, 1981. Trent’anni, dodici album e quarantotto singoli dopo, quella profezia oggi appare persino superata. Dalle cantine di Basildon, Essex agli stadi di tutto il mondo, i Depeche Mode sono semplicemente una delle band più celebri, amate e longeve che si ricordi.

La loro musica ha abbattuto generi, convenzioni, pregiudizi, barriere sociali e di costume, in un miracoloso equilibrio tra sperimentazione, integrità artistica ed ecumenismo pop. Culto per pochi e religione di massa, nuovi suoni e vecchi suoni, ingenui boy scout e rockstar strafatte in overdose, amore e sesso, amicizia e livore, scioglimenti scongiurati e rinascite impossibili, stalli senza uscita e repentini colpi di coda. Musica e vita, musica e vite, attraverso gli ultimi tre decenni e tutti i cambiamenti e le trasformazioni epocali che si sono portati dietro.

Viaggiare attraverso i loro testi – dalle ingenuità “sintetiche” di SPEAK & SPELL al mestiere maturo e consapevole di SOUNDS OF THE UNIVERSE – equivale a ripercorrere le tappe di una crescita umana prima ancora che artistica o poetica, in cui non è difficile riconoscersi. Perché quando Martin Gore parla di amore, sesso, fede, peccato, devozione, desiderio, perversione, amicizia… sta soltanto parlando di noi: adolescenti, uomini, genitori, amanti, santi, peccatori, dominatori, servi. It’s a lot like life, somigliano molto alla vita, queste canzoni, come pagine di un lungo romanzo di formazione.

Depeche Mode -Touch Faith -Testi commentati
Antonio Puglia
Edizioni Arcana
Collana TXT – 500 pp. – 19,50 euro

E rimasero impuniti – Dal delitto Calvi ai nodi irrisolti di due Repubbliche, di Antonella Beccaria

Esce oggi, per i tipi di Socialmente Editore, un libro da non perdere, E rimasero impuniti – Dal delitto Calvi ai nodi irrisolti di due Repubbliche, di Antonella Beccaria, una delle voci più attive nel campo del giornalismo investigativo. La prefazione è firmata da Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione tra le Vittime del 2 agosto 1980

Come di consueto per i testi prodotti da Antonella, il libro è rilasciato con Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia.

Un estratto dalla prefazione:

Questo libro dimostra che c’è un livello di impunità tutt’altro che marginale in questo Paese. Il caso Calvi, presentato all’inizio come un suicidio al quale in pochi hanno creduto, si è delineato per quello che in realtà era: un omicidio. Un omicidio per il quale, però, non ci sono colpevoli, allo stato attuale, ma solo degli imputati, già assolti in primo grado.

Era il 18 giugno 1982 quando il banchiere Roberto Calvi venne trovato impiccato sotto il ponte di Blackfriars, sul Tamigi. Sono passati quasi ventotto anni da allora, ma la sua morte e i processi che sul suo caso furono aperti tracciarono un’epoca intrisa di affarismo e giochi finanziari che videro incrociarsi il “salvatore” della lira Michela Sindona, lo IOR (la banca del Vaticano), la loggia massonica P2 e alcuni esponenti di spicco della banda della Magliana e della mafia (come Giuseppe Calò, Francesco Di Carlo e altri). Infine non è mancato il più volte inquisito Flavio Carboni.

Sono trascorsi ventotto anni in cui, oltre a dare un riscontro di verità a quella morte, l’Italia dovrebbe avere subito un riassetto in cui certe spericolate operazioni e il mondo che faceva capo alla cosiddetta prima Repubblica avrebbero dovuto essere un retaggio del passato. Un retaggio a cui si sarebbe potuto guardare dicendo che ormai siamo immuni da certe situazioni.

Ma osservando la situazione del nostro Paese rimaniamo sconcertati dal ricorrere di nomi e di fatti che sembrano ricordarci che quel passato non se n’è ancora andato. Anzi, ogni giorno si fa più incombente e più presente: non solo ci si para di fronte, ma rischia di travolgere completamente la nostra democrazia. […]