No Life in Serbia

Jasmina Tesanovic, nota attivista, film maker e giornalista serba, fornisce sul suo blog la sua lettura del terribile episodio di cronaca nera che ha sconvolto la Serbia pochi giorni fa, quando un uomo di 60 anni, Milorad Veljovic, ha sterminato 13 persone, abitanti a Velika Ivanca, non lontano da Belgrado.

Virtual Vita Nuova

In English, in French
He woke at five in the morning with a gun in his hand. There is no life for us anymore, he said.

Then this man, sixty years old, an exemplary father and husband, “a hard and diligent worker, a citizen”, shot his son. He shot his sleepy and dumbfounded wife, who had scarcely understood his last declaration.

He continued his armed assault by opening the doors of the neighboring homes of his close relations. He shot them in their heads as they slept. All in all, he shot thirteen victims, including his mother and a child of two.

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Jasmina scopre il nazionalismo

Scrive Valeria Gandus su Il fatto Quotidiano:

[…] Jasmina è serba. Una serba atipica che non sa che cosa sia il nazionalismo se non per averlo subito: fiera oppositrice di Milosevic, durante l’ultimo conflitto dei Balcani, quello poi sfociato nella guerra del Kosovo, teneva un diario online (Normalità, il diario di un idiota politico, poi pubblicato in Italia da Fandango) attraverso il quale raccontava al mondo la vita quotidiana sotto le bombe della Nato e, insieme, denunciava la stupidità e la ferocia del regime che quella guerra aveva provocato. Una «serba traditrice» non solo per Milosevic ma per gran parte dei suoi connazionali che ancora oggi non le perdonano le denunce degli orrori (a cominciare dalla strage di Srebrenica) compiute in nome della grande madre Serbia, una nazione che ha perso tutte le guerre che ha combattuto, primato di cui Jasmina va particolarmente fiera.

E particolarmente contenta era Jasmina di essere ospite della Croazia, il Paese che una ventina d’anni fa si distaccò dalla Jugoslavia avviando quella secessione che avrebbe poi portato al disastro che tutti ricordiamo. I due popoli, un tempo uniti sotto la stessa bandiera e poi divisi da una guerra crudele e cruenta come e più di tutte le guerre, tornavano a parlarsi, a comunicare: non solo attraverso il ripristino della linea ferroviaria che in capo a qualche anno tornerà a collegare Serbia, Croazia e Slovenia fra loro e all’Europa, ma anche attraverso il libero scambio di idee e opinioni fra intellettuali di diverse nazionalità, fra le quali quella serba da lei rappresentata, e il pubblico croato.

Ma la contentezza è durata poco. Per quel pubblico Jasmina era e sempre resterà una nemica proprio in quanto serba. A ogni approdo, di isola in isola verso il sud, le cose andavano peggio: appena iniziava a parlare con il suo accento indiscutibilmente serbo, nonostante Jasmina parli quotidianamente in inglese con suo marito e in italiano con gli abitanti e gli amici di Torino, città nella quale vive da qualche anno, nonostante tutto ciò, appena apriva bocca arrivavano i brusii di disapprovazione, i fischi e anche peggio. Alla fine, i volonterosi e incolpevoli organizzatori della crociera letteraria sono arrivati a chiederle di parlare in italiano, lingua ben conosciuta in Croazia, per evitare il peggio. […]

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L’eresia di Nefertiti

Da l’inkontro.info:

Nefertiti, libroE’ uscito, per le edizioni Stampa Alternativa, il nuovo libro di Jasmina Tesanovic, la scrittrice, giornalista, regista e blogger originaria di Belgrado nota tra le altre cose per aver pubblicato on line in tempo reale durante la guerra del Kosovo e il bombardamento della Serbia il suo Diary of a Political Idiot, in seguito tradotto ed edito in tutto il mondo. Questo suo nuovo lavoro dal titolo “Nefertiti. L’amore di una regina eretica nell’antico Egitto” (visiona il booktrailer) è un romanzo storico molto originale, che narra, in ottica ben moderna, la vita della regina egiziana Nefertiti, in una chiave che potremmo definire femminista-esistenzialista.

Nuova recensione di “Processo agli Scorpioni”

Processo agli Scorpioni

Un breve estratto della bella recensione di Processo agli Scorpioni di Jasmina Tesanovic – appena intervistata, tra l’altro, su BabelMed da Vesna Scepanovic – a cura di Roberto Nicoletti per Arcilettore:

La lettura del libro, che mette in evidenza il coraggio della giudice e di molti personaggi che costituiscono la storia di questo processo, è profondamente angosciante e solo la scrittura giornalistica e narrativa dell’autrice rende scorrevole. Può darsi che qualcuno sia più sensibile di altri, ma mi sono reso conto che la scelta pacifista, intesa non solo come posizione contro la guerra ma anche contro ogni nazionalismo, contro ogni fascismo, sia la sola che possa salvarci da quell’orrore.