Kipple su Rai News

Oggi 30 dicembre, dalle 10.30 alle 11, in diretta su RaiNews, Francesco Verso parlerà della eccezionale performance di Kipple Officina Libraria su Amazon.it. Momento davvero epocale per Kipple

Internet e i suoi rischi

di Carlo Santulli

Non leggo spesso il Venerdì di Repubblica. Non lo leggo spesso, perché non compro i giornali, come tanti: e non lo faccio perché quel che mi serve sapere lo trovo su Internet, magari sul sito di quello stesso giornale che avrei potuto comprare. Quindi lo leggo solo se lo trovo da qualche parte, o se lo compra qualche amico o familiare. Lo so lo so, che il grado di approfondimento del giornale cartaceo è differente, che qualche volta c’è qualche grossa firma che scrive con ben altra larghezza e completezza sul cartaceo che sul virtuale. Ma continuo a non comprare. Non perché i giornali siano cari: è che, per dirla semplicemente, ho altre priorità.

Così, è solo qualche tempo fa che mi sono imbattuto in un Venerdì di Repubblica dell’otto maggio scorso, che ho sfogliato qua e là: penso a volte (forse è un’idea un po’ malata, non so) che sapere come certe cose sono andate a finire aiuti la lettura, in certo senso rilassi: per esempio, leggere dei timori (o terrori?) per l’aviaria o per il contagio della mucca pazza agli umani, sapendo che poi la bolla si è più o meno sgonfiata, aiuta a prendere le distanze, a cambiare prospettiva. Certo, dovendo risalire nel tempo, è indubbiamente più interessante o storica una Domenica del Corriere del ’69 o giù di lì (non lo dico a caso: ricordo un’immagine che da bimbo mi terrorizzava, con la faccia tumefatta del milanista Combin dopo la battaglia, più che partita, con l’Estudiantes per la Coppa Intercontinentale) piuttosto che una di tre mesi fa: ma anche un Venerdì di Repubblica vecchio di qualche mese dice qualcosa.

Qui la copertina non terrorizza, sembra tranquilla, ma solo in apparenza, piuttosto si sofferma sui giovani che usano Internet, quello che fanno e quello che rischiano. A questo punto la data diventa importante, anzi fondamentale, siamo a maggio del 2009 e non del 1999… ma, come direbbero gli anglosassoni, here we go again. Parliamo di Internet e i suoi rischi (paura…).

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Sei depresso? Hai visto troppa TV da piccolo!

Lengthy television viewing in adolescence may raise the risk for depression in young adulthood, according to a new report.

The study, published in the February issue of The Archives of General Psychiatry, found a rising risk of depressive symptoms with increasing hours spent watching television. There was no association of depression with exposure to computer games, videocassettes or radio.

(via N.Y.T.)

Raccolta pubblicitaria in TV: il De Profundis

Che la TV – e non solo quella generalista – sia uno zombi non è solo l’autore di questo blog a ripeterlo , ormai da molti anni, vedi ad esempio l’opinione di Nicholas Negroponte. Ora però il… decesso è stato ufficialmente certificato dalla crisi della raccolta pubblicitaria, vera e propria cartina di tornasole dell reale stato di salute (!) della televisione.

Scrive l’Unità:

Autunno nero per la pubblicità. Vanno in rosso i giornali, va in rosso la tv. E per le tv di Berlusconi, si sussurra, è profondo rosso. Conti alla mano: la Rai – se la crisi di spot perdura – secondo i calcoli della Sipra, la sua concessionaria, perderà almeno 40 milioni di euro.

Mediaset, che ormai vende spot a prezzi stracciati e ha anche problemi d’ascolto, rischia di rimetterci almeno il doppio di questa cifra. E così quella frase buttata là da Berlusconi venerdì scorso alla cena con gli industriali («Mi domando come facciate a dare pubblicità alla Rai, che trasmette programmi da cui si diffondono panico e sfiducia»), e mai smentita, non sembra tanto l’appello del politico contro la tv pubblica che non sta “in riga”, ma il disperato tentativo da imbonitore di rosicchiare qualche spot in più alla concorrenza.

Che la Rai se la passi male, in quanto a spot, lo ha detto persino il suo direttore generale, Claudio Cappon: «La raccolta pubblicitaria per gli ultimi mesi dell’anno ha subito una contrazione improvvisa, a doppia cifra».

La relazione dell’amministratore delegato Sipra, Maurizio Braccialarghe, parla chiaro: nell’ultimo trimestre la Rai ha subìto un vero e proprio tracollo pubblicitario rispetto al periodo luglio-settembre dello scorso anno, e le prospettive sono pessime.

L’Upa (associazione dei pubblicitari) stima un calo reale del 2,5% degli investimenti pubblicitari in televisione. E potrebbe persino rivelarsi una stima ottimistica, perché ancora non c’è nessuna avvisaglia di investimenti per il periodo natalizio.