Il 1969 di Achille Lauro

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Non credevo che avrei mai segnalato su queste pagine l’album di un personaggio come Achille Lauro. Non per snobismo, ci mancherebbe: semplicemente perché la “trap” è lontana dai miei gusti musicali.

Ma l’album 1969 del rapper romano va decisamente oltre il genere di partenza, a mio avviso un po’ “ignorante”, se mi passate l’aggettivo. I brani di questo lavoro tendono infatti al rock, almeno nelle sonorità quasi punk ad esempio di Rolls Royce, il brano portante dell’album nonché illuminante biglietto da visita del nuovo corso artistico intrapreso da A.L.

Nuovo non in senso letterale, beninteso, dal momento che i riferimenti sono perlopiù a miti e icone storiche di un passato “bello e maledetto” come Marilyn Monroe, Elvis Presley, James Dean, Jimi Hendrix, la Rolls Royce del brano già citato.

Evidenti anche i richiami a certo cantautorato di rottura, dallo sberleffo finto non sense del grande Rino Gaetano al sarcasmo del primo Vasco Rossi: il tutto shakerato con suoni e linguaggio di oggi.

Insomma, 1969 è un buon disco, da ascoltare senza pregiudizi.

Insieme, ma soli

Già qualche anno fa un ispirato Vasco Rossi salmodiava Siamo soli. Aveva ragione da vendere, anche se il grande cantautore di Zocca alludeva più al male di vivere in generale, che non alla solitudine scaturente dall’abuso dei nuovi media.

Che un approccio sbagliato alle moderne tecnologie di comunicazione possa renderci a volte schiavi, consegnandoci a nuove forme di alienazione, è ormai infatti una triste e assodata realtà.

Di questi e altri temi non meno importanti parla diffusamente Sherry Turkle in Insieme ma soli, un saggio frutto di un lungo lavoro di ricerca e riflessione compiuto nell’arco di diversi decenni.

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Fanflop: Santoro sullo special di Vasco

Scrive Michele Santoro sul sito di Annozero, a proposito dello special televisivo trasmesso su Rai2 ieri sera, in occasione della prima tappa romana del tour di Vasco (a causa della messa in onda dello special, la trasmissione condotta da Santoro, non è andata in onda):

«[,,,] Purtroppo quello che abbiamo visto non è uno spettacolo capace di raccontare la forza che sprigioni, ma un assemblaggio insensato di clip, interrotto a tratti da un Gene Gnocchi in crisi dì identità. Abbiamo dovuto leggere solo sui giornali di questa mattina i momenti più forti del concerto che non sono stati riportati, con la giusta evidenza, durante la diretta di ieri sera. Ma Vasco Rossi è superiore a queste cose. E Annozero pure.”

Che dire, se non che Santoro ha pienamente ragione? Lo special è stato davvero di modesto livello, con uno Gnocchi fantozziano e insopportabile e un pericoloso sentore di approssimazione nella generale impostazione dello special.