L’atto di fede di D’Alema

(Staino è sempre maestro, nel fotografare la realtà politica)

Piero Sansonetti: Viva la Cgil

Piero Sansonetti commenta così, su Liberazione di oggi, la condotta della Cgil nella tormentata vicenda Alitalia:

“L’assenza di una forte opposizione è uno dei problemi più drammatici dell’Italia. Innanzitutto perché sbilancia il sistema democratico, introducendo, automaticamente, degli elementi di «regime». E poi perché rende debolissimii ceti deboli, quasi cancella gli interessi delle classi subalterne, li sacrifica sull’altare di quello che viene chiamato l’interesse generale e in realtà è l’interesse delle classi dirigenti. Non ci vuole molto per capire che le cose stanno così. La tragica sconfitta elettorale della sinistra, l’inconsistenza quasi paradossale del veltronismo, la totale assenza del dipietrismo sulle questioni di fondo (impegnato nel duello di tipo personale con il premier) sono le cause di questa emergenza. In questi giorni, con un certro sollievo, ci siamo accorti che nel quadro «perfetto» di assenza di opposizione (del tutto inedito nella storia della Repubblica) si è verificata una anomalia. Si chiama Cgil. […]”

segue

Parisi: Berlusconi è un grande

Firenze – Walter Veltroni? «Avrebbe dovuto imparare da Berlusconi», che è «un grande politico e un grande leader», ed è stato capace di «tenere un filo e svolgerlo nel tempo, per 15 anni, imparando sia dalle sue vittorie che dagli errori».

Il popolo della Festa democratica (piuttosto scarso alle cinque di pomeriggio, con 38 gradi all’ombra) guarda attonito Arturo Parisi, il «grillo parlante del centrosinistra», come lo chiama il suo intervistatore Giovanni Minoli, l’inventore dell’Ulivo, l’amico e la mente politica di Romano Prodi e dei suoi (sfortunati) governi. Che Parisi sia diventato da mesi l’arcinemico di Veltroni, il suo critico più esplicito e implacabile si sapeva.

Ma che addirittura arrivasse, in odio a Walter, a recitare una sorta di panegirico del Cavaliere e delle sue virtù no, questo nessuno se l’aspettava. E infatti Minoli si diverte molto, «dirigessi un giornale domani titolerei “Parisi: Berlusconi è un grande”, professor Parisi», lo provoca. E lui si limita ad allargare le braccia, come a dire che purtroppo è proprio così.

(segue)

Walter W.: da Gastone a Paperino

Gastone
Gastone

Scrive Luca Telese su Il Giornale:

“In meno di quattro mesi, lo hanno disneyanamente fatto passare dal ruolo del fratello fortunato di Gastone, a quello di gemello scalognato di Paperino. Prima era il Re Mida che aveva riportato Roma a splendori imperiali, ora lo dipingono anche come l’intestatario della sconfitta di Francesco Rutelli. È troppo.

Emme, supplemento satirico de l’Unità, lo dipinge come un «morto». Su Libero Mattias Mainiero, vedendo le sue foto mentre pianta l’ombrellone a Sabaudia, arriva a definirlo «una cosa a metà strada fra un Fantozzi riuscito male e un rom» (sic!). Al contrario di lui, a noi Walter Veltroni che porta a spasso la pancetta sulla spiaggia libera fa simpatia. E ce ne fa ancora di più, il leader del Pd, in questo momento terribile in cui sembra nel tritacarne: trasfigurato nella pallida controfigura del vincente che tutti pochi mesi fa osannavano, perseguitato dagli avversari interni, dalla sfortuna e persino dai ladri.

Lunedì, per dire, in conferenza stampa aveva raccontato veglie davanti al portatile per aggiornare il suo profilo Facebook.com: «È un’esperienza meravigliosa… Ho superato il numero massimo di 5mila amici disponibili. Aggiorno il profilo col mio staff, e a volte io stesso – ripeteva soddisfatto – a ore strane del giorno e della mattina». La sera stessa i ladri sono entrati nel villino di Sabaudia, dove dormivano la moglie Flavia e la figlia Vittoria (niente scorta!), e hanno sgraffignato al leader del Pd: 600 euro, l’iPod e infine il portatile (ora come aggiornerà la sua pagina?). […]”

Paperino
Paperino

(segue sul Giornale)

Piero Sansonetti: chiedete scusa a Mara Carfagna

Scrive Piero Sansonetti su Liberazione:

“Il titolo che avete appena letto, e la prima parte di questo articolo, faranno inorridire alcuni dei nostri lettori. I quali, naturalmente, protesteranno. Ma non c’è niente di male nel dissenso tra un giornale e una parte dei lettori, direi anzi che è esattamente la caratteristica originale di «Liberazione», l’originalità che fa essere questo giornale diverso dagli altri, proprio perché è scritto e letto da persone che pensano con la propria testa, che sono libere, che non hanno pregiudizi e che amano confrontarsi e discutere anche animatamente, e avere pareri diversi. Domani pubblicheremo nella pagina delle Lettere i giudizi dei lettori che dissentono.

Tutta questa premessa per dirvi che sento di dovere esprimere solidarietà all’onorevole Mara Carfagna. Ho giudicato volgari, gratuiti e del tutto inaccettabili gli insulti che le sono stati rivolti dal palco di piazza Navona l’altra sera, e ho giudicato molto grave il fatto che gli organizzatori della manifestazione girotondina – molti dei quali: molti, certo non tutti – stimo e considero amici, i quali si sono scusati con Giorgio Napolitano per gli insulti di Beppe Grillo, non si siano sentiti in dovere di scusarsi in modo formale e pubblico con l’onorevole Carfagna.

Continua a leggere “Piero Sansonetti: chiedete scusa a Mara Carfagna”

Il Comune di Roma commissariato?

Chi segue questo blog conosce la mia opinione, espressa in tempi non sospetti anche nella precedente incarnazione di FP, riguardo le politiche da “Panem et Circenses” delle precedenti amministrazioni comunali.

Mi riferisco al Comune di Roma, come qualcuno avrà già intuito. I fuochi d’artificio (sì, proprio un artificio: fumo negli occhi, come si è visto poi) della osannata Notte Bianca, le mille, rutilanti iniziative delle varie Estati Romane, tra mega concerti con star internazionali e festival a go-go, mentre la situazione della raccolta dell’immondizia, anno dopo anno, assomiglia sempre più a quella partenopea: la raccolta differenziata è ancora una chimera; i contenitori sono in numero insufficiente; la raccolta di carta, plastica, metalli e vetro si traduce in cumuli di rifiuti “differenziati” sì, ma ammucchiati in prossimità dei recipienti occlusi; lo stato di manutenzione delle strade le fa assomigliare spesso ad avventurose mulattiere.

Il degrado della città, insomma, è sotto gli occhi di tutti, turisti per primi.

“[…] E per Gianni Alemanno, il neosindaco che ha sbaragliato il “modello Roma” di Walter Veltroni e Francesco Rutelli, la festa rischia di essere molto breve. Addio a molti appuntamenti dell’Estate romana, addio quasi certo alla notte bianca. Per ora.

All’origine di tutto c’è l’enorme debito ereditato dalla giunta Veltroni (che nel 2001 lo aveva trovato in gran parte nei bilanci di Rutelli): oltre 7 miliardi di euro, che potrebbero aumentare a 9-10. A quel punto la capitale rischierebbe il default, il fallimento. E scatterebbe il commissariamento: spese ridotte all’osso; investimenti come la metropolitana a rischio; addizionale comunale al massimo di legge: dallo 0,5 attuale allo 0,8 per cento. Un salasso per i cittadini, che nel 2007 si sono visti aumentare il balzello e che già pagano l’1,4 di addizionale regionale a causa del debito sanitario.

Proprio per questo è scattato un affannoso conto alla rovescia tra Campidoglio, ministero dell’Economia e Palazzo Chigi. […]

(via Panorama.it)