Assange: nemico pubblico numero uno o eroe dei nuovi media?

20120703-224104.jpgIn questo periodo Julian Assange è tornato prepotentemente alla ribalta delle cronache. Al momento, l’hacker si è rifugiato a Londra, presso l’ambasciata dell’Ecuador, nella speranza di ottenere asilo politico.

Un paio di giorni fa il suo avvocato ha ribadito il timore che l’estradizione del suo assistito in Svezia possa portare a gravi conseguenze, ben peggiori del processo per stupro che vede coinvolto il fondatore di Wikileaks. L’allusione è alle autorità statunitensi, propense a considerare Assange un pericoloso criminale, anzi una sorta di pericoloso terrorista internazionale. E c’è chi paventa, oltre che il carcere, una condanna a morte per il vulcanico attivista.

Come si può vedere, la materia è complessa, e seguire le rocambolesche imprese di Assange è impresa ardua. Giunge però in soccorso del lettore desideroso di capire qualcosa di più dell’intero fenomeno Assange un saggio di recente pubblicazione, Julian Assange: Nemico Pubblico Numero Unodi Chiara Perseghin (Ciesse Edizioni, 2012).

L’opera rappresenta al momento il lavoro più aggiornato, se non il più esaustivo, sulla complessa figura dello scatenato hacker e sull’organizzazione da lui creata, Wikileaks.

Questa la scheda del libro:

Julian Assange Nemico Pubblico Numero Uno non aspira a essere l’ennesima biografia del più celebre hacker del mondo, quanto a fornire una chiave di lettura per cercare di comprendere meglio il fenomeno Assange. Il saggio, aggiornato a giugno 2012, attraverso una trattazione agile, un linguaggio non paludato e una scansione in capitoli rapida descrive l’uomo del momento, Julian Assange. Lo fa scandagliando luci e ombre di un personaggio controverso, geniale ma anche contraddittorio. Ma lo fa anche senza perdere di vista il ventaglio di reazioni e conseguenze messe in atto dal ciclone WikiLeaks. Non è esagerato ipotizzare che d’ora in poi nulla sarà più come prima.

Julian Assange? Nemico Pubblico Numero Uno

Vi segnalo l’uscita di un saggio – direttamente in ebook, scelta quanto mai appropriata a mio avviso, data la natura del testo – dedicato all’hacker più famoso del mondo, quel Julian Assange che occupa le pagine dei giornali e dei siti Web di tutto il mondo.

Il saggio, scritto da Chiara Perseghin, blogger e recensitrice letteraria, è particolarmente interessante, perchè non si tratta dell’ennesima biografia del più celebre hacker del mondo – ve ne sono fin troppe – ma cerca invece di fornire una chiave di lettura per cercare di comprendere meglio il “fenomeno Assange”: non è esagerato affermare che, dopo l’avvento di WikiLeaks, i Governi e le Diplomazie di mezzo mondo abbiano dovuto gettare la maschera, rivelando segreti inconfessabili e condotte a dir poco non sempre cristalline.

Il saggio, attraverso una trattazione agile, un linguaggio non paludato e una scansione in capitoli rapida, descrive Julian Assange back from the roots, scandagliando il suo passato e anche i suoi trascorsi familiari.

Dai primi successi – ma forse dovremmo chiamarli più correttamente incursioni – in campo telematico alle ultime vicissitudini – l’arresto per stupro, la richiesta di estradizione in Svezia – il saggio mostra con buona accuratezza e dovizia di particolari luci e ombre di un personaggio sfuggente, geniale ma anche contraddittorio e, diciamocelo, anche ambiguo.

L’opera fornisce inoltre una ricca panoramica delle reazioni e delle conseguenze scatenate dal ciclone WikiLeaks, dal momento in cui hanno cominciato a circolare le prime rivelazioni fino ai più recenti sviluppi. Il lavoro di ricostruzione è stato imponente, questo lo si capisce da subito.

Il libro, pubblicato in eBook, è disponibile presso la libreria online UltimaBooks di Semplicissimus e presto sarà reperibile nei principali negozi online.

Julian Assange Nemico Pubblico Numero Uno
Chiara Perseghin
SBF Semplicissimus
Euro 4,99
eBook multi formato (epub e mobi)
http://www.ultimabooks.it/julian-assange-nemico-pubblico-numero-uno

Processare Assange negli USA? Impossibile

Federico Rampini, da sempre attento osservatore della realtà USA, osserva sul suo blog che è improbabile che la giustizia USA riesca a processare Assange, come pure vorrebbe con tutte le sue forze:

[…] almeno se lo si vuole incastrare per la divulgazione dei dispacci del Dipartimento di Stato. Lungo e argomentato intervento di un grande giurista, Baruch Weiss, sul Washington Post dimostra che perfino se venisse deportato in America, il capo di WikiLeaks avrebbe buone probabilità di uscire indenne da un processo. Weiss, che è stato giudice federale e ha lavorato anche per la Homeland Security, è uno dei massimi avvocati esperti di crimini dei colletti bianchi. Analizzando la giurisprudenza sul Primo Emendamento, le leggi sulla divulgazione di segreti di Stato, e la vaghezza del “danno” reale provocato finora da WikiLeaks, Weiss sostiene che al governo Usa conviene non provarci nemmeno.

Rodotà: accesso a Internet garantito dalla Costituzione

Durante la terza edizione dell’Internet Governance Forum Italia (Igf- Italia 2010), il Prof. Stefano Rodotà, ex Presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, ha sollevato con grande evidenza la questione dell’accesso alla Rete:

La Costituzione italiana è una delle più belle del mondo ma è nata in un’epoca in cui Internet non esisteva. Ora è arrivato il momento di cambiare e di scrivere che l’accesso alla rete, il più grande mezzo di comunicazione della storia, è un diritto costituzionale. Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale.

A proposito del terremoto politico e diplomatico scatenato dalla recente offensiva di Wikileaks, Rodotà ha poi acutamente osservato:

Le reazioni della politica di fronte al fenomeno di Wikileaks sono improntate alla sorpresa e al biasimo per la diffusione dei documenti segreti, ciò dimostra, ancora una volta, l’inconsapevolezza culturale della politica. Italiana e non. In tutti i tempi, infatti le scoperte scientifiche e tecnologiche hanno sempre sconvolto i preesistenti sistemi di potere. Ed è naturale che ciò accada anche ora. Non a caso in Italia il Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini ha parlato di un ‘nuovo 11 settembre’

(via L’INKontro.info)